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Si terranno il 7 ottobre le elezioni presidenziali venezuelane. A Chavez si contrappone Henrique Capriles, membro di una delle famiglie più ricche del Venezuela e fondatore del partito conservatore Primero Justicia nel 2000. Nello stesso anno Capriles durante il golpe del 2002 guida l’assalto all’ambasciata cubana. Il pm Danilo Anderson che lo accusa di crimini contro la Repubblica salta in aria con un’autobomba nel 2004.

Lo scorso lunedi 21 maggio è stato sventato un attentato contro la vita del compagno Abraham Rivas. Rivas è il segretario generale del Sindacato nazionale dei lavoratori di Helados Efe (Sinatrasohe), nonché segretario generale della  Federazione nazionale del settore alimentare (Fenactralbeca, di recente costituzione), che organizza i lavoratori in 21 aziende diverse appartenenti al Grupo Polar. Rivas è anche un attivista rivoluzionario bolivariano e un sostenitore della tendenza marxista  Lucha de Clases.

Sono passati dieci anni da quell’11 aprile del 2002, quando in Venezuela capitalisti, proprietari terrieri, banche e gerarchie ecclesiastiche – l’oligarchia del paese – deponeva il presidente Hugo Chavez, eletto a larga maggioranza nel 1998, sulla base di un programma che, per il solo fatto di porsi obiettivi di riforme minime, come ad esempio la riforma agraria e il maggior controllo sulla burocrazia a capo della compagnia petrolifera Pdvsa, entrava apertamente in conflitto con gli interessi dell’oligarchia stessa e dell’imperialismo a cui questa era ed è legata a doppio filo.

Torna al centro delle polemiche la rivoluzione venezuelana. Sull’onda della notizia di un possibile esilio del leader libico Gheddafi a Caracas, la stampa borghese è tornata a scagliarsi contro il processo bolivariano. E le manifestazioni di appoggio del presidente Hugo Chavez al regime libico, non hanno fatto che dar materiale ai pennivendoli nostrani per screditare la rivoluzione.

 

Il prestigioso quotidiano economico venezuelano El Mundo ha recentemente rivolto  a Alan Woods una serie di domande che sollevano alcune questioni fondamentali della rivoluzione venezuelana, inclusa l'economia e la questione della proprietà, il ruolo della classe lavoratrice e della borghesia. Pubblichiamo di seguito l' intervista, che è uscita sul Mundo lo scorso 17 dicembre.

Il risultato delle elezioni venezuelane di domenica per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale è stato salutato dalle grida di giubilo dei media borghesi a livello internazionale. E’ presto per un giudizio definitivo sui risultati e non è confermato il sorpasso della destra sul PSUV in termini di voti assoluti. Pertanto il coro assordante di trionfo dei mezzi di comunicazione a livello mondiale è prematuro.
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