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Anche questo settembre, mentre gli studenti si siedono dietro banchi che cadono a pezzi per ascoltare la spiegazione di un professore precario, i loro genitori si apprestano a mettere mano al portafogli.

Solo pochi giorni fa, infatti, il Codacons ha pubblicato uno studio in cui spiega che solo l’acquisto del materiale di cancelleria comporterà un aumento dei costi del 2% rispetto al 2013: per l’acquisto di penne, quaderni, zaini e astucci una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua compresa tra i 450 e i 490 euro a studente. A questi vanno aggiunti tra i 300 e i 350 euro per l’acquisto di testi scolastici, a seconda della scuola e del livello d’istruzione, per un totale che va dai 750 agli 840 euro a studente, ma che può anche raggiungere i 1.100 euro. Da questi calcoli sono esclusi inoltre i costi delle mense scolastiche e dei trasporti, che ammontano spesso anche a 100 e più euro al mese per ogni singolo studente.
Capiamo bene, grazie a questi dati, il concetto di selezione di classe: secondo uno studio dell’Osservatorio Findomestic si stima che i lavoratori italiani, per mandare a scuola il proprio figlio, spenderanno circa 556 euro per quanto riguarda le scuole elementari e 771 per quanto riguarda le scuole medie. Se poi questi lavoratori dovessero mandare il figlio alle superiori, per un istituto tecnico dovrebbero sborsare circa 850 euro, una cifra già notevole, mentre per un liceo la cifra aumenterebbe a 920 euro, con picchi per i licei classici di anche 1.100 euro. È evidente che il modello mussoliniano di una scuola per proletari, l’istituto tecnico, e una per la classe dirigente borghese, il liceo, oggi è costruito, un mattone dopo l’altro, da quello stesso sistema borghese nel cui seno si è formato il fascismo.
Sempre secondo lo studio dell’Osservatorio Findomestic, inoltre, i libri scolastici sarebbero la parte più onerosa (il 71%) della spesa scolastica delle famiglie italiane.
A fronte di questa grave situazione molte famiglie ricorreranno a prestiti per poter mandare a scuola i propri figli: nel 2013, a farlo, era stato solo l’1% del totale. Quest’anno, il dato è schizzato al 5%.
Se vivessimo in un sistema non basato su una logica di profitto, l’istruzione sarebbe garantita a tutti e gratuita fino ai massimi livelli. Su questa base gli studenti potrebbero esprimere appieno le loro potenzialità. Questa è la nostra idea di scuola: pubblica, laica, democratica, gratuita e di qualità. Ma ancora non viviamo in un sistema di questo tipo. Perciò oggi più che mai è necessario lottare in ogni scuola per ottenere miglioramenti concreti per la vita degli studenti, come la costruzione di un sistema di prestito in comodato d’uso dei libri scolastici, che già abbatterebbe del 71% i costi della scuola. Al tempo stesso, però, è necessario unire tutte le battaglie locali nella costruzione di un movimento studentesco che a livello nazionale sarà solo l’anticipatore e la spalla degli operai nella lotta per l’abbattimento del sistema capitalista e la costruzione di una società socialista.

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