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Martedì 18 giugno diverse migliaia i minatori del Donbass e le loro famiglie sono scesi in piazza a Donetsk. I minatori hanno dato un'ultimatum di 48 ore a Kiev perché termini le operazioni militari, altrimenti “prenderanno le armi per difendere la loro terra, le loro mogli e i loro figli”.

 

 

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Il corteo per le strade di Donetsk.
Sui cartelli si legge tra l'altro "No alla Nato"

Il concentramento finale nella Piazza Lenin, nel centro di Donetsk, inizialmente contava circa mille partecipanto “Ma in seguito i minatori da tutti i pozzi principali del Donbass (Gorlovka, Enakievo, Snezhnoe, Topaz and Donetsk) sono continuati ad arrivare e alla fine il numero dei protestanti è arrivato a circa 10mila”.Riporta l'agenzia Itar-Tass.


I minatori gridavano slogan come: “No alla guerra”, “il fascismo non passerà” “Donbass” e “Slavyansk è una città eroica!”. Diversi manifestanti portavano cartelli con lo slogan “Ritiro!” oppure “Gorlovka contro il fascismo”.


Sotto il palco si sono collocate numerose donne con cartelli che contenevano i disegni dei loro bambini, con scritte come “ Non voglio addormentarmi con il rumore dei bombardieri sopra la mia testa o con mia mamma che piange o con i miei genitori che muoiono”, “ Siamo per la pace e per la libertà, per un cielo di pace. Questo è il nostro credo. I bambini del Donbass.”


donetsk 18giu2La principale rivendicazione con cui si è conclusa dal palco la manifestazione  è stata il ritiro delle truppe di Kiev dal Donbass. Gli organizzatori hanno chiarito che questa protesta non sarà l'ultima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 Un video del corteo

 

 

 

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