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Quale  mobilitazione contro la guerra?

A Milano la mattina seguente allo scoppio dei bombardamenti 1.000 persone si sono ritrovate di fronte all’università di via Festa del Perdono per congiungersi al corteo cittadino. Lo stesso pomeriggio c’è stata un’assemblea con 500 studenti. In entrambi i casi si trattava di scadenze convocate congiuntamente e con propri volantini dalle diverse strutture organizzate presenti in università: Collettivo Pantera, Rum (Reti Universitarie Milanese di area Disobbediente) e Cantiere (centro sociale più disobbediente dei disobbedienti ma in realtà formalmente diretto dalla maggioranza dei Giovani Comunisti).

Nelle università c’è un crescente malcontento: da settembre a oggi abbiamo visto l’ occupazione di Architettura a Venezia, l’occupazione contro il rincaro delle tasse per le fasce più basse (del 100%) a Cagliari, l’occupazione della casa dello studente a Cassino e Lecce, la vertenza degli studenti baresi contro i tagli allo studio della regione Puglia, l’occupazione di Agraria a Viterbo, e si potrebbe continuare aggiungendone tante altre.

Il mese di dicembre sembra aver portato, nelle università italiane, un nuovo clima di lotta che da tempo sembrava sopito. In molti atenei la protesta degli studenti per la difesa del diritto allo studio, che per ora si sviluppa ancora su basi embrionali, sembra dilagare. Per comprendere da dove nascono i disagi bisogna, però, procedere a ritroso.

Negli ultimi anni le tasse universitarie sono cresciute in maniera sorprendente: se nel 1994 per iscriversi all’università si pagava, in media, 800 mila lire scarse, oggi si pagano 851 euro. I costi di iscrizione sono più che raddoppiati negli ultimi 8 anni. Questi aumenti hanno ovviamente coinvolto tutti, andando però a colpire particolarmente gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito.


Lettere alla redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

…organizzata dagli studenti di Ca’ Foscari per discutere di problemi universitari. Metti che la partecipazione sia inaspettatamente massiccia (150 studenti circa). Metti che tra gli altri ci siano anche gli Studenti Disobbedienti e metti che in un anno sia la prima volta che si degnano di partecipare ad un’assemblea studentesca! Beh, ci credereste? Questa presenza è sufficiente per gettare nello sconforto gli animi più vivi! A fronte di serie proposte di lavoro elaborate dagli studenti convenuti, la folcloristica delegazione disobbediente propone una quanto meno avventata occupazione dell’unica aula studio presente nella sede della Facoltà di Lettere e Filosofia, trasformandola in ripostiglio con annesso bar autogestito! Sembra incredibile ma è la verità! Sì, ma perché? Volontà di apparire? Volontà di conquistare il territorio? Interesse di tutti  gli studenti? Questo no di certo!
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