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Il 5° congresso del Prc

Il dibattito apertosi nel nostro partito a proposito della questione femminile e più precisamente della presenza delle donne negli organismi dirigenti pone la necessità di un chiarimento sul rapporto fra femminismo e movimento operaio.

Il 5° congresso del Prc

Chi sta partecipando ai congressi dei circoli del Prc si sarà reso facilmente conto di come gli ultimi avvenimenti abbiano reso in parte già superate le tesi di maggioranza.

Lo sviluppo dello scontro sull’articolo 18 con la convocazione dello sciopero generale e della manifestazione nazionale del 23 marzo hanno colto completamente di sorpresa il gruppo dirigente del partito. Esageriamo?

Il partito è attraversato da un dibattito piuttosto acceso attorno al voto del Cpn del 30/11 e del 16/12 sull’emendamento antidiscriminatorio che porterebbe la presenza delle donne nelle delegazioni e negli organismi dirigenti obbligatoriamente al 40%. Si dice che non si sta parlando di quote, bensì di norme antidiscriminatorie. Francamente, considerando la natura del dibattito, mi è difficile capire la differenza.

La rifondazione comunista alla prova del movimento

Il 5° congresso di Rifondazione comunista si apre in un contesto nazionale e internazionale profondamente mutato. Le contraddizioni lungamente accumulate dal capitalismo emergono in modo esplosivo.

Non interrompiamo la lotta contro l’imperialismo e la Nato,
fonte di ogni violenza contro i lavoratori e i popoli oppressi

Ordine del giorno presentato al Comitato Politico nazionale del Prc del 16 settembre, respinto con 44 voti a favore.

La strage terroristica compiuta negli Stati Uniti (forse opera di fanatici religiosi più volte sostenuti dal governo statunitense in chiave anticomunista o contro i movimenti di liberazione nazionale) va condannata fermamente da parte dei comunisti, da sempre avversi al terrorismo individuale che - in ogni caso politicamente dannoso perché prescinde dall’azione politica per guadagnare la maggioranza delle classi subalterne a un progetto rivoluzionario - diviene ancora più inaccettabile quando assume le forme dello stragismo indiscriminato.

Le troppe cose che Bertinotti ha dimenticato

È indiscutibile che gli attentati in Usa e la conseguente minaccia di una guerra abbiano comportato un vero e proprio sconvolgimento delle coscienze, in particolare in Europa. Incubi che parevano ormai sepolti tornano bruscamente alla luce, la stampa di destra e il governo conducono una campagna martellante di arruolamento per la "guerra della civiltà contro la barbarie", la crociata contro l’Islam "medievale e intollerante" (Berlusconi).

Vecchi problemi, situazione nuova

Il risultato elettorale del Prc nelle elezioni politiche deve aprire una nuova fase nella riflessione del partito. È evidente la soddisfazione per aver "salvato la pelle" in una campagna elettorale nella quale non erano pochi quelli che speravano di vederci uscire schiacciati dal meccanismo elettorale e alla polarizzazione imposta attorno alle figure di Rutelli e Berlusconi. Tuttavia la soddisfazione non ci deve impedire una valutazione sobria del nostro risultato, e soprattutto dei nostri compiti futuri.

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