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Opponiamoci alla morte progressiva del diritto allo studio universitario!

Risale alla fine dell’anno scorso un provvedimento nazionale che limita fortemente il diritto allo studio universitario. Fra le novità è presente la ridefinizione dei termini per la presentazione della domanda a usufruire di un assegno di studi e/o di un alloggio alla Casa dello Studente.

Anche l’operaio vuole il figlio dottore!

Dal ‘90 ad oggi abbiamo assistito ad un rapido e impressionante peggioramento delle condizioni di studio all’università. L’università di massa, nonostante la demagogia dei mass media, è sempre stata un miraggio. Solo il 3% della popolazione ha una laurea, quando ben il 2,7% è analfabeta. Al peggio comunque non c’è mai limite. I progetti di Autonomia Universitaria (bella parola per dire privatizzazione) introdotti dal ‘90 hanno reso sempre più difficile l’accesso dei ceti meno abbienti all’università. La realtà è che la laurea, con i costi e i tempi necessari per conseguirla, è in questo momento un sogno per la maggior parte dei giovani e un privilegio riservato a studenti più o meno benestanti.

Segnali di fermento negli atenei del Nord-Est!

 Da sempre per gli studenti universitari, ossessionati dagli appelli d’esame o dai lavori stagionali, il periodo estivo corrisponde solo parzialmente a quello vacanziero. Ma negli ultimi anni anche i cervelloni dell’università in estate non si sono dati pace

 

Prospettive fosche per l’università

 

 

Nell’Università di Udine il consiglio degli studenti (organo collegiale di coordinamento fra le facoltà, a potere consultivo) ha prodotto un comunicato sulla bozza Martinotti, sottoscritto da tutti i rappresentanti studenteschi (da Rifondazione Comunista ad AN).

La riforma Martinotti e le prospettive per l’università

 

Negli ultimi anni molti passi in avanti sono stati fatti nell’ università nella direzione dell’ autonomia finanziaria e didattica degli atenei, e purtroppo questo processo non é affatto concluso dato che si stanno preparando delle controriforme ancora più selettive che smantelleranno anche le ultime conquiste del diritto allo studio. E’ importante allora per ogni attivista ed ogni collettivo universitario sviluppare una strategia di intervento per contrastare i nuovi provvedimenti.

Università di Udine: non è che un inizio...

Nel giovane ateneo di Udine è partita l’organizzazione di un collettivo a difesa dell’istruzione pubblica. Dalla sua nascita, questa università friulana era sempre stata ai margini di una qualsiasi attività politica anche in un ambito prettamente universitario, se si escludono sporadiche realtà, nelle quali, tuttavia, i promotori si sono impegnati a salvaguardare piattaforme legate alle singole facoltà di appartenenza.

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