Breadcrumbs

A pochi giorni dal voto ancora non è possibile avere i numeri ufficiali delle votazioni per le Rsu in scuole ed università, ma si può fare qualche riflessione basata sui primi numeri diffusi e sui comunicati dei diversi segretari.

Ecco i risultati parziali in percentuale:
Ricerca:
Flc-Cgil    38,29    (precedente 33,67)
Cisl    23,3    (25,55)
Uil    18,78    (19,81)
Usi      5,63
Cobas      2,8 (3)

Università:
Flc-Cgil    34,87    (precedente 31,43)
Cisl    22,23    (26,16)
Uil    13,92    (14,79)
Snals    11,46    (10,63)
Cisal      5,66    (5,72)

AFAM (accademie e conservatori):
Flc-Cgil    30,39%    (precedente 29,61)
Cisl    18,4    (26,76)
Uil    15,38    (12,58)
Snals      3,91    (4,61)
Unams    23,83    (26,74)

Risultati parziali relativi alla scuola pubblica, 7.690 scuole su 10.230:
Flc-Cgil    35    (precedente 30,9)
Cisl    24,95    (24,6)
Uil    14,89    (14,3)
Snals    14,12    (16,8)
Gilda      6,03    (6,5)
Cobas      2,8    (3)

La Flc Cgil è estremamente soddisfatta dell’esito. In risposta, la Cisl Scuola, in tenuta, sbandiera entusiasmo: “già primo sindacato per numero di iscritti, è la prima sigla per voti in una regione come la Puglia e in province come Alessandria, Bergamo, Pavia, Pesaro, Gorizia, Latina, Caserta, Avellino, Bari, Vibo Valentia, Cosenza, Agrigento, Oristano”. Risibili, osservando la flessione, le affermazioni dello Snals: “è confermato il chiaro successo nella scuola, nell’università, nei ministeri, nelle agenzie fiscali, nella sanità e in tutto il pubblico impiego”.
La Cgil guadagna qualche punto percentuale sugli altri sindacati e sarà interessante al prossimo direttivo nazionale sentire le motivazioni di questo successo secondo il gruppo dirigente.
Dalla riunione della Cgil che vogliamo in Flc sono emerse alcune riflessioni. Nelle università ha pagato non tanto la radicalità della Flc, davvero all’attacco solo in alcuni atenei, quanto piuttosto l’immobilismo e la subalternità alla riforma degli altri sindacati. Anche per la scuola è evidente che i candidati combattivi, disposti a lottare e coerenti nell’azione alle dichiarazioni di principio, vengono premiati dai colleghi, che danno loro il voto a prescindere da quale tessera sindacale abbiano in tasca. Il tesseramento della Cisl, abbinato al suo risultato percentuale meno lusinghiero, lo conferma: il maggior numero di tessere non corrisponde nella realtà a una fiducia dei lavoratori nei candidati presentati.
Resta da vedere se la Flc, che ha rinnovato in buona parte i delegati, vorrà investire in una formazione seria e non da compila-carte, che consenta ai delegati di essere supportati nelle lotte quotidiane. Quella che al congresso era la mozione 2 in Flc ha tra i suoi obiettivi a breve la battaglia contro l’Invalsi nei posti di lavoro, con la creazione di un vademecum per i “dissidenti della valutazione” e l’apertura a livello nazionale di un dibattito sulla legge 146/90, che limita il diritto di sciopero nel pubblico impiego.

Joomla SEF URLs by Artio