Superata la legge Rivola - Falcemartello

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ma non mancano le ragioni

per essere insoddisfatti

Neanche un soldo alle scuole private!

 

Il 26 luglio scorso la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha varato una nuova legge sul diritto allo studio, la legge "Bastico", che deve rimpiazzare la celebre "Rivola" in vigore dal 1999, che a suo tempo fece da apripista al finanziamento in grande stile delle scuole private.


Contro questa legge nel febbraio ‘99 avevano manifestato a Bologna decine di migliaia di persone.

Inoltre il Prc, con l’appoggio di Uil e Comitato Scuola e Costituzione, aveva già promosso una richiesta di referendum per abrogare la legge "Rivola", richiesta che aveva raccolto più di 60mila firme (il referendum non si è mai svolto, perché la Giunta non dava mai date utili nelle quali effettuarlo).

La nuova norma, se da una parte fa passi indietro rispetto all’"audacia" della precedente, dall’altra continua a far "..permanere finanziamenti alle scuole materne private sotto forma di sostegno a progetti, forniture, formazione dei docenti, nonché la previsione di altri possibili contributi cui sono lasciati spazi aperti qua e là tra le maglie dell’articolato" (Liberazione, 18/08/2001, pag.16).

Del resto, questo risultato era prevedibile: Rifondazione ha infatti deciso di rinunciare, sin dalla costituzione del comitato per il referendum, a chiedere l’abrogazione di quelle parti della legge relative al finanziamento generico alle scuole dell’infanzia, e in Regione ha votato a favore della nuova legge.

Questo ragionamento è frutto di una logica che vede come prioritarie per il partito il mantenimento dell’alleanza, a livello regionale, con il centrosinistra, che ha al suo interno forze politiche fautrici della privatizzazione della scuola e di interessi che ben poco hanno in comune con quelli dei lavoratori.

Nello stesso comitato referendario la presenza della Uil aveva il preciso significato di moderare le posizioni di chi lottava contro ogni forma di finanziamento alle scuole private, e la legge "Bastico" è appunto frutto di un compromesso: di fronte a una serie di passi indietro positivi ma non così significativi rispetto alla "Rivola", ne mantiene la parte che concede alle singole province la facoltà di finanziare qualunque tipo di scuola dell’infanzia, comprese appunto quelle private.

La "Bastico", in un modo o nell’altro, porta avanti la logica della parità scolastica, e lo fa con l’appoggio di una forza politica, di cui facciamo parte, che si fa paladina della scuola pubblica; e allora ci chiediamo in che situazione il Prc possa far valere il diritto dei lavoratori e degli studenti a una istruzione pubblica laica e di qualità, se nella sede dove vengono "forgiati" gli attacchi a questi diritti, non apre bocca per denunciare una legge del genere, anzi la presenta come una vittoria.

Ma questo è il comportamento di chi si culla nell’ illusione di poter "influenzare a sinistra" la Giunta regionale, e invece si fa trascinare verso destra; con la differenza che il Prc, al contrario di tutte le altre forze al governo in Emilia–Romagna, aveva fatto della lotta alla "Rivola" e alla parità scolastica una delle sue bandiere.

E’ una dimostrazione più che sufficiente di come stia fallendo la politica del partito nelle regioni dove si continua a portare avanti una alleanza che a livello nazionale ha già così tanto nuociuto, dimostrando la sua impraticabilità e i suoi limiti.