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Il 20 luglio ci ha lasciato improvvisamente il compagno Ted Grant. Anche se aveva 93 anni quando siamo stati informati della sua morte è stata una sorpresa ed uno shock, perché ci sembrava che Ted sarebbe stato sempre lì nel suo (modesto) ufficio di Londra a sostenerci e orientarci nel lavoro politico.


Elemento di stabilità in mezzo a tutti i cambiamenti, nonostante le enormi difficoltà che ha dovuto superare, Ted era un eterno ottimista, sempre entusiasta. L’ottimismo di Ted aveva solide basi politiche, niente poteva scuotere la sua fiducia nel marxismo e nella classe operaia anche nei momenti più difficili.

Ted Grant come altri grandi rivoluzionari non veniva dal proletariato. Era nato in una famiglia di ceto medio, in una piccola città alla periferia di Johannesburg. La sua era una famiglia di bianchi privilegiati nel Sudafrica dell’apartheid.
Si interessò alla politica quando da piccolo si rese conto del trattamento che veniva riservato ai neri. Il suo vero nome era Isaac Blank e suo padre era un ebreo russo. Dopo il divorzio sua madre per problemi economici iniziò ad affittare delle camere dove capitò Ralph Lee, un trotskista da poco espulso dal Pc sudafricano. Un uomo che ebbe grande influenza sulla formazione di Ted.
Era un periodo di reazione, Trotskij era in Turchia esiliato. Solo un piccolo gruppo di militanti iniziò a riorganizzare quella che sarebbe stata l’Opposizione di sinistra. Questi compagni sudafricani entrarono in contatto con la Lega comunista d’America legata a Trotsky. Per le difficili condizioni del Sudafrica decisero di trasferirsi in Gran Bretagna. Sulla nave che li portava in Inghilterra nacque lo pseudonimo Ted Grant (così si chiamava un membro dell’equipaggio).
Ted aveva una passione incredibile per la teoria. Lesse il Capitale a 14 anni. Non conobbe mai Trotskij, all’epoca sottoposto in Francia a severe misure di sicurezza e successivamente esule in Messico, ma incontrò a Parigi suo figlio Leon Sedov.
Una delle prime cose che Leon Sedov gli chiese fu: “Che composizione sociale ha il vostro gruppo?”. Era evidente la preoccupazione per la composizione prevalentemente piccolo borghese della Quarta Internazionale, particolarmente della sezione francese. Il gruppo di Ted era invece composto prevalentemente da lavoratori.
Era un periodo estremamente difficile: il fascismo al potere in Italia, la vittoria di Hitler in Germania, la sconfitta in Austria nel ‘34, la guerra civile in Spagna. La reazione avanzava ovunque. La marea nera sembrava sommergere l’Europa.
Il movimento trotskista era perseguitato, molti dirigenti vennero assassinati. L’uccisione di Leon Sedov da parte degli stalinisti fu un duro colpo per Trotskij e sua moglie. In quell’occasione Trotskij ebbe a dire: “Ora mi sento veramente solo, non c’è più nessuno con cui posso parlare.”
Si trattava di una valutazione senza appello verso i dirigenti dell’allora Quarta internazionale.
Cannon, che in un certo senso era considerato uno degli eredi di Trotskij, giocò un ruolo molto negativo in Inghilterra. Cercò di unificare i diversi gruppi trotskisti inglesi, ma invece di cercare una base politica comune utilizzò ogni tipo di manovre burocratiche.
Per questa ragione il gruppo di Ted non entrò a far parte dell’allora sezione inglese della Quarta Internazionale.

