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Il Prc nella gabbia di Illy

Il risultato delle recenti elezioni regionali in Friuli Venezia-Giulia conferma l’avvio di una modifica dei rapporti di forza fra gli schieramenti politici già suggerito dall’esito delle elezioni provinciali di Roma. Questo non significa che la “conquista del Friuli Venezia-Giulia” da parte di Illy (così l’hanno definita i giornali) non meriti un approfondimento specifico: esso è necessario per comprendere le ragioni del successo di un esperimento che lo stesso imprenditore triestino del caffè ha definito “un modello per l’Italia”.

Comitato Politico Nazionale del 28-29 giugno 2003

I risultati delle elezioni amministrative e del referendum ci impongono un bilancio critico della politica seguita dal partito negli ultimi anni, e in particolare dopo l’ultimo congresso nazionale. Risulta in primo luogo evidente come nonostante due anni di mobilitazione politica e sociale quasi ininterrotta, il nostro partito non abbia compiuto quel salto di qualità in termini di influenza, radicamento, consenso (anche elettorale) che pure era interamente possibile.

Bilancio del Cpn del 28-29 giugno 2003

Il Comitato politico nazionale del Prc tenutosi il 28-29 giugno ha segnato una brusca accelerazione nell’evoluzione del partito. La svolta verso l’Ulivo, già largamente annunciata nei dibattiti della Direzione nazionale e in numerose interviste sulla stampa, sia di Bertinotti che di dirigenti Ds come D’Alema e Bassolino, è stata sancita in un dibattito i cui esiti riteniamo estremamente preoccupanti.

Le ragioni del nostro dissenso

Le elezioni amministrative in calendario per l’inizio di giugno impongono ai militanti di Rifondazione una riflessione sulla collocazione elettorale del partito, in un quadro politico condizionato dalla recente aggressione militare all’Iraq. Non si tratta di un ragionamento di portata marginale, soprattutto per una regione, il Friuli Venezia-Giulia, in cui il candidato del Centro-sinistra, l’onorevole Riccardo Illy, si è rifiutato di opporsi alla mozione fatta approvare in Parlamento dal Governo e finalizzata a concedere agli anglo-americani l’utilizzo degli spazi aerei e delle basi militari.

  Nello scorso ottobre Rifondazione Comunista, per bocca del segretario Fausto Bertinotti proponeva la “nazionalizzazione” come unica via d’uscita alla crisi Fiat. Fino a pochi giorni prima tutta la direzione del Partito, Bertinotti in testa, si era dedicata a bollare tale proposta come pura “utopia”. Poi la svolta: da utopia la nazionalizzazione della Fiat si è trasformata in“necessaria e realistica”.

Europa e Usa di fronte alla guerra

Il 14-15 settembre il Comitato politico nazionale del Prc ha preso posizione sul rischio di una imminente aggressione all’Irak da parte degli Usa. Nel documentto votato si fa appello alla mobilitazione contro la guerra, come è logico, ma non si indica affatto quale dovrebbe essere  il fine di questa mobilitazione. Ossia, parrebbe che l’unico obiettivo possibile sia quello di manifestare, rendere esplicita la nostra opposizione ai crimini di Bush e compagnia.

Primo bilancio del dibattito

A conclusione del 5° congresso del Prc possiamo stilare un primo bilancio. I pochi mesi trascorsi da quando sono state varate le tesi di maggioranza sono stati sufficienti a mostrarne tutti i limiti. I capisaldi sui quali si costruiva la linea di Bertinotti sono tutti smentiti dallo sviluppo degli avvenimenti.


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