Breadcrumbs

No allo sgombero del Mario Lupo!

del C.S.U. di Parma

Nel quadro del piano di interventi che l’Amministrazione Comunale di Parma prevede in diversi punti della città, c’è anche il progetto di farla finita con l’esistenza dell’unico spazio di aggregazione giovanile autogestito della città: lo Spazio Sociale Mario Lupo. Questi interventi non sono assolutamente accettabili non solo perché non tengono conto della capillare e diffusa opposizione sorta spontaneamente nei quartieri attorno alle proposte della giunta, ma soprattutto perché questi interventi sono figli della solita speculazione urbanistica a favore delle aziende appaltatrici private che non tengono conto delle esigenze collettive di verde pubblico e di spazi di socializzazione.

Non possiamo inoltre dimenticare la situazione di abbandono e degrado in cui versano edifici pubblici che potrebbero essere adibiti a edilizia popolare, come primo passo verso la soluzione dell’emergenza abitativa vissuta dai giovani e dalle famiglie operaie di Parma. Diversamente, assistiamo all’arroganza di una giunta di centrodestra complice dei tanti casi di speculazione sugli affitti e sulle abitazioni emersi negli ultimi mesi nella nostra città, in seguito all’arrivo dell’Authority alimentare europea.

Perché difendiamo il Mario Lupo

Negli ultimi tempi, tante sono state le minacce di sgombero del Mario Lupo provenute dalla giunta comunale e dalla circoscrizione di Parma Centro. Il Mario Lupo è uno spazio sociale storico che è servito come centro di aggregazione e di organizzazione delle lotte per almeno 3 diverse generazioni di militanti ed attivisti della sinistra parmense. Un punto va quindi chiarito immediatamente: il Mario Lupo non è proprietà di nessuna giunta cittadina, ma appartiene a quanti, negli ultimi 25 anni, hanno messo l’ex-macello di Piazzale Allende a disposizione dei giovani della città e di quanti cercassero un alternativa politica, sociale e culturale. Per questo motivo, difendere il Mario Lupo significa difendere l’elementare diritto democratico alla libera organizzazione ed espressione politica e culturale.

Organizziamoci!

I centri sociali, come il Mario Lupo, sono nati e si sono sviluppati vicini all’università e nelle zone popolari a dimostrazione della ricerca di un legame diretto con le mobilitazioni e le lotte. Soprattutto negli anni passati hanno giocato un ruolo importante nell’organizzare le lotte dei giovani e dei lavoratori nel proprio territorio. Tuttavia, negli ultimi anni, due processi si sono sviluppati nel panorama dei centri sociali italiani. Da una parte il progressivo allontanamento dalla lotta politica, la trasformazione in “concertifici”, dall’altra un settore che si rinchiude in una logica estremistica, senza alcun rapporto con la popolazione, avendo come unico riferimento la propria area politica o culturale. Il Mario Lupo non ha ancora abbracciato completamente nessuno di questi due “corsi”. Tuttavia, non possiamo non notare una certa autoreferenzialità che spesso accompagna l’attività politica dei compagni. Dal nostro punto di vista, lottare contro la precarietà sui posti di lavoro, contro i tagli allo stato sociale, contro gli attacchi alla scuola pubblica, non significa fare “azioni dirette” contro un’agenzia di lavoro interinale o fare “irruzioni” nella sede del consiglio comunale, ma organizzare e coinvolgere nella lotta i giovani e i lavoratori “in carne ed ossa”. Per questo sarebbe importante, in primo luogo, un lavoro quotidiano di radicamento nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle università, nel sindacato. Le forze e le energie usate per l’ “azione diretta” andrebbero impiegate per discutere, convincere ed organizzare la maggioranza dei lavoratori e degli studenti, per strapparli dalle mani delle direzioni burocratiche del sindacato o dalle idee qualunquiste e dal loro ruolo dannoso. In poche parole, occorre “tornare ai cancelli” delle aziende e delle scuole, discutere pazientemente, partecipare alle lotte e alle manifestazioni senza isolarsi da queste perché hanno metodi o programmi “arretrati”, ma proponendo sempre metodi e programmi alternativi.

Proprio in queste settimane, gli ausiliari dell’Ospedale Maggiore di Parma stanno conducendo una lotta importante contro la precarietà. Se vogliamo lottare per un lavoro dignitoso, il nostro compito è prendere contatti con questi lavoratori, discutere con loro, partecipare alle loro iniziative di lotta, anche quando convocate da Cgil, Cisl e Uil sulla base di una piattaforma concertativa, ma indicando a questi lavoratori un metodo di lotta più efficace (picchetti, scioperi, appelli alla lotta indirizzati verso gli altri lavoratori ospedalieri) e un programma che realmente rivendichi la loro assunzione a tempo indeterminato.

Se i compagni del Mario Lupo vorranno portare avanti questo tipo di iniziativa politica certamente si troveranno al loro fianco, non soltanto i militanti della nostra organizzazione, ma tanti lavoratori pronti a difendere l’esistenza dello Spazio Sociale, perché nel Mario Lupo riconosceranno un centro importante per l’organizzazione e lo sviluppo delle loro lotte.

 

Joomla SEF URLs by Artio