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Finalmente è nato anche a Reggio Emilia un Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp). Il Csp è l’alternativa che molti studenti cercano. Un programma completo per opporsi al processo di privatizzazione della scuola pubblica, idee ed analisi chiare e decise!

Da anni gli studenti reggiani sono guidati da burocrati che seguono il loro personale interesse politico senza voler cambiare realmente le condizioni degli studenti. Ai tempi della riforma Berlinguer i dirigenti delle maggiori organizzazioni studentesche di “sinistra” non hanno lottato ritenendo che l’autonomia scolastica in fondo non fosse malaccio, ma ora urlano e fanno baccano per una riforma di legge che si basa proprio su di essa. Stesso discorso per l’assenza di opposizione alla legge regionale emiliana Bastico, figlia della Rivola, che elargisce lauti finanziamenti alle scuole private.

Ad ottobre alcuni studenti si sono chiesti come poter contrastare questo governo ma soprattutto come iniziare una lotta con un senso, per non finire come gli altri anni in piazza senza slogan e senza idee. Così, dopo una serie di discussioni, è nato il Csp. La crescita del gruppo ci ha posto davanti alla necessità di dividerci le responsabilità. Tutte le decisioni importanti vengono prese in un’assemblea democratica.

Propagandando il proprio programma nelle scuole, il Csp ha incontrato l’associazione più conosciuta tra gli studenti di Reggio: Sx - studenti in movimento, parte attiva della Sinistra giovanile, studenti Ds. Siamo stati fortemente snobbati da quei quattro capetti abituati a dirigere a loro piacere gli studenti: li abbiamo invitati alle nostre riunioni e per un mese non si sono fatti vedere evitando ogni tipo di confronto politico. In una riunione ristretta ai rappresentanti di istituto, quasi tutti di Sx, ed ai rappresentanti delle associazioni studentesche, un compagno del Csp è intervenuto per proporre un percorso di lotta che, a partire da assemblee nelle scuole, portasse ad una manifestazione studentesca cittadina.

Il Csp era contrario all’inizio delle autogestioni imposto dall’alto come sostenuto da Sx. Infatti, il clima non era ancora abbastanza caldo e gli studenti troppo poco informati. Però, il giorno dopo, su un giornale locale era già annunciata la data di inizio della protesta ed i presidi erano d’accordo con i ‘leader studenteschi’ addirittura sulle eventuali occupazioni.

In questo modo si toglie valore alla lotta e la protesta non può portare i suoi frutti ma solo sfiancare gli studenti! 

Dopo una settimana di autogestioni, dove il Csp era comunque presente, è scoccato il momento delle occupazioni. Da venerdì 5 dicembre a domenica 7, sette scuole erano occupate. Con l’eccezione del liceo Ariosto, il clima tra gli studenti non era di lotta. Un esempio di come un’autogestione, di per sé, non crei combattività tra gli studenti.

Una manifestazione conclusiva è stata rimandata più volte col pretesto di una scuola dove il sabato, ultimo giorno di protesta, doveva addirittura intervenire la senatrice Albertina Soliani (ex-DC, ex consulente del ministro Berlinguer). Sabato 14 dicembre 1.000 studenti circa hanno manifestato. Purtroppo, anche questa volta, si è corso il rischio che essa si trasformasse in una carnevalata. Inizialmente, Sx ed il gruppo scuola del Social Forum hanno cercato di vietare di portare in piazza bandiere politiche e di partito. La ferma opposizione del Csp ha fermato questa manovra, figlia del peggior apoliticismo burocratico. Sx offriva canti e danze contro la Moratti dietro al potentissimo sound system. Invece, il Csp ha cercato di portare nella manifestazione contenuti politici, presentandosi con un proprio spezzone e con propri slogan sia contro la privatizzazione della scuola pubblica che in favore dell’unità fra studenti e lavoratori.
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