Ecco la sinistra di Rifondazione Comunista - Falcemartello

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Grande partecipazione all’assemblea nazionale di FalceMartello: 143 le compagne e i compagni presenti da 29 federazioni, 43 interventi nel corso dei due ricchissimi dibattiti “La nostra battaglia per la svolta a sinistra” e “Crisi, conflitto e prospettive per la rifondazione” introdotti rispettivamente da Alessandro Giardiello della direzione e Claudio Bellotti della segreteria nazionale, le cui relazioni sono reperibili, insieme allo streaming dell’incontro sul nostro sito www.marxismo.net.

Molti compagni hanno insistito sulle resistenze presenti nel partito nel praticare coerentemente nei territori la svolta a sinistra decisa a Chianciano.

Jacopo Renda del Cpn ci ha riportato i timori del vendoliano ex senatore Raffaele Tecce perché il circolo di Ciampino della federazione di Roma ha deciso di rompere con la giunta di centro sinistra temendo che questo potesse avere un effetto a valanga. Renda lo ha rassicurato: “sì, sarà proprio così”.

Simona Bolelli della federazione di Modena, anche lei del Cpn, ha descritto lo stato della sua federazione da quando un compagno della nostra area, Francesco Giliani, è segretario cittadino. Il cambiamento degli equilibri nel circolo cittadino sono stati inizialmente visti con preoccupazione dai compagni della mozione 1. “Oggi stiamo lavorando bene con questi compagni” ha proseguito Simona “e finalemente la segreteria cittadina ha deciso di rompere con la giunta comunale (...) c’è ancora paura a camminare con le proprie gambe, ma grazie alle nostre iniziative alle quali partecipano decine di lavoratori e alle nostre battaglie sindacali cresce la convinzione che non si è soli se si rompe con il Pd, si è in compagnia di decine, centinaia e poi migliaia di lavoratori che vogliono rompere con le logiche concertative e con il perbenismo soffocante”.

Anche a Parma il partito si avvia ad una rottura con la giunta provinciale in concomitanza con il voto sul bilancio preventivo. Andrea Davolo, responsabile lavoro del Prc di Parma, ha offerto spunti di riflessione interessanti: “in poche settimane abbiamo determinato la svolta a sinistra del partito e questo ci è riconosciuto da tutti (...) 16 presidi nel corso della campagna verso lo sciopero generale e una assemblea sulla crisi economica, più di quanto il partito non era mai riuscito a fare in tutti questi anni. (...) Avviata interlocuzione anche con settori operai che si erano schierati con Vendola a causa dell’inadeguatezza e della debolezza del partito nella fase politica attuale e che oggi ci dicono ‘quel progetto della sinistra non mi interessa più perché questo è ciò che io ho sempre pensato dovesse essere il partito’.”

Poi gli interventi dal sud. Antonio Erpice di Caserta ha messo il dito nella piaga: “assistiamo all’entrata nel nostro partito di interessi materiali alieni al proletariato, una forza vitale e potente che agisce fra un settore significativo del nostro partito”.

Ma è emerso anche la durezza e la fatica dell’intervento dei comunisti: la crisi morde e non lascia spazio per le chiacchere. Come ha detto Mario Sannino di Napoli “il Sud è distrutto, io, lavoratore calzaturiero di una fabbrica sotto i 15 dipendenti, la crisi la sto già pagando e non da ora (...) Perché sono comunista? Ho lasciato gli studi a 12 anni, ne ho trentasei, in 24 anni di fabbrica ho 5 anni di contributi. Il comunismo è fatto di queste persone, di questo collettivo che non ha paura, non dobbiamo avere paura, il nostro compito è arduo (...) ai padroni dico ‘io sarò sempre vostro nemico’ ”.

Masijd Aoudagh Abdel operaio marocchino che lavora a Brescia ha parlato della coerenza e dell’etica comunista, tanto importante in un paese come quello da cui lui proviene nel quale si muore per essere comunista e tanto importante anche qui, nelle grandi e nelle piccole cose, per costruire su basi solide fra i nostri compagni sfruttati.

Infine Antonio Santorelli di Napoli, ci ha ricordato l’intervento, all’assemblea nazionale della Fiom sulla sicurezza, della moglie di un operaio dell’Ilva di Taranto morto nel ’96. “Un intervento bellissimo” e un grido di dolore a Rinaldini e al gruppo dirigente Fiom: “Fate il sindacato!”. Antonio ci ha esortato a mettere al centro della nostra battaglia “il salario, la salute e la dignità dei lavoratori, il partito deve essere aperto ai problemi della gente, a partire dai lavoratori e dalle lavoratrici”.

È doveroso un ringraziamento a tutti i compagni che hanno partecipato, che hanno lavorato per la buona riuscita dell’evento e in particolare al segretario della federazione di Roma, Giuseppe Carroccia, che, durante la pausa pranzo, è venuto a portarci il saluto della federazione.

Un’assemblea straordinaria: emerge forte e chiara la necessità della sinistra del Prc e del lavoro dei compagni della nostra area per la sopravvivenza del partito e dei suoi settori più vitali e dinamici verso una nuova Rifondazione Comunista al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, degli studenti, delle donne, degli immigrati e di tutti gli sfruttati. Avanti compagni, non è che l’inizio!

17 dicembre 2008