Il Ted teorico

Il contributo più importante che Ted Grant ha dato al marxismo è stato senza dubbio la sua elaborazione teorica del bonapartismo proletario.
Ted comprese che gli Stati a cosiddetto socialismo reale nati dopo la seconda guerra mondiale erano “stati operai deformati” a tutti gli effetti ovvero regimi di “bonapartismo proletario”, e che non c’era alcuna differenza qualitativa con l’Urss stalinista.
Ted ha così sviluppato la teoria di Trotskij elaborata nella Rivoluzione Tradita prevedendo, nel contesto del dopoguerra, la formazione di nuovi “Stati operai” burocratizzati in paesi economicamente arretrati anche sulla base di colpi di Stato militari di sinistra o di movimenti guerriglieri contadini che giungessero al potere.
L’accentuazione dell’importanza della tattica del fronte unico elaborata dalla Terza Internazionale negli anni Venti e una riformulazione della tattica entrista proposta da Trotskij negli anni Trenta condussero Ted Grant a sviluppare un orientamento tattico generale verso i partiti di massa e i sindacati.
Nelle concrete condizioni del dopoguerra, l’enorme rafforzamento delle organizzazioni socialiste e comuniste e il parallelo isolamento delle forze rivoluzionarie facevano sì che l’unico modo per non “perdere la bussola” era mantenere un orientamento fermo verso le organizzazioni di massa. 
Si trattava di un’applicazione concreta del fronte unico alle condizioni in cui lavoravano i trotskisti dopo il 1945. In particolare a partire dal ‘59, Ted Grant sviluppò una concezione originale dell’entrismo, per cui i rivoluzionari dovevano svolgere lavoro politico “dentro, fuori e attorno alle organizzazioni di massa” in quanto “i lavoratori, quando iniziano a muoversi, lo fanno attraverso le proprie organizzazioni tradizionali di massa” e “fuori dal movimento operaio non c’è nulla”.
Questa tesi venne brillantemente confermata dalle lotte operaie e studentesche che si svilupparono in Europa negli anni ‘60 e ‘70, quando  fu proprio nei partiti comunisti e socialisti che entrarono a far parte milioni di lavoratori e giovani che si radicalizzavano nei movimenti di massa.
La Quarta Internazionale di allora, guidata da Mandel e Maitan ovviamente non comprese questo e dopo aver fatto un lavoro di “entrismo profondo” nei Partiti comunisti abbandonarono quelle organizzazioni proprio alla fine degli anni sessanta quando maturavano le condizioni per un lavoro entrista di tipo classico come quello che aveva suggerito Trotskij ai propri militanti a metà degli anni ‘30.

