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Studenti gettati in pasto alle aziende

E’ passata al Senato la Riforma Moratti. Si tratta di una cornice generica che verrà man mano riempita di contenuti sempre peggiori. A breve svilupperemo come Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) materiale che spieghi approfonditamente la nocività di questa controriforma. Per ragioni di spazio ci limitiamo a segnalarne gli aspetti più negativi.

Come si evince anche dagli articoli di questo giornale un nuovo movimento studentesco potrebbe essere alle porte. Ce lo auguriamo e lavoriamo per questo.

Di fronte a questo i compagni del CSP mi hanno chiesto con insistenza di scrivere sulle lotte passate, per poter apprendere da quelle esperienze. Ho accettato con molta riluttanza. Il timore di apparire "professorale" è forte, correrò il rischio considerando l’importanza che i giovani compagni attribuiscono a questa questione.

Ecco la scuola che verrà

PARMA - Il ministro Moratti ha delineato il modello di scuola (pubblica) che ha in mente per le generazioni future: esaltazione dello spirito nazionale, affermazione della tradizione cattolica, ulteriore apertura alle aziende private.

Il Governo ha annunciato una Finanziaria con tagli alla spesa pubblica per 20 miliardi di Euro. Si tratta di una cifra iniziale destinata probabilmente a salire. I vari Ministri si stanno lanciando nelle rassicurazioni di rito: non toccheremo le pensioni, non toccheremo la sanità, non toccheremo la scuola. La realtà sarà diversa.

1. Abbattere i costi di studio. Lo studio è un diritto per tutti se è gratuito! I libri solo quest’anno sono aumentati del 5%, il materiale scolastico del 7%, senza contare gli aumenti delle tasse e dei mezzi pubblici. Ci dicono che non ci sono soldi per l’istruzione ma coprono d’oro le scuole private.

Chiediamo:

- gratuità dell’iscrizione;

- libri in usufrutto o comodato d’uso; le scuole ricevano i libri dallo Stato, li prestino agli studenti che li pagheranno alla fine dell’anno solo se vogliono tenerseli o li hanno rovinati;

- gratuità dei mezzi pubblici;

- aumento del numero delle borse di studio;

- immediato ritiro dei finanziamenti alle scuole private;

- la percentuale del Pil (ricchezza prodotta nel paese) destinata alla scuola pubblica deve raddoppiare.

Per una scuola pubblica, democratica, gratuita e laica!

Dietro ad una facciata dinamica e manageriale, i progetti di riforma del Ministro dell’Istruzione Moratti portano un attacco decisivo al diritto allo studio. In questi giorni stiamo assistendo ad una ripresa delle mobilitazioni nelle scuole. Se la fine dell’anno arriverà prima dello scoppio di un movimento studentesco, questo scoppio sarà solo rimandato al prossimo autunno.

Il Consiglio dei ministri lo scorso primo febbraio ha esaminato in via preliminare il testo della nuova riforma degli ordinamenti scolastici.

In esso sono ben individuabili i "principi" che ispirano la riforma e nei quali questo governo ben si riconosce: privatizzazione della scuola pubblica, mano d’opera gratuita per le aziende, doppio binario, per citarne alcuni. Per Berlusconi questa "è una riforma storica, organica, mai fatta da 60 anni a questa parte. Elaborata con il coinvolgimento di tutto il mondo della scuola. Dopo quella Gentile ecco la riforma Moratti".

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