Sintesi del dibattito del Comitato politico nazionale del Prc (10-11 aprile 2010) - Falcemartello

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Il comitato politico nazionale del Prc ha indubbiamente avuto il segno di un ripiegamento dopo la sconfitta delle elezioni regionali e di uno stallo crescente, conseguenza delle spinte contrapposte che attraversano il gruppo dirigente.

La lettura del risultato elettorale è stata in generale riduttiva e tutta piegata alla nota tesi secondo la quale “con le alleanze si prendono più voti”, molte le autocritiche fra chi riteneva possibile una sconfitta del centrodestra e un risultato “alla francese”, pochissima analisi di quanto sta accadendo nel Pd come esito della sconfitta, messo tra parentesi il risultato delle liste Grillo (in quanto evidentemente non coerente con la posizione “alleantista”).

Il ripiegamento si manifesta chiaramente nei due punti qualificanti della linea proposta: il riavvicinamento a Sinistra e Libertà, la conferma della ricerca di un’alleanza elettorale col centrosinistra in vista delle elezioni del 2013. Le formule di rito sulla necessità di essere “soggetto autonomo dal centrosinistra” che persegue la “fuoriuscita dal bipolarismo” assumono un carattere sempre più rituale.

Su entrambi questi punti l’area di Essere comunisti ha rappresentato l’ala marciante e più determinata. Le altre componenti della maggioranza “unitaria” si sono distinte solo per tentativi non molto convincenti di accreditare letture “di sinistra” di questa posizione; vale per quanto riguarda la ex mozione 2 e lo stesso segretario nazionale, che hanno molto parlato della necessità di non dare per definitiva la vittoria del bipolarismo, ma rinunciando nei fatti a indicare una qualsiasi strategia concreta di costruzione di un terzo polo, di sinistra e di alternativa, che si ponga l’obiettivo di rompere lo schema bipolare in cui centrodestra e centrosinistra si avvicendano al governo senza che cambino le politiche di fondo.

La realtà è che il gruppo dirigente della maggioranza, pur nelle sue articolazioni, sembra avere introiettato la logica della sconfitta, che a sua volta diffonde poi sull’insieme del partito. Il messaggio che arriva ha il segno complessivo della rinuncia e della sfiducia, della paralisi.

Tale paralisi si manifesta nel contrasto tra i propositi dichiarati e i fatti che poi (non) si producono, e nella sistematica scelta di rimuovere dal dibattito tutti i punti più spinosi.

In particolare il processo di costituzione della Federazione della sinistra manifesta questa contraddizione. Abbiamo sottolineato fin dal primo giorno come la Fds fosse un’alchimia che avrebbe paralizzato il partito senza aggiungere nulla alla sua capacità di iniziativa. Oggi questo si è confermato platealmente. Al Cpn molti hanno detto che bisogna “accelerare”. Il documento finale approvato parla di fare un “salto di qualità”, di “accelerare questo processo costruendo in ogni territorio le strutture unitarie”, di “dar corso immediatamente a quanto deciso e previsto dai documenti politici e organizzativi della Federazione, dando vita ad un vero processo costituente che ci permetta di arrivare entro i tempi previsti al Congresso di varo definitivo della Federazione”.

I risultati di tutto questo “accelerare” sono tuttavia assai modesti. La realtà è che la Fds è paralizzata dalle proprie contraddizioni. Alla riunione del suo organismo dirigente tenuta il 2 aprile, Giampaolo Patta (Lavoro e Solidarietà) ha detto esplicitamente che per quanto lo riguarda non si può proseguire nel processo costituente se prima non si chiarisce il punto fondamentale delle alleanze che, ritiene, devono contemplare la prospettiva di un alleanza di governo col centrosinistra e non solo un semplice accordo elettorale. Il Pdci per parte sua è contrario a un congresso costituente che attribuisca agli iscritti il potere decisionale secondo il principio “una testa un voto” e propone di fatto una fusione di vertice. Il tutto in nome, naturalmente, in nome dell’“accelerazione”.

Al Cpn è stato presentato un emendamento al documento finale della segreteria, che proponeva di cancellare le righe sopracitate sul congresso della Federazione “entro i tempi previsti”, vale a dire entro dicembre. Sostenuto da due componenti della segreteria (Pegolo e Forenza) ha raccolto una ventina di voti, segnalando la scarsa consistenza di una critica che vorrebbe essere radicale, ma che alla fine è solo fatta di posizionamenti interni al partito. Non è dato capire, infatti, che senso abbia inveire contro l’istituzionalismo, l’elettoralismo, lo slittamento a destra, il vendolismo e chi più ne ha più ne metta, per poi accettare il 99,9 per cento della linea proposta senza, per giunta, proporre una alternativa organica. Accettando tutte le premesse politiche della linea di Ferrero e rifiutandone al contempo le conseguenze pratiche i sostenitori dell’emendamento cadono inevitabilmente in una posizione velleitaria. Tale divisione peraltro ha reso evidente il logoramento dell’area politica del segretario, che paga il prezzo maggiore delle proprie contraddizioni. 20 dei voti raccolti dall’emendamento, 16 si sono poi trasformati in astensioni nel voto complessivo sul documento della segreteria.

Sempre sul tema della Fds un ordine del giorno a firma Claudio Bellotti ha raccolto una quindicina di voti attorno alla richiesta che il prossimo congresso del Prc preceda, e non segua, il previsto congresso fondativo della Federazione della sinistra.

Al voto finale sono stati presentati quattro documenti: quello della segreteria, quello dell’area dell’Ernesto che critica la Federazione della sinistra riproponendo l’unificazione col Pdci, che ha raccolto 7 voti. Un altro documento a firma Vito Nocera e Grazia Montoro (2 voti) partendo da una critica iper-moderata alla candidatura Ferrero in Campania preannuncia, in termini appena velati, un possibile approdo nel Pd o in Sinistra e Libertà (“la scomposizione di tutte le attuali forze in campo di cui parla anche Vendola può diventare un tema vero… l’obiettivo… può diventare ora una vera federazione della sinistra, dove per sinistra si intende dal Pd a noi”). Infine il documento proposto dalla nostra area, già pubblicato su questo sito ha raccolto 6 voti.

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