Paghiamo le tasse per le scuole pubbliche, non per le private! - Falcemartello

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LODI - Nella nuova finanziaria non si fa niente per riparare a tutti i danni fatti dal precedente governo. Non solo non si cancellano le controriforme ma continuano i tagli. Infatti, con l’aumento del rapporto alunni-classe dello 0,4% si colpisce il personale creando esuberi di migliaia di docenti e si peggiora nettamente la didattica.

Mentre si taglia l’istruzione pubblica si aumentano, e non di poco, i finanziamenti alle scuole private. L’art. 68 della finanziaria dice testualmente: “Al fine di dare il necessario sostegno alla funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie… sono incrementati di euro 100 milioni, da destinarsi prioritariamente alle scuole dell’infanzia”. Oltre a questo i soldi che dovrebbero spettare alle nostre scuole vengono dedicati alla guerra: rispetto all’anno precedente l’aumento dei finanziamenti per le spese militari è di circa 2 miliardi di euro.

Tutto questo accade in un contesto drammatico per la scuola pubblica in Italia, dove all’ordine del giorno ci sono strutture fatiscenti, aule sovraffollate, laboratori inesistenti, trasporti insostenibili. Questa situazione è il risultato di una politica di tagli all’istruzione che va avanti da più di 30 anni! Basti pensare che, la percentuale del Pil destinato all’istruzione negli anni ’70 era il 13%, oggi è attorno al 3%. In tutto questo emerge la continuità del processo di smantellamento che riguarda la scuola, portato avanti in eguale misura sia dai governi di centro-destra che di centro-sinistra e solamente rallentato in alcune occasioni dalle lotte del movimento studentesco.

Anche Lodi non fa eccezione: durante il consiglio comunale del 18 ottobre è stata rinnovata, con il solo voto contrario di Rifondazione Comunista, la convenzione tra le scuole materne private cittadine e il comune di Lodi.

Questa convenzione, che prevede il finanziamento di 320.000 euro l’anno e che è stata aumentata di circa 80.000 euro, contiene alcuni vincoli per gli istituti che vogliono aderirvi (obbligo di rendiconto annuale, rispetto del calendario scolastico statale, contratti di lavoro collettivi per il personale…). Per la verifica del rispetto di queste prescrizioni, e quindi per accedere ai finanziamenti previsti, è stata istituita una apposita commissione paritetica che deve fare le necessarie verifiche. Caso curioso, anche quest’anno, il rinnovo è avvenuto senza alcun controllo preventivo, in quanto questa commissione non si è mai riunita, e quindi non ha mai relazionato al consiglio comunale il risultato dei suoi lavori. Malgrado ciò, le forze politiche, di maggioranza come di opposizione, hanno assegnato circa 600 milioni delle vecchie lire all’anno.

Non convince molto neanche la teoria che le scuole materne private svolgano un servizio pubblico coprendo così richieste di iscrizioni che il sistema pubblico non è in grado di soddisfare. Se il servizio pubblico ha questa mancanza è perché mancano strutture, insegnanti e attenzione per questo tema, è quindi compito dell’amministrazione adoperarsi per migliorare questo servizio, che dovrebbe essere garantito per rispettare il diritto allo studio: ogni richiesta d’iscrizione alla scuola pubblica rifiutata, o girata ad istituti privati perché mancano posti, rappresenta un’abdicazione dello stato a quella che deve essere una delle sue principali funzioni: l’istruzione.

 

18/12/2006