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Dopodomani, 14 novembre, ci sarà il tanto sospirato sciopero della Cgil. Lo sciopero è stato convocato in occasione della mobilitazione europea che vedrà lo stesso giorno scendere in piazza i sindacati spagnoli, greci e portoghesi. I paesi dove, insieme all'Italia, più duro è l'attacco ai diritti e al tenore di vita dei lavoratori.

Sono passati più di tre mesi dalla stipula del contratto per il Gruppo F.S., siglato il 20 giugno e già firmato da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast.

L’Orsa ferrovie ha invece sospeso il giudizio e proclamato un referendum tra i suoi iscritti, il cui termine ultimo fissato per fine settembre è slittato al 12 ottobre, per ritardi nella consegna delle schede di voto.

Il comitato centrale della Fiom del 5 e 6 settembre sancisce una svolta profonda nella linea della Fiom. Ne è prima conseguenza immediata la rottura della maggioranza che ha caratterizzato i meccanici della Cgil negli ultimi 10 anni. Le dimissioni rassegnate dai compagni Giorgio Airaudo e Laura Spezia dalla segreteria nazionale sanciscono che “l’area Landini” non accetta che vi sia il dissenso e il pluralismo all’interno del massimo organismo dell’organizzazione.

Il presidente del consiglio Monti recentemente ha dichiarato che la ripresa c’è ma non si vede, arrivando ad affermazioni mistiche come “la ripresa è dentro di noi”, dopo che in soli dieci mesi di governo ha portato avanti la più dura controriforma sulle pensioni, abolito l’articolo 18, saccheggiato le tasche dei lavoratori con Iva, aumento dell’inflazione e tasse, per un totale di oltre 250 miliardi di maggiori introiti.

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