La lotta di Ted per la costruzione del partito

Alla fine degli anni ‘30, Ted Grant divenne prima leader della Workers’ international league (Lega operaia internazionale) e poi, insieme a Jock Haston, del Revolutionary Communist Party (Partito Comunista Rivoluzionario) attivo durante la Seconda Guerra Mondiale (sezione ufficiale dell’Internazionale dal 1944).
In quegli anni Ted Grant difese, contro chi nel movimento trotskista sosteneva una riedizione in forma caricaturale della tattica leniniana del disfattismo rivoluzionario, quella che secondo l’Rcp era la più opportuna politica militare proletaria (definizione di Trotskij).
Si trattava di non aggregarsi alla linea suicida avanzata da alcuni gruppi trotskisti inglesi che avanzavano lo slogan: “La vittoria di Hitler è il male minore”, ripetendo pappagallescamente le parole di Lenin in un contesto completamente diverso. Mantenendo una politica di indipendenza di classe dalla borghesia inglese e lottando allo stesso tempo in prima fila contro il nazismo.
Grant, Haston e i militanti del Rcp non avanzarono la parola d’ordine del sabotaggio dello sforzo bellico britannico, nè tanto meno la linea della diserzione ma, pur criticando il “patriottismo” opportunista degli stalinisti e dei laburisti (e proseguendo l’attività sindacale anche durante la guerra), svolsero attività di propaganda nell’esercito alleato sostenendo la necessità di trasformare la “guerra inter-imperialista” contro Hitler e Mussolini in una “guerra rivoluzionaria” contro il fascismo e il capitalismo. Questa politica portò grandi risultati e permise una crescita dell’Rcp che conquistò un’influenza determinante fra i soldati dell’VIII armata di Sua Maestà Britannica.
Dopo la guerra, si aprì un forte dibattito all’interno della Quarta Internazionale su come rivedere le prospettive di Trotskij per il dopoguerra alla luce dell’esito del conflitto. Il gruppo dirigente internazionale ritenne che si stesse aprendo nell’Europa occidentale un periodo di dittature o semidittature capitaliste, in un contesto economico di profonda recessione. Grant si fece sostenitore di una posizione critica rispetto a questa prospettiva, sostenendo al contrario che per il capitalismo mondiale si stesse aprendo una fase di espansione economica e di “controrivoluzione in forma democratica” dopo le gigantesche convulsioni degli anni Trenta e Quaranta. La realtà confermò le prospettive di Ted.
In seguito ad una prima rottura (fondamentalmente su questioni tattico-organizzative) con la direzione della Quarta Internazionale, rappresentata in Gran Bretagna da Gerry Healy, Grant con alcuni compagni fondò un piccolo gruppo all’interno del Partito Laburista, che solo nel 1957 (dopo la scissione internazionale promossa dal dirigente americano James P. Cannon e dallo stesso Healy) sarà riconosciuto come sezione britannica dell’Internazionale. Ad ogni modo dal punto di vista politico il gruppo aveva sviluppato una sua linea teoricamente ben definita che lo differenziava nettamente dalle posizioni prevalenti nella Segreteria Internazionale; in particolare, Ted Grant ha caratterizzato sin dall’inizio come forme di “bonapartismo proletario” regimi come quello di Tito in Jugoslavia, di Mao in Cina, di Fidel Castro a Cuba. Il gruppo riutilizzò il nome di Revolutionary Socialist League, ma sarà conosciuto soprattutto come Militant Tendency, dal nome del giornale lanciato dalla Rsl a metà degli anni Sessanta: Militant.

