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“Tutto ciò non è più tollerabile, siamo un paese che tra il 2007 e il 2013 ha lasciato sul terreno della crisi numeri da guerra: prodotto interno lordo -9%, occupati -1,1 milioni, disoccupati raddoppiati. Basterebbero questi numeri a impedire a chiunque di ignorare il disagio sociale. Gli italiani a rischio povertà o esclusione sociale sono saliti dal 25,3% del 2008 al 30% del 2012. Quasi un terzo della popolazione.” Parole del Ministro dell’economia Padoan all’assemblea di Confindustria a Cernobbio sabato 22 marzo, che ha poi conseguentemente dato le proprie soluzioni insieme ai suoi degni compari di governo, il Ministro del lavoro Poletti (già presidente di Legacoop), il ministro Guidi (falco di Confindustria) e Giannini, Ministro dell’istruzione scelta, per occupare quella poltrona, dall’ex primo ministro Mario Monti.

Il 10 gennaio 2014 Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il regolamento attuativo dell’accordo del 31 maggio 2013. Con questa firma, Susanna Camusso fa un salto di qualità nella sua strategia politica, mette all’angolo Landini e la Fiom, ma soprattutto condanna tutti i lavoratori italiani, a cui di fatto viene esteso il modello di Pomigliano.

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