Spagna - Falcemartello

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Il PSOE ha vinto una tornata elettorale molto importante, al termine di una campagna surriscaldata e dai toni sopra le righe, nella quale la destra, rappresentata dal Partito Popolare, ha mobilitato tutte le forze della reazione, con l’utilizzo di un linguaggio che ha ricordato il periodo antecedente alla guerra civile degli anni ’30.

Lo scorso 18 dicembre, Gaspar Llamazares, massimo dirigente di Izquierda Unida, ha cacciato dal principale organismo di direzione alcuni dei leader piú importanti del Pce, tra cui Felipe Alcaraz (ex capogruppo alla camera) e Willy Meyer (eurodeputato).

L’arresto di 22 militanti della Mesa Nacional (gruppo dirigente, n.d.t.) di Batasuna, riuniti a Segura (Guipúzcoa), è stato visto dalla sinistra abertzale (sinistra indipendentista basca, n.d.t.), secondo quanto riportato dal Gara (quotidiano di riferimento della sinistra abertzale, n.d.t), come una dichiarazione di guerra del governo Zapatero.

Solo la lotta per il socialismo risolverà la questione nazionale
 
Lo scorso 5 giugno l’Eta ha posto fine al cessate il fuoco, proclamato nel marzo 2006, con un comunicato in cui dichiara l’intenzione di riattivare “tutti i fronti” e di tornare alla lotta armata per “superare l’attuale divisione istituzionale e costruire uno stato indipendente”. L’Eta ritiene che la causa di questa rottura sia dovuta al fatto che “non esistono le condizioni democratiche minime per poter dare vita ad un processo di negoziati”.

Opponiamoci alla censura politica


 

Per anni la Fiera del Libro di Madrid è stata uno dei momenti salienti della vita culturale spagnola. Oggi, però, questa grande tradizione democratica è stata messa a rischio. La Commissione che organizza la Fiera ha deciso nel modo più arbitrario ed antidemocratico di escludere la Fundación Federico Engels, l'unico standista della Fiera specializzato nella produzione e nella vendita dei classici del marxismo e di moderna letteratura marxista. 

Per un vero programma socialista che risolva la questione nazionale

 

Mercoledì 22 marzo 2006, l’ETA ha rilasciato un comunicato in cui ha annunciato il “cessate il fuoco” permanente. Questo annuncio è stato preceduto da quasi tre anni di lotta armata, senza vittime, dell’ETA e da ripetute manifestazioni pubbliche dei leader della Sinistra Abertzale (Sinistra Nazionalista Basca) a favore di una “soluzione negoziata” per la pacificazione di Euskal Herria (Paese Basco).

 

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