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Una lotta unita per lavoro e salute


Dopo l’assemblea del 30 gennaio, la Cgil e Rifondazione hanno convocato un’assemblea cittadina per discutere dello scalo di Ciampino e dei problemi creati dall’esplosione incontrollata dei voli, seguita alla privatizzazione dello scalo e all’arrivo delle compagnie low cost.

In lotta contro l’esternalizzazione


Il 25 gennaio Wind ha ufficialmente dichiarato che cederà a Omnia il call center situato a Sesto San Giovanni (Milano) con gli attuali 275 operatori. A 8 anni dalla creazione del call center, dopo aver consolidato nel 2005 un utile di 56 milioni di euro, ecco che centinaia di lavoratori rischiano di essere ceduti in poche settimane. La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Presidi ai cancelli, volantinaggi ai punti vendita, costituzione di un blog (http://noesternalizzazionewind.blogspot.com/), partecipazione a ogni iniziativa utile a far conoscere la vertenza, sono le iniziative messe in atto in preparazione dello sciopero nazionale indetto per il 5 febbraio. Iniziative che hanno avuto il merito raccogliere sostegno e solidarietà.

Abbiamo intervistato alcuni lavoratori e delegati di Sesto S. Giovanni.

Assunzione a caro prezzo per i lavoratori Cos-Almaviva


Il 14 dicembre è stato firmato, tra sindacati e gruppo Cos-Almaviva (colosso dei call center in Italia con oltre 11mila dipendenti e proprietario di Atesia) un accordo che avrà rilevanti conseguenze sugli scenari politici e sindacali del prossimo futuro. L’accordo prevede l’assunzione con un contratto a tempo indeterminato con part-time di 4 ore per 6.400 dipendenti, 3.200 di Atesia a Roma e altrettanti distribuiti tra Catania, Palermo e Napoli.

 

Rendiamo disponibile ai nostri lettori questo opuscolo sulla precarietà prodotto dalla redazione di FalceMartello in occasione della manifestazione del 4 novembre a Roma. Per richiedere delle copie cartacee da diffondere nel proprio luogo di lavoro o di studio, il costo è di un euro a copia ed invitiamo a scrivere direttamente alla redazione

Un corteo partito alle 14,30 la cui coda è giunta a Piazza Navona alle 18. Un’ora per percorrerlo tutto, 150 mila circa i partecipanti. Queste sono le ragioni per cui la manifestazione del 4 novembre ha causato tante polemiche e preoccupazioni in certi settori del governo e della sinistra. Per dirla con Marx, uno spettro si aggira nel paese ed è la prospettiva di un grande movimento di massa e la radicalizzazione a sinistra di strati sempre più ampi della classe lavoratrice, di giovani e di precari.

Il 4 novembre si svolgerà la prima grande manifestazione nazionale contro il precariato da quando verso la fine degli anni ’90 fu varato (dall’allora governo Prodi) il pacchetto Treu. Un’occasione importante alla quale bisogna partecipare numerosi per esprimere il dissenso che si è venuto a creare in questi anni e rilanciare nuove e più incisive mobilitazioni contro gli attacchi ai diritti dei lavoratori.

150mila in piazza a Roma: cronaca del corteo del 4 novembre 


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