Gli atenei 'virtuosi' e gli studenti 'sfigati' - Falcemartello

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Nelle prime settimane di aprile l’Alma Mater Studiorum di Bologna è stata animata da un dibattito che ha coinvolto i presidi dei corsi di laurea riguardo un dispositivo dell’ateneo volto a impedire agli studenti di rifiutare un voto d’esame ritenuto inadeguato. In poche parole, gli atenei devono essere “produttivi” e quindi sfornare laureati in tempi brevi. É uno dei criteri predisposti dalla contro-riforma Gelmini per valutare l’efficienza e quindi i finanziamenti statali.

Il polverone sollevato in pochi giorni da questa notizia, tuttavia, ha condotto i presidi ad una linea più flessibile lasciando ai docenti la possibilità di addolcire o meno la norma.

Purtroppo l’esito di questo dibattito non può rassicurarci perchè questo è semplicemente uno dei tanti strumenti di cui gli atenei si vogliono dotare per liberarsi dal peso dei fuoricorso, e se un provvedimento risulta spuntato o troppo maldestro, se ne troverà un altro più efficace!

Alla Sapienza, ad esempio, gli studenti che si iscrivono fuori corso a partire dal terzo anno dovranno pagare una maggiorazione del 50% sulle tasse, oppure concordare con l’università un “tempo parziale”, cioè un persorso irrevocabile che prevede un massimo di 40 crediti all’anno.

Il governo Monti, in linea con il governo che l’ha preceduto, ha imbastito una campagna contro i “bamboccioni” che non si laureano nei tempi e il Ministro dell’Istruzione Profumo, proprio ad un convegno a Bologna, è stato estremamente chiaro a riguardo dicendo che nel nostro paese abbiamo un problema di cultura perchè “non siamo capaci di mantenere i tempi mentre è l’Europa che ce lo chiede” e che i fuori corso rappresentano un costo sociale indescrivibile su cui bisogna ragionare al più presto.

Se esistono i fuori corso non è per qualche motivo antropologico o culturale ma per il fatto che molti studenti sono costretti a lavorare per poter fronteggiare le tante spese per tasse e libri, ovviamente per i fuori sede le spese si moltiplicano per l’affitto di stanze a prezzi da speculazione.

Tutti i governi si sono trovati d’accordo su un punto: se te lo puoi permettere potrai avere un percorso di studi di qualità nelle migliori università, se invece la tua condizione economica non te lo permette barcamenati come puoi, nel minor tempo possibile e senza avanzare troppe pretese.

Questo è il calibro dei “ragionamenti” che ci potremo aspettare, sta a noi organizzarci e rispedirli al mittente!