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Tre risposte alle menzogne dei ciellini

Il Commissario di Governo ha bloccato i buoni-scuola della Lombardia (giunta del Polo presieduta da Formigoni). Anche l’anno scorso i buoni-scuola sono stati arrestati per motivi legali. Questo non ha impedito a Formigoni di ripresentarli. La via legale non potrà fermare la distruzione della scuola pubblica. Anzi, siamo sicuri che dietro lo stop che i buoni-scuola hanno ricevuto dal Governo c’è la volontà di far calare la protesta studentesca, dando in pasto agli studenti un’illusoria vittoria. La vittoria del movimento è ancora tutta da costruire. Lo stesso Ministro De Mauro aveva espresso stima e interessamento per il progetto di Formigoni. La lotta contro i buoni-scuola deve continuare, ripartendo dal successo del 18 novembre.

Il 18 novembre 2000 in Lombardia si è svolta una giornata di lotta contro i buoni-scuola. La stessa mattina, in maniera furtiva, un gruppo di studenti di Gioventù Studentesca (i giovani integralisti cattolici di Comunione Liberazione) si è presentata davanti alle scuole per distribuire un volantino di "controinformazione". Questo volantino merita una citazione per essere riuscito a condensare tutte le insulse argomentazioni dei difensori dei finanziamenti alle scuole private in poche domande. Sul volantino leggiamo alcune delle seguenti domande, a cui è utile dare la nostra risposta:

Gioventù studentesca (Gs): "1. Il sistema del buono scuola non è forse il modo migliore per far sì che anche i giovani delle periferie possano accedere alle scuole che fino ad oggi sono state riservate ai rampolli dell’alta borghesia?

2. Chi è che impedisce ai giovani delle periferie di frequentare le scuole di alta qualità? I fautori del buono scuola, che stanno cercando di costruire un sistema di scuola pubblica fondata su un mix di statale-privato, dove chiunque possa accedere alla scuola che preferisce, indipendentemente dal suo censo e reddito, oppure i difensori del monopolio della scuola unica statale, che ha prodotto come risultato la trasformazione delle scuole private in scuole per soli ricchi?"

Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp): Il buono scuola è un assegno concesso solo a chi spende più di 400mila lire di retta nelle scuole. Nessuna scuola pubblica ha una retta così alta. Le scuole private hanno rette che vanno oltre il milione all’anno e che arrivano a sfiorare gli 8 milioni annui. Oltre a questo il buono-scuola non viene concesso a famiglie "povere", come cercate di far credere, ma alle famiglie con un reddito fino a 60 milioni per componente. Parlate di giovani della periferia. Non ci sembravate così interessati a loro, quando l’Autonomia Scolastica ha stabilito di chiudere gli istituti con meno di 500 alunni, concentrando tutti gli istituti nei centri delle città. Adesso li tirate fuori strumentalmente. Parlate degli stessi giovani delle periferie che si rivolgono alla formazione professionale per trovare il più rapidamente possibile un lavoro? L’80% della Formazione Professionale è in mano ai privati, in grossa parte a strutture cattoliche come le Acli e la Compagni delle Opere. La Compagnia delle Opere è la struttura collegata a Comunione Liberazione. La Formazione Professionale privata, che voi controllate, riceve 3000 miliardi dallo Stato, eppure fate pagare costi salati a giovani proletari che sono costretti a rivolgersi a voi per apprendere un mestiere. Se siete interessati a dare a questi giovani la possibilità di studiare gratuitamente, perchè non rivendicate che tutta la Formazione Professionale sia espropriata dallo Stato e garantita a tutti in maniera gratuita? Ci rendiamo conto che è difficile rivendicare di espropriare sè stessi. Perchè in fondo quando parlate di rampolli dell’alta borghesia, vi dimenticate di dire che è proprio l’alta borghesia a tirare le fila della vostra associazione.

Gs "3. Non dovrebbe essere considerato pubblico ogni servizio reso a vantaggio della collettività?"

Csp: Le scuole private non sono un servizio reso alla collettività. Perchè un privato dovrebbe avere interesse a mettere su una scuola? Ogni padrone segue solo la logica del profitto. Se un privato apre una scuola rende un servizio a sè stesso nel cercare di trarre profitto dalla nostra istruzione. Alcuni di voi si spingono a dire che le scuole private non hanno profitti. Si vede che il loro bilancio in rosso è direttamente coperto dai finanziamenti provenienti da Dio. O forse la realtà è diversa: effettivamente alcune scuole private non fanno profitti perchè vorrebbero, ma non ci riescono e falliscono. Le scuole private, poi, non traggono solo profitti monetari: ad esempio hanno la possibilità di fare catechismo, nascondendosi dietro la scusa dell’istruzione.

Gs: "4. Sapete che per ogni alunno delle scuole statali lo Stato italiano stanzia e spende in media 12 milioni, mentre uno studente delle scuole non statali ne costa circa 5?"

Csp: Certo, la logica delle scuole private è quella che ogni singolo studente è costretto a sobbarcarsi le spese della propria istruzione, mentre lo Stato si deresponsabilizza di garantire a tutti un’istruzione gratuita. La vostra linea è quella che lo Stato dovrebbe spendere sempre meno per ogni studente. Così le spese per l’istruzione ricadrebbero sulle famiglie. Si tornerebbe ad una scuola ottocentesca dove studiano soltanto i figli dei ricchi. Non solo non ci vergogniamo che lo Stato spenda soldi per gli studenti delle scuole pubbliche, ma anzi diciamo che 12 milioni sono troppo pochi. Bisogna tagliare le spese militari, gli sgravi fiscali alle aziende e alle scuole private, e usare questi soldi perchè tutta la spesa dello studio (dalla tassa scolastica ai libri) sia interamente a carico dello Stato e gratuita per gli studenti. Questo è il nostro modello: ognuno paga le tasse alla fonte in base al proprio reddito (un imprenditore deve pagare di più di un lavoratore), in cambio lo Stato fornisce servizi gratuiti (sanità, scuola ecc.) a tutti. Le vostre domande sono solo provocazioni. Mentite sapendo di mentire, difendendo da sempre la scuola d’élite e lasciando al regno dei cieli la possibilità per i figli degli operai di avere una buona istruzione. Noi non possiamo che rinnovare l’invito a tutti gli studenti a costruire il Comitato in difesa della Scuola Pubblica per lottare per una scuola pubblica, democratica, gratuita, laica e di qualità.

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