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Dal 29 luglio al 3 agosto la Tendenza marxista internazionale (Tmi) ha svolto ad Atene il proprio congresso mondiale. Sei giorni di discussioni intense a chiusura di un percorso che ha coinvolto nei mesi precedenti l’insieme dei compagni che aderiscono alla Tmi, di cui FalceMartello è la sezione italiana.


Una partecipazione record, con più di 250 compagni presenti da 28 paesi diversi, a partire da quelli europei, fino ad arrivare agli Stati Uniti, al Brasile, al Pakistan, ecc.
Al centro della discussione c’è stata, e non poteva essere altrimenti, l’analisi della crisi del capitalismo, la caratterizzazione dell’epoca in cui viviamo e i compiti che ne derivano. Non solo la crisi prosegue, con un rallentamento della crescita anche per paesi come la Germania e i Brics, ma si traduce in una fase di instabilità politica e sociale, diplomatica e militare, come ha sottolineato Alan Woods introducendo i lavori e facendo riferimento all’Ucraina e a Gaza, testimonianze della crisi dell’imperialismo e dell’egemonia degli Usa.
Per l’area euro si prospetta un processo prolungato di crisi, politiche di austerità e attacchi alla classe operaia e alle giovani generazioni. Non basteranno le mobilitazioni e la generosità della classe operaia, come dimostra il caso greco, a costruire un’alternativa degna di questo nome e non farsi tentare, come invece si appresta a fare Syriza, dalle sirene governiste.
Ampio spazio nella discussione è stato dedicato alla Spagna, che da anni è luogo di un processo di radicalizzazione che si è espresso in manifestazioni di massa e nell’affermazione delle forze della sinistra alle elezioni europee. La proposta che la Tmi avanza a partire dal lavoro di
Lucha de classes (sezione spagnola della Tmi) è quella di proporre un fronte unico della sinistra a Podemos e Izquierda unida, sulla base di un programma rivoluzionario.
Particolare importanza è stata data alle vicende ucraine, anche grazie alla partecipazione, per tutta la durata dei lavori del congresso, di un compagno di Borotba, organizzazione che si è fatta conoscere per l’opposizione al governo di Kiev su una linea di classe. All’Ucraina è stata dedicata una sessione speciale: il congresso ha approvato delle tesi che analizzano puntualmente i nodi politici degli eventi e una risoluzione che impegna la Tmi a rafforzare e promuovere iniziative a sostegno della resistenza antifascista in Ucraina.
Un congresso è anche un bilancio del lavoro politico fatto. Da questo punto di vista, ancora di più che rispetto al dibattito politico, è impossibile rendere giustizia alla mole di esperienze trasmesse. Vale la pena innanzitutto segnalare l’eccezionale intervento dei nostri compagni britannici, che sono stati in grado di costruire un insediamento significativo nelle università, attraverso il lancio delle Marxist societies. In Brasile Esquerda marxista è intervenuta con successo nelle mobilitazioni esplose durante i mondiali già a partire dal 2013, con una campagna in difesa del trasporto pubblico, della sanità e dell’istruzione, ma anche contro la repressione che si è scatenata in seguito alle proteste.
In Pakistan, in condizioni infernali, tra sfruttamento e reazione aperta, la Tmi vanta la presenza di un’organizzazione riconosciuta come la più importante forza della sinistra pakistana per autorità e radicamento.
Dal congresso è emerso un orientamento generale per i diversi paesi: essere in grado di connettersi con l’ambiente di radicalizzazione crescente che riguarda in particolare le giovani generazioni, ben sapendo che per ora l’obiettivo è quello di rivolgersi alle avanguardie per trasmettere e sviluppare il patrimonio delle idee marxiste e armare i propri militanti per l’intervento quotidiano nelle mobilitazioni che verranno.
È un lavoro che non cominciamo oggi, ma che ora inizia a connettersi ad un contesto che rende possibile un’accelerazione significativa per la costruzione delle nostre forze, con l’entusiasmo e l’ottimismo di chi è fiducioso nelle proprie idee e vuole metterle a verifica, elementi che hanno reso questo congresso un appuntamento tutt’altro che ordinario!

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