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Il 12 e 13 maggio si sono svolte le elezioni universitarie nazionali per il rinnovo del Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) e in alcuni atenei anche per il rinnovo degli organismi accademici locali. Il primo dato da registrare è stata la bassissima affluenza al voto: nonostante il protagonismo degli studenti visto nell’Onda, rimane il distacco verso la rappresentanza studentesca.

In questo contesto di passività, stravincono le destre soprattutto legate a Comunione e Liberazione (Cl), che vivono sulla scorta delle loro clientele richiamate all’ordine al momento del voto.

A Bologna hanno votato in 13.720 cioè il 16,9% degli aventi diritto al voto, affluenza non bassissima rispetto ai dati nazionali, ma che tocca livelli allarmanti in facoltà come Lettere, da sempre epicentro delle mobilitazioni studentesche (784 votanti su un corpo elettorale di 12.669 studenti). Si è votato oltre al Cnsu, per il rinnovo del consiglio studentesco, dei consigli di facoltà e di corso.

I Giovani Comunisti di Bologna hanno proposto la lista Comunisti Universitari a Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche, Medicina, Lettere.

Nella facoltà di Lettere la lista è stata sostenuta dal Collettivo Autunno Caldo (Csu Bologna) presentando anche proprie candidature che hanno ottenuto il 7,3% al Consiglio di Facoltà eleggendo un proprio rappresentante.

Questo è un risultato significativo se si tiene conto dell’andamento generale di queste elezioni: Cl (lista Student Office) vince in modo schiacciante sulle liste della sinistra moderata, che quest’anno perdono a Lettere e Filosofia, facoltà di riferimento di Sinistra Universitaria, dove si sono presentati divisi fra due liste, in seguito a scissioni dal dubbio valore politico (programmi alla mano, non differiscono di molto…).

Come Collettivo Autunno Caldo, abbiamo portato nella lista la nostra esperienza, dalla campagna contro l’ER.GO (Ente Regionale per il Diritto alla Studio), alla partecipazione al movimento dell’Onda, in cui chiedevamo l’unione delle rivendicazioni studentesche a quelle di tutti i lavoratori. In un contesto di generale disinteresse per queste elezioni, una lista piccola ma combattiva come la nostra, ha trovato lo spazio per emergere e intercettare studenti che vogliono attivarsi nelle loro facoltà.

Siamo stati gli unici ad aver posto al centro della campagna elettorale gli attuali attacchi all’università pubblica e a ribadire il totale rifiuto di tutte quelle controriforme, partendo dall’autonomia universitaria fino alla riforma Gelmini (temi “dimenticati” dalle altre forze politiche candidate!), rivendicando l’aumento dei finanziamenti pubblici, borse di studio che permettano l’indipendenza economica, la reintegrazione dei servizi esternalizzati a partire dalla mensa.

Dove sono mancati un programma chiaro e una presenza costante all’università, i risultati sono stati ovviamente mediocri. Non stupisce quindi il risultato della lista Comunisti Universitari nelle altre facoltà, dove si sconta l’insufficienza cronica di tutto ciò.

Con questa campagna elettorale il Collettivo Autunno Caldo è riuscito ad avvicinare studenti intenzionati a mobilitarsi, partendo dai problemi reali delle loro facoltà, costruendo collettivi e rilanciando “momenti di lotta” aldilà della sola rappresentanza istituzionale.

Il nostro obiettivo è infatti quello di radicarci nel tessuto universitario costruendo un’unità di azione tra tutti quei soggetti che subiscono gli attacchi (studenti, ricercatori, personale tecnico e amministrativo) e dare nuova linfa ad un movimento organizzato e radicale che mini le basi di questa università come la vogliono i padroni, per ottenere una università pubblica, laica, democratica e di qualità!

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