Un breve bilancio del campeggio nazionale antirazzista - Falcemartello

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Il campeggio nazionale antirazzista si è svolto a Licata (Agrigento) dal 24/7 al 6/8; ha registrato un consistente numero di partecipanti ed ha rappresentato un evento importante nella stagione estiva di lotta alle politiche repressive e securitarie attuate dal governo per fronteggiare gli approdi di immigrati sulle nostre coste.

Tra le attività del campeggio hanno avuto luogo importanti manifestazioni e dibattiti pubblici sui diritti dei lavoratori italiani ed immigrati. Le giornate più significative sono state senza dubbio il corteo che ha attraversato le vie della nostra città il 3 agosto e il comizio che si è tenuto in piazza Progresso, nel centro di Licata, dove tra gli oratori figuravano Paolo Brini, del Comitato centrale della Fiom e Giusto Catania, europarlamentare del Prc.

Riassumendo i contenuti delle iniziative nello slogan “Uniti nella lotta”, la posizione del movimento antirazzista ha trovato un comune terreno di rivendicazioni con i tanti giovani, disoccupati e lavoratori precari che hanno sentito, nella nostra città come altrove, il bisogno di schierarsi apertamente contro lo sfruttamento e la barbarie imposti dalla crisi del sistema di sviluppo capitalista.

Dalle iniziative del movimento antirazzista per l’asilo politico ed il permesso di soggiorno si è avanzati su un terreno condiviso da gran parte dei soggetti che compongono la rete, il comune denominatore si trova in tutte le lotte che le masse siciliane più disagiate portano avanti da tempo.

Da queste iniziative sono emersi bisogni reali che derivano direttamente dalle condizioni materiali di vita e di lavoro delle classi più povere dell’isola, dalla necessità di avere un lavoro ed una casa per progettare un’esistenza dignitosa alla necessità di avere un’istruzione ed una sanità pubblica e gratuita, perché questi servizi non siano ad esclusivo accesso della borghesia siciliana.

A causa della crisi economica in Sicilia migliaia di lavoratori perdono il posto, la fruibilità dei servizi pubblici è dettata dal quadro generale di privatizzazioni che accentua le differenze tra le diverse classi.

Il cospicuo numero di partecipanti alle iniziative del campeggio, che ha raggiunto punte di oltre 200 persone, e la risposta della nostra città e dei comuni limitrofi, aiuterà a caratterizzare la lotta con una prospettiva di classe in grado di condurre verso una più stretta collaborazione tra migranti, lavoratori e disoccupati italiani per imporre un’inversione di tendenza nei rapporti di forza che governano le politiche in tema di immigrazione, accoglienza ed integrazione.

07-09-2005