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Durante e dopo la stipula del contratto aziendale Fiat, si susseguivano proclami di maggiori introiti economici per i lavoratori. A distanza d’anni, manco il tempo di fare bilanci sull’operato di sindacati e aziende, si cambia di nuovo. È arrivato in grande stile il nuovo annuncio. Nella vulgata generale si racconta che i lavoratori parteciperanno agli utili aziendali. Ma è proprio vero?


Il salario sarà variabile e legato a produttività, ai ritmi di lavoro (applicando il Wcm, World class manufacturing) e alla redditività oltre ad altri parametri non meglio conosciuti per adesso. Lo stipendio non avrà nessun aumento in paga base, ma sarà elargito sotto forma di bonus e potrà arrivare ad un massimo di 1.400 euro nel triennio 2015-2017 con uno stanziamento complessivo di 600 milioni di euro. È previsto, inoltre, un minimo di 330 euro nel caso non si raggiungessero gli obiettivi. Come al solito la comunicazione funziona alla grande, e quello che è da tempo consolidato nel gruppo Fiat, è venduto come una vera e propria rivoluzione.

Stando alle cifre, visti i tempi, il generoso Ad sembra sempre più un benefattore.

Allora di cosa ci si lamenta?

Partiamo da una considerazione: in Fiat esistevano due contrattazioni salariali, i premi di risultato che assomigliano ai bonus oggi annunciati, detta contrattazione di secondo livello, e gli aumenti salariali del contratto nazionale, un tempo Ccnl, oggi invece il Ccsl (Contratto collettivo specifico di lavoro) valevole solo per Fca. Con questo sistema quindi si stabilisce un solo livello di contrattazione.

Va sottolineato che al raggiungimento degli obbiettivi prefissati gli aumenti sono calcolabili, suddivisi per mese, 130 euro circa, ma non incideranno su tutto il salario accessorio. Quindi, nei fatti, si tratta di un congelamento dello stipendio. Il nuovo sistema non agirà sugli straordinari notturni, sugli istituti come ferie, tfr, tredicesima e contributi pensionistici come Cometa. In tutti questi casi la cifra intascata dai lavoratori sarà la stessa degli anni precedenti. E facendo dei brevi calcoli si può evincere che questi grandi proclami nascondono una ulteriore perdita salariale.

Si calcola, infatti, che con un aumento lordo di appena 50 euro, un metalmeccanico in un anno, col salario accessorio, riesce a guadagnare circa 730 euro in più annui. Stiamo parlando di un aumento molto basso, e soprattutto non vincolato ad infortuni e assenze o ad andamenti di mercato.

L’illusionista Marchionne ancora una volta riesce a spacciare uno zircone per un diamante, proprio come nel mito di Morfeo quando sfiorava i dormienti con i suoi papaveri donando loro dolci illusioni. I papaveri di oggi sono gli organi di disinformazione comprendenti anche i sindacati compiacenti, sempre più relegati al ruolo di diffusori di idee aziendali o addetti stampa. Inoltre è già cominciata l’opera di persuasione ai danni dei lavoratori con assemblee convocate dall’azienda per informare i team leader, che a loro volta informeranno i lavoratori sostituendosi di fatto al ruolo dei sindacati in tutto.

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