La sicilia nella morsa della destra - Falcemartello

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Crisi politica ed emergenza rifiuti

L’emergenza rifiuti esplosa a Palermo dimostra tutta la gestione scellerata e l’arroganza della destra al governo della città. La protesta dei lavoratori dell’Amia, la municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti, è scoppiata perché da tempo non ricevevano lo stipendio e non avevano a disposizione mascherine, guanti e altra attrezzatura.

 La crisi di liquidità di Amia non è frutto del caso. Di recente infatti è venuto alla luce un debito di 150 milioni di euro, frutto della gestione allegra di Vincenzo Galioto, ex presidente dell’azienda, intimo del sindaco Cammarata ed attualmente senatore del PdL. Tale gestione allegra è oggetto di un’indagine della procura della repubblica di Palermo, basti pensare alle missioni negli Emirati arabi uniti dove si spendevano decine di migliaia di euro a persona per capire di cosa si tratti.

Un’appropriazione privata della cosa pubblica che grida allo scandalo, le cui conseguenze sono state pagate, oltre che dai lavoratori dell’Amia, dai cittadini di Palermo che hanno visto aumentare la tassa sui rifiuti del 35% un anno fa. Tassa che oggi si propone di aumentare ancora.

Ora è intervenuto Bertolaso che ha pensato bene di inviare l’esercito in città per rispondere alla situazione di emergenza ma anche per militarizzare il territorio.

Sappiamo comunque a cosa sono servite le emergenze rifiuti in altre parti del paese, e la Campania insegna: l’entrata dei privati nella gestione del servizio è un pericolo reale. In questo senso non crediamo che solo cittadini esasperati siano stati coinvolti nell’incendio dei cassonetti e dei mucchi di spazzatura, ma anche personaggi legati a certi interessi “particolari” nello smaltimento dei rifiuti.

Sempre in queste settimane è scoppiata la crisi alla Regione siciliana, emblematica della lotta all’interno del centro-destra. Raffaele Lombardo  non è un campione di etica e morale, è stato eletto solo un anno fa coi voti dell’attuale PdL e dell’Udc oltre a quelli del suo partito. Forte della sua posizione e temendo di essere messo all’angolo da una parte della sua maggioranza, cerca di fare leva sul populismo e sul federalismo per mantenersi saldo al potere. In questa sua azione trova l’appoggio di una parte del PdL e, soprattutto della Confindustria siciliana che regala un assessore alla nuova giunta, priva dell’Udc,  del governatore del Mpa. Le elezioni europee non fanno chiarezza: Lombardo perde otto punti rispetto alle regionali dell’anno scorso ma anche il Pdl subisce un tracollo.

Il duello sarà prolungato e non è facile dire chi vincerà, ma di sicuro sappiamo che in questo scontro non c’è da schierarsi né da una parte, nè dall’altra. Ancora una volta il Pd dimostra di non rappresentare una reale alternativa, nonostante le candidature di Crocetta e Rita Borsellina che però sembrano più specchietti per le allodole. I democratici governano infatti in numerosi comuni dell’isola con l’Mpa di Lombardo (che, ricordiamo, alle europee era in un cartello elettorale con la Destra di Storace). Davanti alla crisi economica che devasta la Sicilia nessun parlamentare all’Assemblea regionale siciliana ha intenzione di rappresentare e far valere gli interessi dei lavoratori, che pure protestano da Termini imprese ai Cantieri navali di Messina. Questo compito, oggi più che mai, può e deve spettare al Partito della rifondazione comunista.


* Comitato politico federale Prc Palermo