Spagna: un milione in piazza per la “Marcha de la dignidad” - Falcemartello

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I quotidiani italiani hanno pensato bene (nell'interesse della borghesia) di non parlare della “Marcha de la dignidad” che ha portato a Madrid più di un milione di giovani, lavoratori e disoccupati il 22 marzo a Madrid. L’iniziativa ha avuto un impatto fortissimo e potrebbe indebolire ulteriormente il governo del Partito Popolare di Rajoy, già fortemente screditato agli occhi delle masse.

 

Questa magnifica manifestazione è stata promossa inizialmente dal SAT, il sindacato andaluso dei lavoratori guidatori dai due storici dirigenti operai Diego Cañamero e Sánchez Gordillo, sindaco anche del comune di Marinaleda. Immediatamente la manifestazione ha coinvolto decine di organizzazioni tra sindacati, comitati (ad esempio i comitati contro gli sfratti) e anche Izquierda Unida (Sinistra Unita). Centinaia di assemblee organizzative e di propaganda sono state organizzate in tutta la Spagna da novembre dell’anno scorso alla manifestazione nazionale del 22 marzo.

La disoccupazione in Spagna è al 26%, mentre chi lavora ha visto una netta riduzione del 10% di salario negli ultimi 2 anni. Nello stesso periodo il debito pubblico è cresciuto dal 69 al 94%, in gran parte per pagare i fallimenti delle banche. Questo ha portato a continui scioperi e manifestazioni locali non solo contro le chiusure delle aziende ma anche contro le privatizzazioni e i tagli dei salari. Inoltre, ci sono esempi importanti che incoraggiano i lavoratori spagnoli come la sconfitta della privatizzazione della sanità a Madrid e la vittoria di Gamonal, quartiere di Burgos, dello scorso autunno.

Questo ha portato a una forte consapevolezza che la lotta paga, che i governi e i padroni non possono fare tutto quello che vogliono se di fronte trovano un fronte compatto ad aspettarli. Tutte queste esperienze locali hanno visto nella marcia del 22 marzo un momento di unificazione contro l’austerità.

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Un'immagine aerea del corteo del 22 marzo

La marcia ha visto convergere a Madrid sei “colonne” con decine di migliaia di manifestanti provenienti effettivamente da ogni angolo della Spagna. Queste “colonne” erano veri e proprio cortei che andavano da una città all’altra, con dibattiti cittadini e hanno rafforzato il consenso verso la manifestazione.

Anche i pompieri di Madrid, che da anni stanno dimostrando una forte combattività contro le politiche di tagli, hanno dato la loro adesione alla marcia e hanno dato la disponibilità a gestire il servizio d’ordine in caso di cariche della polizia. Nonostante ciò la polizia e il Governo hanno dimostrato tutta la sua brutalità nel momento in cui centinaia di manifestanti hanno tentato di insediarsi con una “acampada” nel centro di Madrid.

Il movimento ha compiuto importanti passi in avanti, rispetto ai pregiudizi tipici dell'antipolitica dell'epoca degli indignados, dei quali la Marcha de la Dignidad è l'erede naturale. Si notava chiaramente la presenza della sinistra organizzata, in particolare di Izquierda unida, del Partito comunista e della Gioventù comunista. La presenza delle bandiere rosse e comuniste, di quelle anarcosindacaliste, rosse e nese e delle bandiere repubblicane era non solo benvenuta, ma applaudita dal resto del corteo. Spezzoni nutriti del corteo cantavano la tradizionale cnazone delle lotte dei minatori Santa Barbara, così come l'Internazionale e A las barricadas

Più di un milione di giovani e lavoratori hanno scandito slogan molto avanzati: “no al pagamento del debito”, “pane, casa e lavoro per tutti”, “basta con i tagli”, “reddito di cittadinanza per chi non ha risorse” e anche “viva la lotta della classe operaia". Uno dei temi più condivisi è stato quello di farla finita con il Governo Rajoy ma nello stesso tempo una forte consapevolezza di classe: noi produciamo e gestiamo le macchine e i trasporti; raccogliamo, produciamo e confezioniamo il cibo, puliamo le strade, costruiamo le case e le infrastrutture, forniamo assistenza sanitaria e istruzione. In poche parole una chiara presa di coscienza della classe oppressa contro la classe dominante.

All'interno di questo significativo sviluppo della presa di coscienza rispetto al potere che la classe operaia ha a disposizione, è venuto il momento di porre la questione di chi governa e controlla la società, e quindi rivendicare la nazionalizzazione delle grandi aziende e delle banche sotto il controllo dei lavoratori.

Un programma rivoluzionario, alternativo al sistema capitalista: questo è quello che dovrebbero discutere le “Piattaforma per la marcia della dignità”, assemblee aperte che si sono organizzate in diverse città prima del 22 marzo e che dovrebbero diventare permanenti. Questo è ciò che propongono nel movimento i compagni di Lucha de Clases, la tendenza marxista spagnola.

 

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