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Bertinotti completa la “svolta”

 Resoconto del Comitato politico nazionale del 6 - 7 marzo 200

Con un voto di misura (67 favorevoli su 120 votanti) il Comitato politico nazionale del Prc ha confermato la scelta di adesione al futuro Partito della sinistra europea (Se). Chi ha seguito il dibattito interno ed esterno al Prc negli scorsi mesi sa che questa svolta è stata accompagnata da una vasta opera di revisione ideologica con la quale Bertinotti ha approfondito le posizioni assunte allo scorso congresso, sulla quale abbiamo già ampiamente riferito nello scorso numero della nostra rivista. Ne richiamiamo quindi solo per sommi capi i punti principali. Scelta non violenta “integrale” in nome del rifiuto della presa del potere, ripetute aperture al cattolicesimo, rottura con principi cardine del marxismo e del leninismo quali la teoria dell’imperialismo, la teoria marxista dello Stato e del partito, (il tutto raccolto sotto l’etichetta di comodo del “superamento del Novecento”), critica della Resistenza, sempre in nome del rifiuto della lotta per il potere, ecc.

Rifondazione nella gabbia del centro sinistra

“La comunità bolognese richiede un forte investimento sulla ripresa di una moderna ed avanzata imprenditorialità, della quale abbiamo avuto esempi concreti anche a Bologna, che passa attraverso la consapevolezza del ruolo sociale dell’imprenditore che vuol dire anche un nuovo impulso alla competitività…” “È necessario valorizzare il ruolo dell’impresa nella società, indirizzato in primo luogo alla crescita del benessere comune  e non solo al profitto personale”.  “La flessibilità del mercato del lavoro è un fenomeno complesso, con aspetti positivi e negativi, che caratterizza questa fase storica”. “Gli stessi processi di privatizzazione o esternalizzazione dei servizi di servizi pubblici, caratteristici degli anni ’90 (…) sui quali nel centrosinistra permangono valutazioni diverse, richiedono oggi una nuova fase”.

Brevi osservazioni sulle “innovazioni” di Bertinotti

 

Non è certo semplice riassumere in poche righe l’insieme della “svolta innovatrice” impressa da Bertinotti con le recenti prese di posizione. In primo luogo, per la vastità dei temi toccati; in secondo luogo, perché la gran parte di queste uscite si limitano a “lanciare il sasso” senza alcun reale approfondimento dei temi proposti al dibattito. In terzo luogo, perché una parte importante della recente produzione letteraria del segretario e di coloro che lo sostengono più da vicino ha uno scopo puramente difensivo, e consiste nell’accumulazione di specificazioni, subordinate, precisazioni, interpretazioni che in realtà hanno il solo effetto di rendere indecifrabile il vero oggetto del dibattito.

Liquidazione a rate?

Il 28 gennaio la Direzione nazionale del Prc è stata chiamata a pronunciarsi sulla proposta di formare un partito della sinistra europea, proposta sottoscritta dai rappresentanti del Prc in un incontro tenutosi a Berlino il 10 gennaio scorso, assieme ai rappresentanti di altri 10 partiti della “sinistra alternativa” europea.

Rifondazione e centrosinistra

Manca ancora parecchio tempo alle elezioni amministrative che decideranno il prossimo sindaco di Bologna ma la discussione sull’avvenimento si fa sempre più intensa. Nelle prime settimane successive alla sua candidatura ufficiale erano evidenti le perplessità e la delusione che si respirava in città rispetto a Cofferati e alla sua scelta.

Il personaggio che da segretario della Cgil si era trovato a guidare la mobilitazione contro le politiche antisociali del governo Berlusconi, dopo aver giocato per mesi a nascondino e aver tradito le aspettative di chi già lo vedeva come leader di una svolta a sinistra dei Ds (ricordiamo la posizione astensionista al referendum per l’estensione dell’articolo 18 alle piccole imprese), si “relega” alla corsa a sindaco di Bologna.

 Negli ultimi mesi il circolo del Prc di Sesto San Giovanni è stato attraversato da un aspro dibattito sulla privatizzazione della Casa di riposo comunale, un ente di proprietà pubblica dal 1949 che l’amministrazione di centrosinistra (alla quale il Prc partecipa) intende privatizzare.

Un “affare” stimato fra i 40 e i 50 miliardi di vecchie lire, che mette a rischio sia i lavoratori dell’ente che gli ospiti della casa di riposo e le loro famiglie.

La segreteria del circolo, messa in minoranza in una prima votazione, ha trovato il modo di ribaltare le deliberazioni del direttivo del circolo, accettando una politica indifendibile in nome dell’alleanza col centrosinistra. L’intera vicenda è ricostruita in un articolo di Giuseppe Lania, del direttivo del circolo.

Il Prc deve battersi contro le privatizzazioni !

Non ripetiamo un’esperienza disastrosa per il Prc e per i lavoratori!

L’ultima riunione della Direzione nazionale del Prc (25 settembre) ha sancito definitivamente l’abbraccio fra il partito e il centrosinistra. Il Prc è impegnato in una trattativa a tutto campo per definire un programma di governo comune da presentare assieme al centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche.

Queste decisioni rappresentano un punto di svolta decisivo nella politica del Prc. Non si tratta di decisioni riguardanti questioni limitate di tattica, elettorale o di altro genere. Quello che è in gioco è l’intero orientamento del partito.


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