Federazione della sinistra - Apoteosi dell’unità e… della paralisi - Falcemartello

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Il 25 marzo scorso si è riunito per la seconda volta dalla sua elezione (o meglio, nomina) il consiglio nazionale della Federazione della sinistra. Una forza davvero anomala la federazione, dopo due anni di “percorso”, ancora al congresso non s’era deciso il portavoce definitivo, ma ci s’era dati altri tre mesi di “percorso”, nel quale vigeva ancora il criterio della rotazione del portavoce fra i segretari dei quattro soci fondatori.
Ad esso sarebbe succeduta una vera elezione nel consiglio nazionale, ovviamente attraverso il metodo del consenso, quindi il passaggio elettivo è sempre mediato dal fatto che per statuto i soci fondatori devono essere d’accordo.
Sicuramente i nostri pazienti lettori si sono persi…
Consolatevi: si sono persi anche i soci fondatori. Fra corsi e ricorsi e percorsi alla fine l’accordo non s’è trovato.
Su 120 componenti il consiglio nazionale il nuovo portavoce, Massimo Rossi, è stato votato con 44 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto. Non partecipazione al voto di Socialismo 2000 e di Lavoro e Solidarietà dichiarato in consiglio con argomentazioni evasive: la proposta è calata dall’alto dai due partiti (Prc e Pdci), non c’è la volontà di costruire l’integrazione delle forze della Federazione, infine è circolata un’allusione all’eccessiva indipendenza di Rossi dal centro sinistra.
L’area del Prc Essere Comunisti ha manifestato il suo dissenso non partecipando alla riunione, e nei giorni successivi è apparsa online una dichiarazione ufficiale nella quale punta il dito contro la scelta di una figura (Rossi) senza esperienza di direzione nazionale.
“Senso di responsabilità” di Lavoro e solidarietà e Socialismo 2000 vuole che non si contesti l’elezione di un portavoce senza i voti necessari, ma la domanda sorge spontanea: che razza di unità è questa se non si è d’accordo su nulla, votando alla paralisi persino questa parvenza di struttura?
La nostra area ha espresso un voto contrario al portavoce: la Federazione è un insieme di contraddizioni che può giocare un ruolo politico a patto di qualificare il suo profilo quale punto di riferimento del conflitto di classe. Abbiamo proposto che il segretario del Prc, Paolo Ferrero, che crede nella Federazione, così come è stata concepita, dovesse prendersi la responsabilità di esserne portavoce contro i veti delle altre forze e dimostrare la possibilità di far uscire dall’attuale impasse la federazione. Rinunciare a questa battaglia e adattarsi ai veti significa accettare la paralisi. È un’avventura irresponsabile affidare a un compagno come Rossi, per quanto bravo, con una esperienza di amministratore di un piccolo centro (sindaco di Grottammare, 15mila abitanti, poi presidente della provincia di Ascoli Piceno) un compito simile.
Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative, nel quale la Federazione lotta per la sopravvivenza. L’orientamento di questa lotta, peraltro, non è mai stato discusso da nessuna parte. In tutte le realtà dove si vota, le poche forze militanti e dei gruppi dirigenti sono state impiegate in trattative estenuanti sulle alleanze, con l’obiettivo di garantirci una rappresentanza nelle istituzioni. Come sempre ne esce un quadro a macchia di leopardo, ai più incomprensibile, ma il vero dramma è il progressivo scollamento dal radicamento sociale, dai conflitti reali che si producono, verso i quali il gruppo dirigente nelle migliori delle ipotesi esprime opinioni (contro la guerra, contro le privatizzazioni), ma non si pone neanche il problema di orientare la militanza.
Davanti all’esasperazione del movimento delle lavoratrici e del lavoratori, finalmente la Cgil convoca lo sciopero generale: il consiglio della federazione è riuscito a non dire una parola se non nell’intervento di un compagno nel corso del dibattito! E non parliamo quindi delle battaglie operaie contro la fine della cassa integrazione, i licenziamenti, i contratti separati del commercio e pubblico impiego, del movimento contro la Gelmini, lo straordinario protagonismo degli immigrati che ci offrono un terreno prezioso di intervento contro le destre.
Ma compagni tranquilli: presto si terrà un’altra riunione per decidere le strutture statutarie che consentiranno alla Federazione di partire veramente!
Una minaccia? Tanti auguri compagno Massimo Rossi.