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Siamo a Rogoredo, periferia di Milano, dove tra poco costruiranno un nuovo quartiere signorile chiamato Santa Giulia; dove decine di gru tirano su i palazzoni di Sky; dove c’è una lunga autostrada che permette ai milanesi di evitare il traffico cittadino… e dove ci sono le “White”, case popolari così chiamate per i lastroni bianchi che le rivestono.


Qui vi sono 151 famiglie per circa 800 inquilini. Nel silenzio del comune e della Asl, in 25 anni 43 persone si sono ammalate di tumore. Siamo andati ad intervistare Graziella Fornari del Comitato inquilini delle White di Via Feltrinelli 16.

Quali sono le caratteristiche delle “White”?

Sono case popolari del comune con la gestione della Romeo, azienda privata che gestisce i servizi del palazzo: il risultato è che paghiamo spese esorbitanti per servizi e manutenzione che non vengono svolti. Le lastre di rivestimento cadono a pezzi: ci sono perdite, umidità e le pluviali non funzionano. Qui tutti pagano l’affitto e le spese: anche gli occupanti abusivi.

Quanti occupanti abusivi ci sono?

Una cinquantina di cui molti chiedono di avere un contratto. Il Comune rifiuta benché paghino anche l’affitto: circa mille euro ogni tre mesi, ossia l’affitto corrispondente alla fascia più costosa.

Come vi siete insospettiti della presenza di amianto?

In realtà il sospetto l’abbiamo avuto quasi subito: queste sono case che sono state assegnate nei primi anni ’80. Il primo morto è stato un ragazzo di 27 anni: in seguito abbiamo visto gente che continuava ad ammalarsi, soprattutto di tumore al cervello e al seno. Quando abbiamo notato che anche ragazzi giovanissimi hanno incominciato ad ammalarsi abbiamo cominciato a sospettare dei lastroni bianchi.

E a quel punto cosa avete fatto?

Abbiamo mandato una lettera al Comune descrivendo la situazione, ma non ci hanno mai risposto. Solo una volta nel 1989 è venuto un tecnico del Comune per analizzare un pezzo delle lastre e ha constatato che ogni lastra conteneva il 3% di amianto: complessivamente tre quintali e mezzo per tutte le lastre. Da quell’anno non abbiamo visto più nessuno dell’Asl.

Quali sono state le forme di lotta che avete assunto?

Abbiamo fatto presente il problema al comune e alla Provincia. Siamo andati in corteo a Palazzo Marino: De Corato non c’era e ha mandato a dire che gli dispiaceva per la sua assenza, ma aveva un altro impegno. Abbiamo parlato con l’assessore alla casa Verga, e con Barbara Ciabò, presidente dell’Ufficio abitazioni: ci hanno promesso che avrebbero bonificato: ma sono già tre volte che la bonifica slitta.

Ad oggi non si sono fatti ancora vivi. Ancora nel 2006, Alfieri e l’ing. Grilloni della Provincia ci avevano detto che avrebbero smantellato l’amianto attraverso l’installazione di pannelli isolanti: ma sono state tutte parole e poca sostanza.

A questo punto abbiamo formato un Comitato inquilini che rappresenta tutte le palazzine, scrivendo volantini e distribuendoli davanti a supermercati, negozi, mercati, per fare informazione: siamo riusciti ad avere l’appoggio di tutto il quartiere.

Poi abbiamo contattato anche il quartiere di via Brodo e di Calvairate,  sempre a Milano, dove la situazione è molto simile alla nostra. Vogliamo fare un fronte unico per rivendicare i nostri diritti.

Vi siete rivolti a un sindacato?

Sì, al Sicet: abbiamo avuto il loro appoggio, ma sicuramente tutto quello che abbiamo fatto finora lo dobbiamo solo agli inquilini. Il sindacato è disponibile ad ascoltarci ma per lo più si dedica alle singole situazioni.

Rifondazione Comunista cosa dice di tutto questo?

Non abbiamo mai visto esponenti di Rifondazione: di questo partito, siete le prime persone che vedo.

E ora cosa succederà?

Ci stiamo mobilitando: abbiamo raccolto tutte le cartelle cliniche degli inquilini che si sono ammalati e le abbiamo date al nostro avvocato. Vogliamo dimostrare che queste persone si sono ammalate a causa dell’amianto. Abbiamo fatto causa al Comune per non averci dato retta mentre la gente moriva. In concomitanza a questo vorremmo fare una festa per autofinanziare la nostra mobilitazione

Siamo operai: gente che si alza molto presto la mattina per andare a lavorare. Vogliamo lottare fino in fondo.

9 giugno 2008 


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