Roma: per l’opposizione di classe a Rutelli - Falcemartello

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La Federazione romana del Partito della Rifondazione Comunista (Prc) ha visto nell’ultimo anno svilupparsi un aspro dibattito sulla questione della partecipazione del partito alla giunta del sindaco Rutelli. Questo dibattito ha avuto una precipitazione nel mese di maggio. Quando il sindaco ha proposto al partito un secondo assessorato nella giunta e la presidenza di una delle due società nelle quali è stato smembrato il Cotral, la più grande azienda di trasporti del Lazio. Di fatto si tentava di corresponsabilizzare il Prc della futura privatizzazione del trasporto pubblico. La proposta della segretaria Patrizia Sentinelli di accettare l’offerta di Rutelli è stata respinta dal comitato federale e si è aperto il percorso del congresso straordinario della federazione, che si terrà il 12/13 luglio.

Riferiremo nelle prossime edizioni del dibattito congressuale che vede ben cinque documenti proposti al voto degli iscritti. In questa edizione proponiamo alcuni stralci del testo presentato dai compagni Francesco De Carlo, Stefano Pagnozzi, Maria Pia Pucciatti, Giacomo Taranto, Ion Udroiu, Monica Venditti, in rappresentanza delle posizioni della sinistra del partito.

"…Ormai più di un anno fa, il 14 maggio, il Comitato politico federale (Cpf) aveva manifestato, con un ordine del giorno contro le privatizzazioni, votato a maggioranza, il forte malessere presente tra i compagni e l’insofferenza verso la politica della Giunta capitolina. Da quel momento in poi non solo l’insoddisfazione, ma anche la rivolta verso la Giunta Rutelli, non solo tra i militanti ed elettori ma anche nella società, sono cresciuti in modo esponenziale. Per un anno si è più volte rinviato il momento della chiusura della verifica, mantenendo il Cpf "bloccato" e costringendo i compagni a riproporre ogni volta la questione dell’uscita dalla Giunta. Si è così prodotto un logoramento interno che grava sul buon esito dello stesso congresso. Non aver preso atto della contrarietà del corpo del partito alla politica di Rutelli è una responsabilità in primo luogo del gruppo dirigente.

La nostra presenza all’interno della giunta capitolina, nel tentativo di "spostare i rapporti tra le classi", non ha portato risultati soddisfacenti. L’elenco delle cose ottenute è veramente scarso: interventi compensatori per gli asili nido, alcune pedonalizzazioni, recuperi urbani, diversi interventi in ambito sociale per cercare di parare i colpi delle politiche liberiste del "nostro" Sindaco.

Rutelli, al contrario, ha realizzato interventi efficaci che coerentemente definiscono il quadro di una politica neoliberista in cui, da una parte si favoriscono gli interessi forti nella nostra città e dall’altra colpiscono i ceti meno abbienti, aumentando l’esclusione sociale: privatizzazioni, smantellamento del trasporto pubblico e cementificazioni sono gli ingredienti essenziali della politica che ha portato avanti Rutelli in questi anni.

La trasformazione dell’Acea in una Spa è solo il primo passo verso la privatizzazione, tutto ciò senza considerare il ruolo strategico di questa azienda nella nostra città, lasciando che le tariffe aumentino e colpendo il diritto a ricevere servizi essenziali.

Quanto ai lavoratori i dati parlano chiaro.

Nel periodo compreso tra il 31 dicembre 1996 e il 31 dicembre 1998 si sono persi nell’Acea quasi cinquecento posti di lavoro mentre sono peggiorate le condizioni di lavoro con l’introduzione di ogni genere di contratti atipici. Discorso analogo può essere fatto per quanto riguarda l’Ama, e per la Centrale del Latte.

La questione dei rifiuti è un vero e proprio affare e vede scendere in campo i poteri economici di questa città. Nonostante i buoni propositi di rilanciare l’azienda pubblica, nel ‘98 il Sindaco ha lavorato per la trasformazione dell’azienda in S.p.a. e in prospettiva per la privatizzazione, mentre le condizioni lavorative sono peggiorate, con l’introduzione del part-time a tempo determinato.

Il trasporto pubblico in una città come Roma, date le dimensioni e la difficoltà di mobilità, assume un valore centrale. Rivendicare il diritto al trasporto pubblico significa andare contro interessi legati al trasporto privato e garantire l’erogazione del servizio per tutti i cittadini e tutelare le condizioni dei lavoratori del settore.