Nascita e sviluppo del Militant

Il Militant fu fondato nel 1964 quando il gruppo di Ted Grant venne espulso definitivamente dal Segretariato Unificato della Quarta Internazionale (ufficialmente, in seguito alle posizioni assunte all’VIII Congresso mondiale del 1965, che faceva enormi aperture di credito alla guerriglia latinoamericana e alle concezioni terzomondiste che andavano di moda a quell’epoca).
Dopo questa rottura, Ted Grant considererà persa l’organizzazione fondata da Trotskij e non tenterà più alcun tipo di avvicinamento alla Quarta Internazionale, si dedicherà alla costruzione autonoma delle proprie forze in Gran Bretagna e su scala internazionale (fondando nel 1974 il Comitato per l’Internazionale Operaia, con sostenitori in Svezia, Germania ed Irlanda e successivamente in decine di paesi tra cui Spagna, Pakistan, Sudafrica, Sri Lanka, Francia, Grecia e Italia).
La sezione italiana del Cio nacque ufficialmente nel 1985 con l’uscita del periodico Falcemartello. Singoli militanti aderenti al Cio erano presenti in Italia fin dalla fine degli anni ‘70. Di fatto la tendenza Falcemartello nacque grazie al contributo fondamentale che venne fornito da altre sezioni, in particolare della sezione inglese e spagnola che inviarono quadri in Italia per costruire l’Internazionale. Ted seguì sempre da vicino lo sviluppo della sezione italiana e ogni volta che lo incontravamo nelle riunioni internazionali esigeva dei resoconti dettagliatissimi sullo sviluppo del nostro lavoro.
La Militant Tendency cresce rapidamente verso la fine degli anni Sessanta e durante gli anni Settanta, affermandosi come l’ala marxista del Partito Laburista. Nel 1970 conquista la maggioranza nei Giovani Socialisti (i giovani del Partito Laburista). All’inizio degli anni Ottanta, il sostegno alle idee della tendenza cresce anche in molte organizzazioni locali del partito; su questa base, la Militant Tendency, che veniva definita sulla stampa “il quarto partito politico britannico” , riesce ad ottenere l’elezione alla Camera dei Comuni di 3 compagni (Dave Nellist, Terry Fields e Pat Wall).
In quegli anni, il Militant contrastò sistematicamente le posizioni riformiste e socialdemocratiche della maggioranza laburista e condusse una battaglia analoga all’interno delle Trade Unions (conquistando nel sindacato importanti posizioni).
La sinistra laburista raccolta attorno al Militant ebbe un ruolo molto forte nella vita politica britannica particolarmente in due occasioni.
Negli anni ‘80 la Militant Tendency prese il controllo del Partito Laburista a Liverpool e, attraverso questo, della maggioranza del consiglio comunale. La posizione conquistata a Liverpool nel 1983 fu utilizzata per una serie di impegnative misure di carattere sociale (edilizia popolare, lotta alla disoccupazione ecc.). Si aprì presto uno scontro tra il comune di Liverpool e il governo, guidato da Margaret Thatcher: in un generale contesto di austerity vennero tagliati i fondi riservati agli enti locali controllati in gran parte dalla sinistra; mentre Londra cedette alle pressioni del governo centrale affinché venisse ristabilito il pareggio di bilancio, i trotskisti di Liverpool si rifiutarono di sottostare a quello che vedevano come un ricatto economico-politico da parte del proprio principale nemico politico e come un attacco alle condizioni sociali dei ceti meno abbienti. La disputa si concluse con la rimozione dalle proprie cariche dei 47 consiglieri "ribelli", che verranno messi sotto processo, e con un drastico ridimensionamento dei poteri delle autonomie locali.
Alla fine degli anni Ottanta, in un nuovo tentativo di ridurre i trasferimenti agli enti locali, il governo Thatcher introdusse la Community Charge, una tassa a carattere regressivo per il finanziamento delle casse comunali. La riforma fiscale suscitò un’amplissima opposizione popolare, che venne diretta dalle Anti Poll Tax Unions (“Unioni contro la Poll Tax”: con poll tax si indica in inglese un’imposta la cui aliquota non dipende dal reddito) egemonizzate dal Militant.
Oltre dieci milioni di persone praticarono una forma di disobbedienza civile rifiutandosi di pagare la nuova tassa; fra questi, il parlamentare Terry Fields che fu perciò incarcerato per 60 giorni. Le misure intraprese dalle autorità per ottenere il pagamento della Poll Tax divennero sempre più draconiane conducendo spesso a vere e proprie rivolte popolari, tra cui quella verificatasi durante una manifestazione di 200.000 persone a Trafalgar Square a Londra. Margaret Thatcher diede le dimissioni il 22 novembre 1990; la riforma fiscale venne abrogata. Questo movimento guidato dal Militant ebbe un ruolo decisivo nella fine del thatcherismo.

