Fioroni si inginocchia davanti alla Chiesa e ai padroni - Falcemartello

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Nuovi regali er le scuole private


Lo scorso 8 agosto è stato pubblicato il decreto ministeriale “criteri e parametri per l’assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l’anno scolastico 2007-08”. Questa nuova norma rappresenta l’ennesimo attacco sferrato dal governo alla scuola pubblica.

In base a questo decreto lo stanziamento ordinario di fondi pubblici alle scuole paritarie non sarà più solo in base all’esistenza di specifici progetti, ma alle scuole paritarie in quanto realtà che educano.

Se fino all’anno scorso erano solo le scuole per l’infanzia e le elementari private a godere dei finanziamenti pubblici, da ora anche gli istituti secondari (scuole tecniche, licei) potranno beneficiare della pioggia di finanziamenti statali.

Questa nuova norma in realtà si appoggia sulla Legge Berlinguer, che nel 2000 stabiliva la parità giuridica fra scuole pubbliche e private.

Inoltre il decreto spiega che “…per chiedere il finanziamento le scuole, inoltre, devono essere costituite da corsi completi e da classi funzionanti con un minimo di otto alunni effettivamente iscritti e frequentanti”.

Innanzitutto è scandaloso che si finanzino classi di 8 persone, quando nella scuola pubblica il minimo per “fare la classe” è di 16 persone, e ci sono classi di 30, 31, e fino a 35 persone in cui è impossibile fare lezione, che non vengono divise con la scusa che “costa troppo fare un’altra classe”.

Appare chiaro quindi, come questo rappresenti l’ennesimo regalo dello Stato alla Chiesa cattolica e ai privati, che ora potranno beneficiare dei finanziamenti pubblici anche per le scuole medie superiori.

Ma non è tutto, poiché stanziare i fondi alle scuole private in quanto realtà educative, equivale a mettere sullo stesso piano dal punto di vista economico scuole pubbliche e private, sancendo così di fatto la parità economica tra scuola pubblica e privata.


Sempre più spazio alla religione


I regali per la Cei non finiscono qui. Il ministro nell’ordinanza ministeriale sull’esame di maturità stabilisce quanto segue: “I docenti che svolgono l’insegnamento della religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime”.

Il fatto che l’ora di religione cattolica (che è facoltativa) darà luogo all’attribuzione del credito per l’esame di Stato, rappresenta un attacco alla laicità della scuola e dell’istruzione pubblica. Inoltre, l’ora d’alternativa non prevede

lo svolgimento di alcuna attività, ed è concretamente un’ora buca, e ci pare difficile credere che ci vedremo attribuire un credito per un’ora vuota.

Dietro questa misura si nasconde la volontà della Cei di rilanciare l’ora di religione, costringendo gli studenti a frequentarla per ottenere un credito scolastico


Dobbiamo rispondere


Mentre il governatore della Lombardia Formigoni loda Fioroni per il suo “atto di vero riformismo”, i soldi di milioni di lavoratori saranno destinati alle scuole dei pargoli dei ricchi.

Non ci dobbiamo sorprendere se la Confindustria in questo caso non alza la voce contro “la voracità dello Stato”: se i nostri soldi vanno direttamente a loro, ai padroni, è tutto meno immorale…

Tutto questo è inaccettabile, e lo è tanto più a fronte di una

politica di tagli alla scuola pubblica che da oltre 30 anni a questa parte viene portata avanti da tutti i governi, compresi quelli di centro-sinistra, (l’ultima finanziaria prevede tagli per 1400 milioni di euro), che hanno ridotto la scuola pubblica in una condizione disastrosa!

Reagire a questi nuovi attacchi è tassativo per il movimento studentesco, e la strada che dobbiamo seguire è quella della mobilitazione di massa.

I fatti ci hanno concretamente dimostrato che questo non è certo un governo amico.

Organizzati e lotta, costruisci i Comitati in difesa della Scuola Pubblica!

Nessun finanziamento alle scuole private! Raddoppio della percentuale di Pil destinata alla scuola pubblica! Abolizione dell’ora di religione! Abolizione di qualsiasi forma di numero chiuso!