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Ora più che mai è tempo di organizzarsi!

Nelle scorse settimane la Conferenza Stato e Regioni e il Consiglio Superiore dell’Istruzione hanno bocciato la riforma della ministra Moratti, che è quindi stata costretta a rinviare l’attuazione del decreto sul secondo ciclo (scuole superiori) al 2007-2008. La controriforma della scuola in questo momento si trova di fatto bloccata.

“Gli studenti sono come il dentifricio, una volta fuori dal tubo è impossibile farli rientrare” (Jack Lang, ex-ministro della Cultura)

La recente ripresa delle mobilitazioni in Francia non ha riguardato solo la classe operaia (vedi l’articolo di Francesco Giliani in questo numero): anche gli studenti sono stati protagonisti della lotta contro il governo di destra di Raffarin.

Dopo il successo dello sciopero generale della scuola

Il 15 novembre il 70% dei lavoratori dell’istruzione, dagli asili nido fino alle scuole superiori, ha incrociato le braccia per scioperare contro i tagli all’istruzione pubblica e la riforma Moratti.

Si tratta di un successo senza ombra di dubbi. Un successo che sarà pieno, però, solo se non rimarrà un atto a sé stante. Se l’obiettivo fosse semplicemente chiarire l’opinione della maggioranza dei lavoratori della scuola riguardo alla riforma Moratti, potremmo ritenerci soddisfatti. Ma così non è: la riforma non va solo contestata, va cancellata. E per questo obiettivo uno sciopero generale non è ancora sufficiente. E in un certo senso non ne saranno sufficienti nemmeno due se convocati con le stesse modalità con cui è stato fatto l’ultimo. O sapremo costruire un clima di lotta crescente in scuole ed università, o la Moratti potrà rifiatare e concludere il proprio lavoro.

Attraverso l’approvazione dei due decreti attuativi della controriforma Moratti, riguardanti l’alternanza scuola-lavoro e il diritto-dovere all’istruzione, il governo, dopo aver colpito elementari e medie inferiori, porta il suo attacco direttamente alla scuole medie superiori.

Ciampino


Il 17 aprile, al liceo Volterra di Ciampino è stata una giornata di mobilitazione studentesca. In base a quanto è accaduto in Iraq, il Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) ha creduto opportuno intraprendere un’iniziativa per riportare all’attenzione degli studenti e dei lavoratori la questione della guerra e dell’occupazione imperialista. Abbiamo deciso di coinvolgere nella discussione sull’iniziativa gli studenti.

Con il recente decreto attuativo della riforma Moratti la scuola pubblica riceve l’ennesimo colpo. E si tratta sicuramente di uno dei più duri. Questa volta sono finite sotto attacco le elementari e le medie inferiori. Ma si tratta solo della prima ondata di un maremoto che colpirà presto anche le scuole superiori. Dobbiamo al più presto organizzare le lotte e coordinarle anche negli istituti superiori e nelle università per unirci al movimento di genitori e docenti che sta scendendo in campo contro il decreto Moratti.

Una delle debolezze storiche del movimento studentesco in Italia è il grado insufficiente di organizzazione. Questo limite ha provocato spesso l’isolamento e la sconfitta di lotte molto combattive ma incapaci di coordinarsi a livello nazionale e talvolta anche locale. È necessario costruire un’organizzazione permanente degli studenti dotata di un programma politico contro la privatizzazione e per l’unità coi lavoratori.

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