La fine del Militant e la fondazione del Cim/Tmi

I sostenitori del Militant sono stati fatti oggetto numerose volte di espulsioni da parte della direzione laburista. Le accuse che giustificavano questi provvedimenti erano quella di avere un’organizzazione frazionistica parallela alla struttura ufficiale del Labour Party (in effetti il Militant arrivò ad avere più funzionari pagati che il partito) e quella di non rispettare, anche nell’attività politica esterna, la linea socialdemocratica del partito.
Durante gli anni Settanta, lo spostamento a sinistra della base laburista rese possibile ai trotskisti esercitare una forte resistenza agli attacchi da parte della direzione. Grant fu espulso solo nel 1983 insieme al comitato di redazione della rivista, tuttavia l’azione contro il Militant non fu condotta con molta determinazione e di fatto non intaccò la forza dei trotskisti nella struttura del partito. Dopo i fatti di Liverpool, il nuovo leader Neil Kinnock nel congresso del 1985 lanciò un attacco aperto contro il Militant e contro la corrente del leader dei minatori Arthur Scargill, avviando di fatto un processo di riassetto dell’immagine del Partito Laburista che lo rendesse più accettabile agli occhi dell’elettorato moderato e dell’imprenditoria britannica. Molti dirigenti trotskisti furono espulsi e questa volta era chiara l’intenzione della destra laburista (sostenuta da una forte campagna di stampa e televisiva) di provare a farla finita una volta per tutte con Ted Grant e i suoi seguaci. Migliaia di sostenitori del gruppo e i 3 parlamentari erano comunque ancora membri del partito.
All’inizio degli anni Novanta i successi ottenuti dal Militant nei comitati anti Poll Tax diedero fiato a quanti all’interno del movimento sostenevano la necessità di una svolta verso un lavoro indipendente dal Partito Laburista. Un importante dirigente del gruppo, Peter Taaffe propose ben presto una svolta settaria che condusse alla fine alla formazione di un “partito indipendente” in Scozia, lo Scottish Militant Labour.
Ted Grant ed altri si opposero duramente alla cosiddetta “svolta scozzese”, a cui aderì la maggioranza dell’ex gruppo del Militant. In seguito la svolta divenne una ridefinizione profonda della linea politica e tattica del gruppo, che condusse alla formazione di piccole scissioni (Taaffe li definì nuovi partiti operai) dai partiti tradizionali di sinistra in quasi tutti i Paesi.
Il principale dirigente al fianco di Grant in questa polemica, che divise il Cio, era Alan Woods, che è oggi il leader internazionale del gruppo che si formò da quella scissione: il Comitato per un’Internazionale Marxista, dal congresso di Barcellona di quest’estate denominato ufficialmente Tendenza Marxista Internazionale (Tmi).
La scissione britannica infatti, che condusse Grant e Woods alla fondazione di una nuova rivista (Socialist Appeal), si ripercosse su scala internazionale provocando la fuoriuscita dal Cio di una parte maggioritaria dei militanti, e dell’insieme della sezione italiana, la tendenza Falcemartello, che entrò a far parte della nuova Internazionale.

Gli ultimi anni

Oltre alla ricostruzione di una tendenza internazionale, sostenuta anche con alcuni viaggi in vari Paesi europei per incontri coi propri sostenitori e assemblee pubbliche (l’ultimo viaggio in Italia fu nel 1999 quando Ted intervenne in una partecipatissima assemblea contro la guerra in Jugoslavia che si tenne alla Camera del Lavoro di Milano), Ted Grant si dedicò negli ultimi anni della sua vita al lavoro teorico, pubblicando diversi articoli e libri sull’attualità e sulla storia, sul rapporto tra il materialismo dialettico e la scienza moderna, sulla storia del movimento. Nel 2003, mentre teneva un discorso, fu colpito da un infarto che interruppe la sua attività pubblica ma continuò a seguire gli sviluppi dell’attività della Tmi fino alla sua morte, all’età di 93 anni, con la quale scompare l’ultimo esponente dell’Opposizione di sinistra e dell’originario gruppo dirigente della Quarta Internazionale.
Ted continuerà a vivere nel lavoro di costruzione di quel partito internazionale dei lavoratori al quale ha dato la vita.
Per quanto ci riguarda continueremo il lavoro che lui ha iniziato e pubblicheremo in italiano le sue opere principali. Ci pare il modo migliore per omaggiare la memoria di una grande uomo, un grande rivoluzionario della nostra epoca.


Bibliografia:

Ted Grant, Alan Woods, Lenin and Trotsky - What they really stood for, Londra, Wellred Books, 2000 (prima edizione: 1968).
Ted Grant, The Unbroken Thread. Londra, Fortress Books, 1989.
Ted Grant, Alan Woods, La rivolta della ragione - Filosofia marxista e scienza moderna. Milano, AC editoriale.
Ted Grant, Russia - Dalla rivoluzione alla controrivoluzione. Milano, AC editoriale.
Ted Grant, History of British Trotskyism . Londra, Wellred Books, 2004.
Peter Taaffe; Tony Mulhearn. Liverpool: a City that Dared to Fight . Londra, Fortress Books, 1988.

4/09/2006

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