Breadcrumbs

 Unire le lotte e sconfiggere la Gelmini
 
Dopo lo sciopero nazionale della scuola del 30 ottobre si è aperto un dibattito nelle scuole e nelle università su quale strada percorrere per costringere il governo ad abrogare il decreto Gelmini. La splendida riuscita dello sciopero ha dimostrato non solo la portata del movimento che si è messo in moto contro queste controriforme, ma ha anche smentito quanti negli ultimi anni vedevano le scuole e gli atenei come dei veri e propri contenitori di passività.

La realtà è ben diversa e il protagonismo studentesco delle lotte di queste settimane lo dimostra. Dopo anni di selezione di classe e di sbarramenti al diritto allo studio tra gli studenti si è aperta una discussione politica che molti temono possa generalizzarsi: dal governo, che è stato costretto a fermare la proposta di controriforma dell’università “in attesa che si calmino le acque”, al Pd che cerca di deviare su un binario morto questa mobilitazione attraverso la proposta di un referendum e la molta retorica sulla meritocrazia, passando per l’estrema destra le cui squadracce fanno calare definitivamente la maschera a una lotta che non è “bipartisan” ma contro questo governo.

Questa lotta, dunque, non è il prodotto dei soli attacchi della destra ma di anni di controriforme che hanno saccheggiato l’istruzione pubblica per permettere solo alle fasce più alte della società di avere un’istruzione di qualità.

L’approvazione del decreto Gelmini pone una nuova sfida a questo movimento e a tutti gli attivisti che vogliono organizzare la lotta fino in fondo nel proprio luogo di studio o nel proprio territorio. Come Csp-Csu ci facciamo promotori dell’apertura di un dibattito su quale espressione nazionale debba darsi il movimento e attraverso quale piattaforma unificare le lotte degli studenti e dei lavoratori di scuola e università.

Pensiamo che il movimento debba preparare la riuscita dello sciopero nazionale dell’università del 14 novembre  e lanciare un’assemblea nazionale di lotta dove si discuta di come coordinare in tutto il paese le mobilitazioni che attraverseranno questa data e le successive, come, ad esempio, quella dei metalmeccanici del 12 dicembre. E’ sotto gli occhi di tutti infatti come la natura classista degli attacchi che stiamo subendo faccia emergere la necessità di unificare tutte le lotte, siano esse studentesche o dei lavoratori.

Questo è il presupposto perché si allarghi il fronte di una lotta che necessariamente dovrà resistere un minuto più del ministro: perché questo sia possibile tutte le scuole e gli atenei che stanno lottando debbano coordinarsi perché le mobilitazioni, per quanto generose, non rimangano isolate.

Come Csp-Csu pensiamo che solo una partecipazione democratica di tutte le realtà in lotta possa porre le basi di una piattaforma in difesa del diritto allo studio e contro la selezione di classe per cui gli studenti possano coscientemente lottare.

Parteciperemo all’assemblea del 15 novembre all’università Sapienza di Roma dove faremo appello per costruire un coordinamento di tutte le realtà anti Gelmini-Tremonti attorno a una piattaforma che per noi ha questi punti irrinunciabili:

1.    Ritiro dei provvedimenti Gelmini-Tremonti, contro i tagli indiscriminati all’istruzione pubblica, contro la logica delle fondazioni e la dequalificazione della didattica dalle elementari all’università (Legge 133/08 e DL 137/08).

2.    No all’autonomia finanziaria e didattica sia nelle università che nelle scuole. Gran parte dell’aumento delle tasse e dei costi di studio dipendono da questa legge. Che lo Stato si faccia carico dell’istruzione pubblica.

3.    Abolizione della legge di parità scolastica e di ogni forma di finanziamento alle scuole private.

4.    No all’abolizione del valore legale del titolo di studio: una laurea o un diploma nelle grandi città deve valere come nelle periferie. Ogni luogo di studio deve essere un’ “eccellenza”.

5.    Accesso gratuito ad ogni livello di istruzione, unica forma per garantire a tutti l’accesso alla cultura, anche ai figli dei lavoratori dipendenti. No al numero chiuso e a ogni forma di sbarramento didattico.

6.    Rimozione del lavoro precario nelle scuole e nelle università. Tutti i contratti precari devono essere convertiti a tempo indeterminato.

7.    I soldi per finanziare l’istruzione si prendano dalle spese militari, dai fondi perduti ai banchieri e alle aziende e dalle laute tasche dei baroni. Basta con la demagogia sulla meritocrazia!

8.    Dimissioni dei ministri Gelmini e Tremonti

Per una istruzione pubblica, laica, gratuita, di massa e di qualità!
Unità studenti e lavoratori
Fermiamo il paese: sciopero generale!

Facciamo appello a tutte le realtà e gli studenti che condividono questa piattaforma a sostenerla e farla propria nelle lotte che si preparano in futuro.


Prime adesioni

Collettivo universitario Pantera (Milano)
Csu di Napoli
Csp di Ciampino e Castelli (Roma)
Csp di Aversa (Caserta)
Csp L.C. Romagnoli (Parma)
Csp ITC Melloni (Parma)
Csu di Parma Collettivo universitario Autunno caldo (Bologna)
Csp di Bologna
Csp di Sassari
Csp di Crema
Collettivo universitario Locomotiva (Messina)
Collettivo Cpu Scienze Politiche (Messina)
Csp di Lodi
Csp di Pavia

Per aderire: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 3408512880 - 3343343472

Leggi anche:

Joomla SEF URLs by Artio