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La lotta è cominciata

Nell’ultimo anno si è verificato un vertiginoso aumento delle tasse, al quale va aggiunto un continuo peggioramento delle condizioni di studio in Accademia: tra le altre spicca la scandalosa proposta di invalidare alcuni degli esami già sostenuti dagli studenti del vecchio ordinamento, essendo questi corsi presenti solo nel piano di studi dei triennalisti (a cui si aggiunge l’introduzione dell’obbligo di frequenza e in generale della nuova riforma universitaria).

Nell’ultimo anno si è verificato un vertiginoso aumento delle tasse, al quale va aggiunto un continuo peggioramento delle condizioni di studio in Accademia: tra le altre spicca la scandalosa proposta di invalidare alcuni degli esami già sostenuti dagli studenti del vecchio ordinamento, essendo questi corsi presenti solo nel piano di studi dei triennalisti (a cui si aggiunge l’introduzione dell’obbligo di frequenza e in generale della nuova riforma universitaria).

Questo ha provocato un risveglio della coscienza degli studenti di Brera. Come collettivo dell’Accademia (Csu), dopo una prima fase di volantinaggio informativo per spiegare la situazione ed entrare in contatto con altri studenti, notando una certa rabbia tra questi ultimi, abbiamo deciso di lanciare un percorso di mobilitazione per il ritiro della seconda rata delle tasse e di tutti i provvedimenti peggiorativi delle condizioni di studio. Abbiamo quindi organizzato un’assemblea per il 9 novembre. L’iniziativa è stata preparata con numerosi volantinaggi, appelli nelle aule e cartelloni appesi nei corridoi di Brera che pubblicizzavano l’assemblea. Vedendo che l’iniziativa era propagandata con entusiasmo, che le proposte del collettivo riscuotevano appoggio tra gli studenti, il Direttore ha fatto di tutto per negarci l’assemblea, minacciando anche di impedire fisicamente l’ingresso in aula. Il Direttore non si è presentato all’assemblea e il Vicedirettore e’ stato costretto a concederci l’aula.

Quanto accaduto è esattamente la dimostrazione che la determinazione paga. Per quanto riguarda l’assemblea, c’e’ stata una partecipazione di oltre 200 studenti molto combattivi, insoddisfatti della situazione e delle risposte poco convincenti date dal Vicedirettore. Al termine dell’assemblea è stata votata a larghissima maggioranza una mozione proposta dal collettivo le cui richieste sono: ritiro immediato della seconda rata per l’anno prossimo, una tassa unica secondo le fasce di reddito con un tetto massimo di 500 euro, l’abolizione dell’obbligo di frequenza, la validità degli esami sostenuti, il ritiro delle controriforme universitarie. Oltre a ciò spiegava la necessità di impostare la lotta su una serie di inziative via via sempre più radicali fino al ritiro della seconda rata. Importante è stato il voto di adesione allo sciopero del 15. Dato che la Cgil non ha organizzato nulla a Milano, abbiamo pensato di convocare un breve corteo degli studenti di Brera, dalla sede dell’Accademia fino alla sede del Corriere della Sera. Hanno aderito all’iniziativa un centinaio di studenti. Slogan combattivi contro il direttore, contro Berlusconi e di richiamo all’unità studenti-lavoratori hanno caratterizzato la manifestazione. Una piccola delegazione si e’ poi recata negli uffici del Corriere per spiegare ai giornalisti la situazione presente in Accademia, il che ha fruttato un articolo il giorno seguente.

Queste prime mobilitazioni ci permettono di fare alcune considerazioni: chi, come il Direttore e la sua cricca, pensava di poter continuare a peggiorare le condizioni di studio senza ottenere una reazione di protesta degli studenti, si sbagliava. Un settore di studenti non ancora maggioritario ma sicuramente significativo ha rialzato la testa ed e’ pronto a mobilitarsi in difesa dei propri diritti. Il Direttore sente la pressione, ed è stato costretto a convocare un’assemblea in cui demagogicamente ha dato ragione agli studenti ed ha promesso l’istituzione di alcune commissioni per l’analisi della situazione di Brera. Ovviamente non ci bastano queste promesse ma dovremo andare avanti: sappiamo che la lotta sarà lunga e dovremo coinvolgere sempre più studenti, perché solo un reale movimento di massa ci potrà permettere di vincere questa battaglia.

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