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Per dare voce ai lavoratori e ai militanti di base del Prc continuiamo la serie di interviste ai segretari dei circoli aziendali di Rifondazione Comunista.


1) Cosa è cambiato nel rapporto tra il partito e i lavoratori durante il governo Prodi?

2) Che valutazione fai di Chianciano?

3) Come segretaria/o di un circolo aziendale cosa ti aspetti dalle strutture centrali e su cosa pensi il partito debba investire maggiormente?

Michele Cimabue

coordinatore nazionale prc - poste


1) Noi abbiamo affrontato la questione del governo in maniera sbagliata. Abbiamo scritto un programma in cui c’era dentro di tutto ma noi non possiamo pretendere di inserire tutto il mondo in un programma. Il partito doveva avere due o tre linee guida che distinguessero la nostra azione. Non dovevamo parlare di superamento della legge 30 ma della sua abolizione totale. Dovevamo dire che o si aboliva la legge 30 oppure non c’erano le condizioni per stare al governo.

Ma non voglio fermarmi qui: abbiamo detto superamento? Allora quali sono gli strumenti da mettere in campo nell’arco dei 5 anni per superare la legge 30? Non se n’è visto nemmeno uno. Noi, come coordinamento Poste abbiamo messo in campo dei ragionamenti, ad esempio sulla Banca Etica alla Poste. La Banca Etica serviva per uscire dal precariato, era uno strumento. Questa cosa noi l’abbiamo al proposta al partito, alla segreteria nazionale, alla commissione alla Camera. Risposte? Nessuna.

Se tu vai al governo per conto dei lavoratori devi fare cose concrete non poesia, noi non abbiamo avuto nessuna capacità di incidere perché i compagni erano impreparati. Se oggi, dall’opposizione, un coordinamento come il nostro individua che il governo attuale mette le mani sui soldi della Cassa Depositi e Prestiti (che ha un patrimonio di 200 miliardi di euro dei quali solo la metà è impiegata negli enti locali mentre l’altra metà è libera e disponibile) perché altri non sono arrivati alla nostra stessa conclusione? Con questi soldi si può fare una nuova IRI, opere pubbliche, opere per l’ambiente, per le coste di questo Paese, per il turismo. La questione è questa: o si distrugge il patrimonio della Cassa depositi e prestiti o si fanno delle cose per la collettività.

Noi nel governo avevamo il sottosegretario allo sviluppo economico. Si sapeva che quei soldi esistevano. Si poteva evitare di fare finanziarie lacrime e sangue e proporre di utilizzare quei soldi per le classi sociali meno abbienti. Perché i compagni che erano al governo non hanno mosso un dito? Sulla questione della nuova IRI faremo un convegno a Gennaio con la Fiom. Le riconversioni industriali si possono fare perchè i soldi ci stanno. Questo è il compito del partito, mettere insieme diversi pezzi di società e della classe operaia, altrimenti non serve a niente.


2) La svolta a sinistra decisa a Chianciano era una svolta necessaria. Tutto il coordinamento delle Poste l’ha subito sostenuta. è naturale che dentro la maggioranza possano esserci diversità di vedute su questa o quella questione. Ma queste differenze si debbono metabolizzare nella pratica, attraverso un atteggiamento costruttivo. Noi questo metodo lo utilizziamo da tempo dentro al coordinamento. Non abbiamo mai avuto una contrapposizione tra sindacati di base e confederali e abbiamo sempre ragionato sul da farsi come partito. Questo metodo non cade dal cielo. Io l’ho imparato dall’esperienza dei consigli di fabbrica. La sintesi operaia deve prevalere sempre.


3) Spero che tutto il Dipartimento Lavoro venga valorizzato, che sia considerato il fulcro della nostra attività. Dobbiamo promuovere coordinamenti delle strutture lavorative, mettere in relazione i dirigenti operai e sindacali.

Le idee che nascono da questi settori non debbono essere considerate patrimonio esclusivo di una parte del partito ma di tutti i compagni. Se io, dal nazionale, so di una iniziativa messa in piedi nella tal zona, devo attivarmi subito per chiamare un’altra zona e comunicarglielo. Una struttura centrale serve solo se è in grado di valorizzare le buone idee che si hanno a livello locale.


