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Pubblichiamo il resoconto dello stato delle mobilitazioni studentesche in varie città.

Firenze

A Firenze le mobilitazioni sono partite prima che in altre zone d’Italia e forse già ci permettono di fare i primi bilanci. Ricapitoliamo i fatti: il 10 ottobre un primo corteo ha visto sfilare oltre 10mila studenti.

Alla fine del corteo alcune scuole hanno iniziato le occupazioni. Da lì ad una settimana le scuole in occupazione erano 21. Lunedì 13 una sorprendente fiaccolata organizzata da coordinamenti genitori e sindacati della scuola ha portato in piazza oltre 20mila persone. Il 18 è stata poi la volta di un altro corteo studentesco, di circa 5mila studenti.
Ma la data più riuscita è stata senza dubbio quella del 21 ottobre, data di lotta regionale dell’università, a cui si sono aggregati gli studenti delle superiori, e che ha visto sfilare oltre 60mila persone. Attorno a quella data hanno iniziato ad entrare in occupazione le diverse facoltà.
Per la cronaca un polo universitario era già occupato dal 6 di ottobre. Infine il 30 ottobre sono stati oltre 600 i pullman partiti per Roma dalla Toscana, una cifra sbalorditiva. Le prime scadenze di lotta di novembre iniziano però a mostrare, a differenza del resto d’Italia, qualche segno di stanchezza. Iniziano anche, a nostro modesto modo di vedere, a venire a galla alcuni limiti.
Le occupazioni nelle scuole superiori non sempre hanno raggiunto il livello di coordinamento necessario e soprattutto non è emersa una piattaforma di lotta che non si limitasse a contestare la Gelmini ma che entrasse nel merito delle proposte che il movimento studentesco deve avanzare.
 Per quanto riguarda l’università è stata posta molta attenzione sulle lezioni di piazza e sulle 24 ore no stop di lezione: iniziative simboliche, spesso molto partecipate, ma che basandosi sulla presenza del professorone di turno o dell’ospite famoso, possono finire per limitare la capacità del movimento studentesco di crescere e autorganizzarsi.

di Tatiana Chignola

 

 

Bologna

A Bologna, come in molte altre città, la mobilitazione sta andando avanti ormai da un mese e non da segni di stanchezza. A Lettere, nell’aula occupata, ci sono assemblee quasi quotidiane con partecipazione molto alta.


Martedì 21, giorno in cui il Senato Accademico si esprimeva sul decreto, c’è stato un picchetto di circa 2mila persone che poi hanno sfilato in corteo nel centro della città fino alla stazione centrale dove hanno occupato il primo binario. Per il 17 ottobre, giornata di sciopero nazionale dei sindacati extra-confederali, ci sono stati cortei e picchetti spontanei in molte scuole superiori. Nel pomeriggio studenti medi e universitari si sono uniti in una grande assemblea in Piazza Maggiore, che poi è sfilata in corteo per le vie del quartiere universitario. La giornata che sicuramente ha segnato un ulteriore passo in avanti in questa mobilitazione è stata quella del 30 ottobre.
A Bologna c’è stato un corteo di circa 30mila persone tra studenti universitari, medi e insegnanti. Dopo aver sfilato per le vie del centro, la testa del corteo ha deviato verso la sede di Confindustria, anziché concludere in piazza Maggiore. Nonostante la polizia abbia caricato i manifestanti, per non far raggiungere l’obbiettivo, il corteo non si è disperso, anche se a continuarlo sono stati in gran parte universitari (circa 3-4 mila), ma ha continuato per i viali che circondano Bologna fino ad arrivare alla stazione, dalla quale siamo ripartiti per arrivare in piazza Maggiore alle 17.30 (7 ore e mezzo di cammino!) Come Csp-Collettivo Autunno Caldo (il collettivo di recente nato all’università) abbiamo fatto uno spezzone e abbiamo distribuito migliaia di copie di volantini con i nostri slogan, così, alle 16 del pomeriggio, quando tutti eravamo stremati, continuavamo a sentir gridare dalla testa del corteo le nostre parole d’ordine!
Per far sì che questa straordinaria mobilitazione vada avanti fino al ritiro del decreto Gelmini, dobbiamo generalizzare la lotta. Per questo, oltre ad essere presenti nelle scuole e nelle facoltà, andremo anche davanti alle fabbriche, ai call center, ai supermercati per spiegare che gli attacchi alla scuola pubblica e quindi agli studenti, sono attacchi a tutti i lavoratori e che a questo bisogna rispondere con lo sciopero generale di tutte le categorie.

di Gemma Giusti


Caserta

Giovedi 30 Ottobre siamo intervenuti al corteo organizzato a Caserta da varie strutture: centri sociali e qualche collettivo studentesco presente sul territorio.


