Cronache di lotta dalla Statale di Milano - Falcemartello

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Questi ultimi mesi hanno visto una ripresa delle vertenze all’Università degli studi di Milano: dalla mensa, alle pulizie, fino all’occupazione dell’ex libreria Cuem.

Al rientro dalle vacanze estive gli studenti hanno potuto notare una riduzione del servizio della libreria, fino alla sua totale eliminazione, cosa che ha lasciato il monopolio della vendita di libri e cartoleria all’interno dell’università alla Cusl, libreria legata a Comunione e liberazione.

La vecchia cooperativa che aveva in gestione la Cuem è scomparsa dichiarando fallimento, nonostante il bilancio in attivo della libreria, lasciando i lavoratori senza gli ultimi mesi di stipendio, senza Tfr e senza lavoro. Il tutto sotto l’assordante silenzio dell’amministrazione universitaria che, nonostante altre aziende si siano proposte di gestire il servizio, ha preferito eliminarlo completamente.

Il 16 aprile lo spazio è stato occupato da un gruppo di studenti che vorrebbero creare un luogo di studio e di consultazione dei testi, venduti a prezzo base. Il progetto, accettato temporaneamente dall’università come “attività didattica sperimentale”, dovrebbe concludersi il 2 maggio con un eventuale sgombero in caso di resistenza: il buon nome dell’università non può permettersi sperimentazioni del genere, ma può tranquillamente chiudere gli occhi di fronte alla cancellazione di un servizio. Come collettivo appoggiamo questa occupazione e saremo disposti a lasciare quello spazio se la Statale lo userà per creare un servizio di libri in comodato d’uso gratuito per gli studenti, in modo da non spendere 100 euro per ogni esame, ma non possiamo accettare che sia sgomberato per “normalizzare” la situazione.

Intanto vediamo la riapertura, a distanza di un anno, della vertenza dei lavoratori della mensa. Il 31 maggio scadrà l’appalto temporaneo alla Sodexo e il C.I.Di.S. (Consorzio interuniversitario per il diritto allo studio) non ha ancora provveduto ad avviare una nuova gara d’appalto. Inoltre un nuovo affidamento temporaneo è reso difficile dalla necessità di lavori straordinari sia nelle cucine, che nelle due sale: quale azienda prenderebbe in gestione un servizio con la prospettiva di dover spendere fior di quattrini per rimetterlo a nuovo? Di conseguenza il rischio è la chiusura della mensa nel periodo estivo per “lavori”, con conseguente licenziamento dei lavoratori, senza alcuna garanzia di reintegro a settembre.

Un’altra prospettiva che si profila è l’esternalizzazione del servizio cucina, che comporterebbe la riduzione dell’orario di lavoro per alcuni lavoratori e sarebbe un primo passo verso l’eliminazione dell’intero servizio. Tutto questo non accadrebbe se il servizio mensa fosse gestito direttamente dall’università, senza una prospettiva lucrativa sulla pelle di studenti e lavoratori. Con questo obiettivo siamo in lotta a fianco dei lavoratori della mensa.