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Dalle calde giornate di lotta dello scorso autunno sembra passata un’eternità. Dopo la oceanica manifestazione del 25 ottobre e il tardivo sciopero generale del 12 dicembre, le promesse del gruppo dirigente della Cgil di “continuare la mobilitazione” si sono tradotte nel più totale immobilismo. Questo è quanto emerso nel direttivo nazionale dello scorso 22 dicembre e ancor più esplicitamente nella direzione nazionale del 9 e 10 gennaio. Ad oggi i punti attorno cui ruota la “strategia” della Cgil per contrastare il Jobs act sarebbero due. Da un lato la sempreverde quanto inutile e smobilitante raccolta di firme per una iniziativa di legge popolare sulla questione degli appalti e dell’applicazione del nuovo contratto a tutele crescenti (che sarebbe meglio definire a elemosina crescente) ad ogni cambio di azienda appaltatrice. Inutile ricordare che se manco un referendum stravinto come quello sull’acqua pubblica ha cambiato le cose in assenza di una mobilitazione di massa, figuriamoci queste raccolte firme.

Al Parlamento Europeo, in occasione della chiusura della Presidenza dell'Italia del semestre europeo Renzi ha dichiarato che le famiglie italiane si stanno arricchendo perché sarebbero aumentati i loro risparmi. Una vera barzelletta!

Una manifestazione oceanica della Cgil a Roma il‭ ‬25‭ ‬ottobre,‭ ‬due scioperi nazionali della Fiom nei cortei a Milano e Napoli a novembre,‭ ‬due manifestazioni riuscite del pubblico impiego e dei lavoratori dei call center‭ (‬che hanno anche scioperato‭)‬,‭ ‬non sono bastate a fermare il‭ ‬Jobs act.‭ ‬Anzi,‭ ‬con l’approvazione della legge alla Camera il‭ ‬25‭ ‬novembre,‭ ‬e l’approdo in Senato,‭ ‬Renzi vuol chiudere il più presto possibile la partita.
Dopo aver tentato di intimorire i lavoratori manganellando gli operai dell’Ast di Terni,‭ ‬ottenendo l’effetto opposto,‭ ‬la risposta di Renzi e Confindustria alla convocazione da parte della Camusso dello sciopero generale,‭ ‬a cui poi si è aggiunta la Uil,‭ ‬è stata‭ “‬chi se ne frega‭”‬.‭

12 dicembreDopo lo sciopero del‭ ‬12‭ ‬dicembre c'era grande attesa per gli appuntamenti previsti dei principali organismi dirigenti in programma alla fine della scorsa settimana. Il direttivo nazionale della Cgil del‭ ‬17‭ ‬dicembre e il Comitato centrale della Fiom del‭ ‬19‭ ‬erano carichi di aspettative per chi in questi mesi ha promosso la partecipazione alle grandi manifestazioni di questi mesi.

Si tenuto il 17 dicembre il direttivo nazionale della Cgil. Direttivo convocato dalla segretaria generale della Cgil per fare il punto sulle mobilitazioni dopo la manifestazione del 25 ottobre, gli scioperi della Fiom a novembre e lo sciopero generale del 12 dicembre. Pubblichiamo di seguito l'intervento di Mario Iavazzi del direttivo nazionale.

Alcune realtà di movimento e sindacati di base hanno indetto per il 14 novembre lo “sciopero sociale”. La mobilitazione, lanciata ormai alcuni mesi fa, ha l’obiettivo ambizioso di unire in un unico appuntamento lavoratori, specie quelli precari, studenti e i protagonisti di lotte territoriali e vertenziali.

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