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Lo scorso 22 maggio la Presidenza del Consiglio ha reso noto lo sblocco di 36 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica per la ristrutturazione di “strutture obsolete” e l’edificazione di “nuovi edifici dotati degli standard di sicurezza più recenti”. Sembrerebbe un passo in avanti dopo il silenzio degli ultimi mesi e l’inadempimento delle misure definite l’anno scorso.


Nel giugno 2013 si era parlato, infatti, di 450 milioni di euro da investire nell’edilizia scolastica. Di questi, 18 milioni erano destinati alla sola regione Campania. Comuni e Province proprietari degli immobili dovevano solo presentare domanda per la collocazione in graduatoria al fine di ottenere i finanziamenti. Tuttavia l’elenco dei progetti approvati ha riservato un’amara sorpresa: la regione Campania restava esclusa dall’assegnazione dei fondi.
Anche questa volta c’è poco da esultare per il Sud, che dei 36 milioni promessi riceverà solo il 5%, ossia circa 2 milioni, divisi peraltro tra Campania e Calabria. Una cifra irrisoria data la mole di lavori necessari sul suolo campano, dove bisognerebbe partire dall’eliminazione dell’amianto e dall’adeguamento alla normativa in materia di sicurezza, igiene ed agibilità. Secondo una statistica di Legambiente del settembre 2013 il 51% delle scuole campane sono site in edifici risalenti agli anni ‘40, nessuno dei quali è stato realizzato con criteri di bioedilizia; il 51,8% necessita di interventi di manutenzione urgenti e l’85,6% insistono su territori a estremo rischio idrogeologico e vulcanico. Solo l’8,4% delle strutture sono costruite secondo criteri antisismici e solo nel 20% degli istituti si riesce ad assicurare un normale svolgimento delle lezioni a studenti disabili. Napoli, prima tra le grandi città del Sud, si classifica solo in 36esima posizione in materia di sicurezza scolastica.
Ad oggi la situazione non è cambiata e dei finanziamenti non si vede nemmeno l’ombra. Le scuole campane restano nel degrado e gli studenti continuano a fare lezione in istituti fatiscenti, dove quotidianamente lottano contro livelli di sicurezza inadeguati, classi sovraffollate e un progressivo impoverimento della didattica. In Italia sono 100mila gli infortuni annui che coinvolgono docenti e studenti e di questi circa 10mila si registrano nella sola Campania.
Insomma, le briciole che il governo pensa di destinare per la riqualificazione degli edifici scolastici non sono affatto sufficienti: bisogna continuare a lottare affinché vengano stanziati i fondi per mettere a norma tutti gli edifici nazionali e permettere agli studenti una formazione di qualità e senza rischi!

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