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Un incubo per gli studenti

Questo luglio sono stati consegnati al MURST (ministero dell’Università e della Ricerca scientifica) i dati della maggiore rilevazione sul sistema universitario nazionale mai tenuta fino ad oggi. I risultati sono sconcertanti considerando che la "tanto amata" Autonomia didattica è già sperimentata da ben 10 anni. Solo il 55,9% degli iscritti è in regola con gli studi, mediamente poi il 25% degli studenti abbandona dopo il primo anno e le matricole negli ultimi 2 anni sono diminuite del 6,3%.

Ogni giorno che passa le condizioni dell’Università pubblica peggiorano.
Mai come negli ultimi due anni sono stati sferrati attacchi così consistenti e distruttivi. L’ultimo all’università Statale di Milano è di poche settimane fa: il consiglio del corso di laurea di Lingue ha elaborato la proposta di introdurre l’obbligo di frequenza per gli studenti che si immatricoleranno nell’anno 2001. È chiaro che quello di lingue è solo il primo passo da estendere
poi nel più breve tempo possibile anche a tutti gli altri corsi di laurea dell’università.

Il nuovo Decreto rende

l’università sempre più un privilegio

In occasione dell’uscita del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) sull’erogazione di servizi e borse di studio agli studenti universitari, il tema del diritto allo studio torna a imporsi fortemente al centro delle discussioni negli atenei. Questo provvedimento si porrà perfettamente in linea con una politica di continui arretramenti dell’intervento pubblico, confermando la diminuzione dei finanziamenti statali realizzata a partire dall’inizio degli anni ’90.

Camicia di forza per la formazione universitaria

Che il sistema dei crediti fosse destinato a rappresentare uno dei cardini della controriforma dell’Università ideata da Berlinguer e realizzata da Zecchino, era già da tempo evidente: molto meno chiare erano le implicazioni pratiche di tale innovazione, la quale punta, come obbiettivo finale, a stravolgere l’attuale sistema di valutazioni per scardinare, di conseguenza, l’intero sistema della formazione universitaria. Alcuni documenti apparsi negli ultimi mesi sul sito-internet del Ministero, documenti che riportano testimonianze di esperienze significative d’introduzione dei crediti, contribuiscono (con inconsueta schiettezza) a delineare con più precisione il significato di questo mutamento.

Firenze: Cresce la protesta!

"Ci risiamo, come ogni anno, al cader delle prime foglie il tam tam delle scuole fiorentine annuncia manifestazioni in piazza e prossime autogestioni ed occupazioni." Cosi inizia la lettera di un professore dell’Istituto d’Arte di Firenze indirizzata a noi studenti in lotta. La lettera continua su questo ritmo con continue critiche e riprese al movimento studentesco.

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