Ivano Pavani

Segretario circolo telecom di firenze


1) Nell’ultimo Governo Prodi, c’è stato un allontanamento del Partito dalla base, che è culminato con la scelta di creare la Sinistra Arcobaleno. Tanti elettori del Prc si attendevano molte cose: l’eliminazione della Legge Biagi, la lotta per mantenere il Tfr ai lavoratori, il riconoscimento delle coppie di fatto. Purtroppo sono state tutte disattese, anche per la capacità di imporre la propria volontà da parte di  Confindustria e del Vaticano. La base del partito si è sentita smarrita e lasciata sola. Il 13 e 14 Aprile abbiamo assistito al crollo della Sinistra, ma ora dobbiamo tirare fuori quel valore che è il collante del Partito: l’unità dei lavoratori.


2) La valutazione che do dell’ultimo Congresso è  positiva. Non nascondo la mia simpatia per il nuovo Segretario, e penso che riuscirà a far un buon lavoro.  Ritornare dentro le fabbriche, i posti di lavoro, specialmente in un periodo di grave crisi come questa, dove il capitalismo ha fallito, noi  dobbiamo dare delle risposte, come cercare di ricostruire una sinistra comunista.


3) Come segretario di un circolo Telecom, mi auguro un grosso impegno del Partito in un periodo in cui si chiede ai lavoratori un altro sacrificio, come  gli ulteriori  4.000 esuberi  che Bernabè ha richiesto il 2 dicembre. Dobbiamo far capire ai lavoratori, ma soprattutto ai cittadini che avere una Rete di Telecomunicazioni Pubblica deve essere fondamentale per lo Stato. La privatizzazione della Sip, voluta nel 1996 dall’allora Governo di centro-sinistra, è stata un disastro e ora tutti ne paghiamo le conseguenze. Il partito deve avere il coraggio di investire su giovani compagni, investire su di loro creando anche dei seminari ad hoc, in modo di creare un nuovo futuro per la sinistra.


Marco Tarantino

Segr. circolo almaviva contact - Palermo


1) Il Governo Prodi ha la colpa di avere disatteso tutte le promesse effettuate durante la campagna elettorale. Innanzitutto sulla precarietà del mondo del lavoro. La legge 30 è rimasta tale e quale, sul protocollo sul welfare è meglio stendere un velo pietoso. Le speranze di cambiamento si sono infrante contro gli interessi di Confindustria.

Il centro sinistra tra il padrone e il lavoratore ha scelto come interlocutore il primo. Stesso discorso per i diritti civili. Il Vaticano - questo Vaticano con a capo l’ultras Ratzinger - ha avuto il pieno sostegno di ampia parte della maggioranza governo, che ha affossato uno dopo l’altro tutti i punti programmatici previsti sulla laicità dello Stato e sull’avanzamento dei diritti civili in Italia.

Vogliamo parlare inoltre di TAV o di questione morale. Insomma, il Governo Prodi ha distrutto ogni rappresentatività del centrosinistra, ma specialmente della sinistra, nel nostro paese.

A questo dobbiamo la fase pre-fascistica, nel merito, che stiamo vivendo oggi.

2) Un partito spaccato a metà, grandi speranze, grandi difficoltà. Una cosa deve essere certa: indietro non si può tornare. Noi e il PD non siamo dallo stesso lato della barricata, non rappresentiamo gli stessi interessi.


3) Mi aspetto coerenza con quanto uscito da Chianciano, un’analisi della situazione economico-politico-sindacale (scusa il neologismo) attenta, uno sforzo per riportare Rifondazione nel vivo dei processi produttivi e nelle contraddizioni di classe.

Non possiamo rimanere il partito leggero che è stato costruito negli ultimi anni, tutto incentrato sulla figura del leader; dobbiamo investire in formazione e nel “sud” del nostro paese, inteso non solo come area geografica ma anche come spazio del disagio.

Dobbiamo utilizzare, infine, nuovi strumenti di comunicazione, non avendo più, per fortuna o purtroppo, la visibilità concessa in passato dalla televisione. è una sfida che dobbiamo combattere dal basso. In poche parole, dobbiamo essere aggreganti.

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