Quasi un anno fa Rutelli, all’insaputa di tutti e nello sconforto generale, avviava la sperimentazione del nuovo piano Atac in Quarta circoscrizione, per poi espandere il modello a tutta la città. Anche in questo caso invece che investire per il rilancio del servizio pubblico si sono introdotti criteri privatistici: razionalizzazione, efficienza, gestione privata. Si sono costituiti molti comitati di cittadini per contrastare questo piano che colpiva i collegamenti interquartiere, riduceva il numero di linee e introduceva la distinzione tra linee di serie A e di serie B. E’ risultato evidente che il piano non partiva dalle esigenze reali dei cittadini e purtroppo su questo la destra è riuscita ad essere egemone. Sempre nei trasporti sono stati assunti 400 lavoratori interinali, realizzando una vera sperimentazione d’avanguardia a partire da Roma. Inoltre un "pezzo" del trasporto pubblico che percorre il centro è stato dato ad una compagnia privata…

In generale le condizioni lavorative nella nostra città sono peggiorate. Vengono sperimentate tutte le forme di deregolamentazione, soprattutto sui giovani che si affacciano sul mercato del lavoro. Durante i lavori per il Giubileo è emersa una situazione d’illegalità diffusa nei cantieri di Roma. La gran parte di questi sono risultati irregolari e i controlli sono stati fatti solamente alla fine dei lavori… La giunta capitolina ha responsabilità enormi anche in questa vicenda: attraverso meccanismi di appalti e subappalti sono state permesse le forme più primitive di sfruttamento e gli immigrati sono stati i primi a pagare i prezzi di questa politica: orari lunghissimi e senza il minimo di tutele sindacali.

Da ultima la scandalosa vicenda del Gay Pride, dove Rutelli è capitolato vergognosamente di fronte alle pressioni della destra e dei poteri clericali, accodandosi al clima di caccia alle streghe e di discriminazione venutosi a creare attorno a questa manifestazione.

Roma nell’anno del Giubileo si Propone come capitale internazionale, moderna, efficiente, sicura.

In realtà a tutt’oggi sono molti quelli che vivono ai margini. Persone che sopravvivono e che i cittadini di Roma rischiano di dimenticare perchè rinchiuse in qualche centro lager o isolate in qualche campo per nomadi come quello di Casilino 700. Persone di cui si torna a parlare ogni volta che succede qualche "disgrazia" come la morte per assideramento di qualche bambino rom o la fine tragica di qualche immigrato.

Nonostante le innumerevoli dichiarazioni del Sindaco Rutelli, ispirate dai migliori sentimenti di rispetto nei confronti di queste persone, i fatti parlano chiaro: crescita delle povertà, peggioramento delle condizioni di vita nei campi rom, reclusione di cittadini immigrati irregolari. In questi anni Rutelli non ha affrontato questi problemi o meglio tutte le risposte date sono legate ad interventi di ordine pubblico e di emergenza. Nella scelta se fare di Roma una città democratica e solidale o una città "moderna" e razzista il Sindaco ha scelto per quest’ultima. Di fatto Rutelli in questi anni ha continuato a rispondere ai poteri forti alle gerarchie vaticane portando avanti politiche che hanno aumentato l’esclusione sociale nella nostra città.

Non meno clamorose sono state le posizioni assunte dal sindaco Rutelli sul terreno culturale e democratico. In materia di antifascismo si registrano atteggiamenti segnati dalla cultura del "revisionismo storico" e della "pacificazione nazionale".

Inoltre, l’assenza di un’opposizione di sinistra alla giunta capitolina e il nostro coinvolgimento in essa hanno lasciato al Centrodestra ed in particolare ad An il monopolio dell’opposizione cittadina presso gli stessi strati popolari, a danno non solo dei comunisti ma dell’insieme dei lavoratori, del popolo della sinistra, dell’associazionismo democratico. La politica di Rutelli ha costituito in lievito prezioso per la rimonta di An, nei quartieri popolari della città e ha dato un contributo, diretto e indiretto, alla stessa riuscita del Centrodestra in Regione. L’argomento per cui non si dovrebbe rompere con Rutelli in questo momento di ripresa della destra è dunque profondamente sbagliato e va esattamente capovolto: solo la ricomposizione e il rilancio di una chiara opposizione di sinistra verso la giunta Rutelli può iniziare ad arginare l’ascesa delle Destre consentendo ai comunisti una più credibile rappresentanza e direzione di azioni di lotta e protesta di aree popolari della città.

La ricollocazione all’opposizione oggi del Prc è quindi un passaggio fondamentale. Dopo aver fatto una verifica e essere giunti ad un giudizio negativo sull’operato della Giunta, la conseguenza naturale è rilanciare la battaglia d’opposizione. Tempo-reggiare ulteriormente, restando fuori dalla Giunta senza uscire dalla maggioranza, ci penalizzerebbe ulteriormente. Dobbiamo dare un messaggio chiaro: opposizione alla politica liberista del centrosinistra e alla giunta Rutelli…"