La rivoluzione permanente di Lev Trotskij - Falcemartello

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Sta per uscire il libro

 

Nelle prossime settimane sarà disponibile una nuova edizione della Rivoluzione permanente di Lev Trotskij. Abbiamo deciso di impegnarci nella ripubblicazione di questo classico non solo perché in Italia non si ristampava da tempo immemorabile, ma perché crediamo che fornisca una chiave insostibuibile per la comprensione della realtà del capitalismo attuale e delle prospettive rivoluzionarie della nostra epoca. Questa teoria ci fornisce un punto di partenza insostituibile per comprendere la realtà degli attuali rapporti mondiali, cioè dei rapporti fra gli Stati (paesi imperialisti, paesi sottosviluppati), sia fra le classi, e lo fa partendo da un’analisi generale e complessiva, che mette al centro il capitalismo come sistema mondiale.

Per vent’anni e più ai paesi poveri del mondo è stata raccontata a favola della globalizzazione che avrebbe portato sviluppo per tutti. Oggi vediamo un mondo nel quale un miliardo e 300 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno, e circa 3 miliardi sono sotto la soglia dei due dollari.

Sappiamo già qual’è la risposta del pensiero liberale borghese di fronte alle crescenti contraddizioni su scala mondiale. Esso vede nei paesi coloniali semplicemente dei paesi “in via di sviluppo”, i quali, se aiutati con le giuste politiche di libero commercio, prima o poi giungeranno anch’essi al regno del benessere. Il riformismo socialdemocratico segue, su questa come su tutte le altre questioni, passo per passo il pensiero borghese.

La “scienza” e la politica borghese hanno una risposta semplice alle questioni poste dai crescenti squilibri internazionali. La concezione borghese si riduce a catalogare i paesi suddividendoli fra “paesi sviluppati” e paesi “in via di sviluppo”, come se ogni area del mondo non dovesse fare altro che salire disciplinatamente una scala che immancabilmente conduce verso l’alto, verso la ricchezza e la prosperità.

Certo, questo quadro idilliaco, questa “scienza” così ipocrita si scontra con alcuni ostacoli inattesi. Per esempio, i paesi “in via di sviluppo” invece di svilupparsi precipitano nel baratro del debito e della povertà, e in tale spirale vengono risucchiati anche paesi in passato prosperi, come testimonia il caso argentino. Ma alla sapienza ufficiale questo non importa molto: si tratta solo di “spiegare” ai governi di questi paesi quanto sia vantaggioso aderire ai principi del libero commercio, aprirsi alla penetrazione dei paesi imperialisti, abbandonare le vecchie e sorpassate utopie, e allora tutto andrà per il meglio. E chi proprio non vuole capire, prenda buona nota delle guerre che a intervalli regolari l’imperialismo, a partire da quello Usa, scatena contro questo o quello “Stato canaglia”!

I riformisti non fanno che riecheggiare le stesse posizioni, limitandosi ad aggiungere un po’ di confusione e una ulteriore dose di ipocrisia: globalizzazione sì, basta che sia “governata”… Guerre sì, ma, per carità, senza “unilateralismi”, solo “umanitarie” e sotto l’egida dell’Onu…

Ma ora il quadro sta cambiando e vediamo una vera e propria esplosione dell’equilibrio del capitalismo su scala mondiale. Dopo anni nei quali i paesi del mondo ex coloniale sono stati sfruttati brutalmente e completamente sottomessi alla volontà delle grandi potenze, torna a svilupparsi un forte movimento di massa, dal Medio oriente al Venezuela.

Per la prima volta da decenni vediamo un processo di radicalizzazione e di ascesa della lotta di classe che può portare decine e centinaia di migliaia di giovani, di lavoratori, di attivisti politici e sindacali a mettere al centro della loro vita la lotta contro il capitalismo. E non a caso vediamo una forte ricerca di spiegazioni e analisi che possano illuminare il processo in corso.

A questa ricerca è nostro dovere partecipare, proporre la spiegazione marxista della crisi del capitalismo, delle guerre, della crisi di questa società e soprattutto delle prospettive rivoluzionarie della nostra epoca.

In molti settori della sinistra che si considera “antagonista” (con quanto fondamento è un’altra questione) è di moda irridere il marxismo e in generale qualsiasi tentativo di giungere a un approfondimento teorico dei processi in corso. Ma sappiamo bene per la nostra diretta esperienza come lo snobismo intellettuale di questi settori non corrisponda affatto alla sincera ricerca di spiegazioni e di conoscenza che attraversa i migliori attivisti in tutti i movimenti di lotta, e in particolare fra i lavoratori. È a loro che ci rivolgiamo con la certezza che pubblicazioni come queste ci aiuteranno a sviluppare quella discussione e quella comprensione che sono indispensabili a chi voglia orientare la propria azione e la propria lotta nelle condizioni attuali.

Il libro avrà un prezzo di copertina di 10 euro. Se ordinate il libro presso la redazione sarà possibile acquistarlo al prezzo speciale di solo 8 euro. Per prenotare la propria copia è sufficiente chiederlo ai nostri diffusori, mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonare allo 026480488. Il libro verrà consegnato a mano o spedito in contrassegno (2,70 euro di spese di spedizione).