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Ci siamo! Lo avevamo già annunciato nelle pagine di questo giornale dopo che la Conferenza nazionale di Sinistra Classe Rivoluzione lo scorso dicembre ha discusso e approvato un decisivo salto di qualità nella nostra stampa: con questo numero di FalceMartello avviene il passaggio di testimone non ad una, ma a ben due pubblicazioni periodiche che continueranno come, e anzi, più di prima a diffondere le idee del marxismo nel movimento operaio e giovanile di questo paese.

 

 

FalceMartello ci dà l’arrivederci a inizio luglio quando lo ritroveremo in una nuova veste e sarà una rivista teorica che approfondirà con gli strumenti dell’analisi marxista i processi storici e i grandi temi da cui possiamo trarre le lezioni per la costruzione delle nostre forze oggi; mentre il 25 aprile arriva un nuovo organo per Sinistra Classe Rivoluzione, un giornale che uscirà con una maggior frequenza rispetto all’attuale FalceMartello, ogni due o tre settimane, con una foliazione ridotta e al prezzo di un euro… si chiamerà Rivoluzione.

RivoluzioneN1Questo potenziamento dei nostri mezzi di stampa ci serve per essere al passo con i grandi cambiamenti che hanno scosso il sistema negli ultimi anni: la crisi economica esplosa nel 2008 ha segnato infatti l’inizio di una nuova epoca storica, il capitalismo è incapace di imboccare vie d’uscita dalla crisi senza acuire le contraddizioni di classe in tutti i paesi. Una situazione gravida di conseguenze rivoluzionarie che si sono espresse a più riprese in tutto il mondo, a partire dal cuore della stessa Europa, con i terremoti politici che hanno sconvolto il quieto vivere delle classi dominanti greca e spagnola. Contemporaneamente, assistiamo alla crisi verticale dei partiti che una volta rappresentavano dei riferimenti naturali per il movimento operaio, non solo le socialdemocrazie direttamente complici delle politiche borghesi, ma anche i partiti che sono emersi alla loro sinistra dopo il crollo dello stalinismo.

Questo nuovo scenario ci ha messo di fronte alla necessità di dotarci di strumenti più efficaci per connetterci ai tanti lavoratori, giovani, studenti che, spesso privi di riferimenti politici organizzati, cercano uno sbocco rivoluzionario a questo sistema. Per tale obiettivo produrremo un giornale più agile e in grado di intervenire più tempestivamente e incisivamente nelle lotte.

E tutto questo mentre la stampa di sinistra tracolla. Un paradosso? No! La ragione per cui ci è possibile questa impresa è nella nostra stessa concezione del giornale: non un commentatore passivo degli eventi ma uno strumento vivo di militanza e di radicamento delle idee marxiste nel movimento, ciò che Lenin definiva un “organizzatore collettivo”. La diffusione militante del giornale è per noi l’impalcatura della nostra attività politica.

Siamo anche orgogliosi del fatto che le risorse necessarie per i costi di stampa vengono esclusivamente dai giovani e dai lavoratori che incontriamo quotidianamente nell’intervento che sviluppiamo nei loro luoghi di studio e di lavoro, nelle manifestazioni, negli scioperi.

La nostra è un’idea di stampa militante, legata alla costruzione in Italia delle forze della Tendenza marxista internazionale a cui aderiamo, un’idea che facciamo vivere da oltre trent’anni, da quando un primo nucleo di giovani attivisti ferraresi della Fgci (l’organizzazione giovanile del Partito comunista) nel 1983 cominciò a criticare dalle pagine di un giornalino chiamato FalceMartello il processo di “socialdemocratizzazione” del partito, cosa che costò l’espulsione a loro e a tutti gli altri che si organizzarono attorno a quel giornale, soprattutto in Emilia e in Lombardia. In realtà la testata FalceMartello potè affermarsi definitivamente solo qualche anno dopo, nel settembre dell’86, quando il giornale venne registrato e divenne lo strumento sia della battaglia che andammo avanti a condurre nel movimento comunista - a cui continuavamo a rivolgerci nonostante l’ondata di espulsioni dei nostri militanti -, sia del nostro intervento nel movimento studentesco che esplose negli anni ’80.

Successivamente quel giornale, dal rappresentare un gruppo perlopiù di giovanissimi studenti radicati principalmente al Nord, riuscì ad imporsi come l’organo di una tendenza nazionale, che per diversi anni è stata identificata soprattutto come opposizione di sinistra all’interno di Rifondazione comunista e che allo stesso tempo è riuscita a sviluppare un profondo radicamento nel movimento operaio, con compagni attivi in importanti realtà sindacali, dai metalmeccanici, ai lavoratori dei trasporti, della scuola, del commercio, solo per citare alcune categorie.

Quello che siamo oggi, all’indomani del lancio del nostro movimento politico Sinistra Classe Rivoluzione, continua ad essere tangibile attraverso la nostra attività di diffusione: basti pensare all’entusiasmo che trasudava dalle svariate decine di compagni che nella manifestazione del 25 ottobre a Roma si potevano vedere ad ogni angolo del corteo mentre proponevano FalceMartello… 800 copie vendute solo quel giorno! Lo stesso entusiasmo ci ha consentito di sostenere il lancio del nuovo giornale con una colletta speciale che ha avuto risultati straordinari, con oltre 15mila euro di offerte, non certo da ricchi nababbi donatori, ma da lavoratori, disoccupati, cassintegrati, studenti per i quali il miglior investimento è quello nel sostegno delle idee rivoluzionarie e delle forze che le fanno vivere.

Per il lancio di Rivoluzione organizzeremo assemblee di presentazione, con feste, cene, aperitivi di autofinanziamento in tutta Italia e nella settimana in cui il nuovo giornale vedrà la luce, quella del 25 aprile, ci vedrete impegnati a diffonderlo ogni giorno di fronte a decine di fabbriche, scuole, università, luoghi di passaggio: una vera e propria “settimana rossa”. È così, in grande stile, che vogliamo dare il nostro benvenuto a Rivoluzione!

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