Spagna - Falcemartello

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Lo straordinario successo delle manifestazioni del 19 giugno contro il “pacto de l’euro”, che hanno riportato nelle piazze spagnole centinaia di migliaia di “Indignados”, segna un salto qualitativo del movimento con cui le masse spagnole, ispirate dai processi rivoluzionari del mondo arabo, a partire dalla prima grande giornata di mobilitazione del 15 maggio (da cui il movimento ha preso il nome 15M), hanno dato la loro risposta ai piani di lacrime e sangue con cui il governo Zapatero sta obbedendo ai diktat di Bce, Fmi e Unione europea.

Il 15 maggio è esploso un movimento di massa in Spagna, chiamato Democracia real ya. A decine di migliaia hanno occupato le piazze delle principali città, riflettendo la profonda insoddisfazione per la situazione economica e sociale del paese, che costringe il 40% dei giovani alla disoccupazione. Questa insoddisfazione si è riflessa anche nel voto amministrativo di domenica 22, che ha sancito una sonora sconfitta per il Psoe di Zapatero e l’affermazione della destra, ma allo stesso tempo una piccola ma significativa ripresa per Izquierda Unida, unico partito a sostenere il movimento, che vede crescere i suoi consensi di duecentomila voti e arrivare così al 6,3%.

Dopo 2 anni di profonda crisi economica il governo Zapatero ha avviato la maggior controriforma degli ultimi 30 anni nel terreno dei diritti dei lavoratori. Da più di 15 anni la precarietà applicata ai neoassunti aveva preparato il terreno.

Contro la crisi capitalista, un’alternativa socialista e rivoluzionaria


Il 21, 22 e 23 novembre, si è tenuto ad Alcorcon, in Spagna, il congresso del Sindicato de Estudiantes (SE). Un congresso che avviene nel pieno della ripresa della lotta studentesca, in Spagna, come in tutta Europa.

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