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Di fronte a tanta arroganza espressa dall’attuale governo e in particolare dalla sua ministra Moratti, il Comitato in difesa della Scuola Pubblica (Csp) di Udine ha promosso i “Contro Stati Generali dell’istruzione pubblica”, ovvero una grande assemblea che punta a riunire gli studenti di tutta la regione, con un importante coinvolgimento anche fra il personale docente e Ata, così come fra i comitati dei genitori, di tutti coloro che si manifestano contrari alle politiche di privatizzazione e asservimento alle imprese dell’istruzione pubblica.

L’iniziativa si basa su una bozza di piattaforma che verrà posta al centro del dibattito e che si concentrerà su alcune tematiche fondamentali: la critica alla riforma Moratti, all’autonomia scolastica, ma anche all’ultima finanziaria  e alla devolution, leggi che avranno pesanti risvolti nella gestione del personale e delle strutture. Tale contestazione è tanto più appropriata in un momento in cui il governo si appresta ad approvare la legge delega della Moratti senza una minima copertura finanziaria. Mentre, infatti, vengono tagliati posti di lavoro per insegnanti e personale Ata, per l’applicazione della legge sarebbero necessarie almeno 2550 nuove cattedre e circa 1700 nuove classi. Ciò significa che la riforma, già pessima sulla carta, genererà mostri ancora peggiori nella sua applicazione concreta. L’assoluta carenza di fondi in compenso, non costituirà ostacolo alcuno all’approvazione dei due decreti più auspicati dal mondo delle imprese: quello sulla separazione fra formazione professionale e istruzione e quello sulla riduzione dei curricola nazionali a 25 ore. In tal modo in un sol colpo si affossa la scuola pubblica senza intaccare le casse dello Stato, dalle quali si potrà tranquillamente continuare ad attingere per finanziare a fondo perduto aziende, scuole private o spese militari.

E’ ovvio che non c’è alcun margine di dialogo con chi persegue tali progetti politici. Il fine dei “Contro Stati Generali”, infatti, non è assolutamente quello di creare un soggetto disposto a concertare con il governo possibili accordi legislativi, ma è quello di favorire l’unione di tutti i soggetti della scuola nella lotta contro un modello di scuola e società basato sulle esigenze del mercato. Il nostro scopo è di favorire una maggiore strutturazione di tutti coloro che nella scuola oggi provano disagio nei confronti delle suddette politiche.

A Udine il movimento studentesco non si è mai assopito, anzi è continuamente avanzato nelle sue rivendicazioni spiegando la necessità non solo di mobilitare il mondo della scuola su queste tematiche, ma di allargare il confronto anche ai lavoratori che oggi vedono le proprie condizioni di lavoro e retribuzione peggiorare ulteriormente. Per questo saremo in piazza anche il 21 febbraio con i lavoratori metalmeccanici e per questo non mancheremo il 15 a Roma contro il vile e meschino attacco militare che le forze imperialiste occidentali vogliono sferrare alla popolazione irachena.

Il tema della guerra inevitabilmente sarà al centro dei “Contro-Stati” e non solo per la volontà del Csp, che coerentemente si è sempre mobilitato anche su tale fronte, ma per l’esplicita richiesta da parte degli studenti che hanno manifestato grande interesse e coinvolgimento. Coscienti che tale stato d’animo sia diffuso in tutta Italia, dobbiamo impegnarci perché esso risulti in una mobilitazione ampia e forte che non dia più tregua a questo governo, che lo sommerga con le proprie rivendicazioni, che lo zittisca con il proprio frastuono!

 

La piattaforma presentata dal Comitato in difesa della Scuola Pubblica per i Contro Stati Generali è reperibile sul sito www.cspitalia.tk
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