È stato un corteo come da anni non si vedeva, qualche migliaio di studenti ha attraversato la città con uno spirito combattivo che, pur avendo  assistito alla solita “competizione di sound system” (che fra gli studenti produce confusione su quali parole d’ordine difendere), dimostrano un potenziale esplosivo sul quale lavorare per la promozione di un comitato in difesa della scuola pubblica anche a Caserta.
Per questo il Csp di Aversa sta facendo un lavoro sistematico nelle scuole della città, candidandosi a coordinare le singole proteste sulla base di una comune piattaforma e un piano rivendicativo all’altezza dello scontro. Abbiamo invitato gli studenti, in un corteo spontaneo del 29 ottobre, a tenere un presidio per il 30 per discutere e organizzazione le prossime “tappe” di lotta, unica alternativa  valida allo smantellamento dell’istruzione pubblica.
Le nostre proposte su come andare avanti nella lotta sono state ben accolte da un centinaio di studenti, spinti dalla necessità di un confronto e un orientamento preciso.
Il presidio e il corteo sono stati due momenti importanti, ma la lotta deve continuare, abbiamo prodotto locandine e un volantino sul ruolo della destra nel movimento, viste le aggressioni di piazza Navona e Giurisprudenza a Napoli, e i tentativi, che la destra fa ad Aversa, di spoliticizzare il movimento. Il vero salto di qualità sarà una risposta  radicale e di classe così come di classe è l’attacco che il governo ci riserba; è necessario, quindi, unirci agli insegnanti che sono in lotta, e a tutti i lavoratori. Organizzeremo, con questa prospettiva, assemblee aperta ai lavoratori della scuola e non, in preparazione degli scioperi sindacali a partire dal 14 novembre, per costruire un’unità che rafforzi il movimento studentesco.
Continueremo la nostra battaglia lavorando allo sciopero provinciale studentesco.

 

di Margherita Colella


Crema

Mentre il governo taglia fondi alla scuola pubblica la regione Lombardia di Formigoni stanzia, nell’arco di tre anni, 4,5 milioni di euro per la costruzione di una nuova scuola privata di Comunione e Liberazione.

Il finanziamento erogato rientra nelle deliberazioni del consiglio regionale che permettono di destinare una quota dello stanziamento pubblico per l’edilizia scolastica a scuole private, in base alla legge regionale 1/2000. Solo quest’anno i beneficiari di questi finanziamenti pubblici saranno cinque istituti privati a livello regionale per un totale di 2.900.000 euro, di cui 1 milione per la scuola di CL a Crema, mentre per l’edilizia scolastica delle scuole pubbliche nella provincia di Cremona è stata stanziata la misera cifra di 400.135 euro. è da anni ormai che la regione Lombardia attraverso i buoni-scuola finanzia indirettamente gli istituti privati per poi passare ad un’erogazione diretta di denaro pubblico alle scuole private.
Nel territorio cremasco Rifondazione Comunista e il Comitato in difesa della Scuola Pubblica sono impegnati a contrastare questo vergognoso finanziamento regionale alle scuole private. Anche a Crema stiamo assistendo all’inizio di un movimento: in occasione dello sciopero della scuola del 30 ottobre hanno manifestato per le vie cittadine centinaia di studenti e, seppur non possiamo ancora parlare di mobilitazione di massa, sono state poste le basi per un rilancio della lotta anche nella nostra città. Per unire le istanze di studenti, lavoratori della scuola e genitori nella comune battaglia contro i provvedimenti del governo sulla scuola è stato costituito un Coordinamento di lotta cittadino che, nell’autonomia delle realtà presenti e sulla base di una piattaforma condivisa, porterà avanti le prossime iniziative. Ci stiamo organizzando per lottare e lottiamo per vincere!

di Andrea Bettinelli (responsabile Prc Crema scuola e movimento studentesco)

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