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Sconfitti i ciellini e la destra


Il 16 e il 17 maggio all’Università Statale di Milano si sono tenute le elezioni per rinnovare la rappresentanza studentesca in seno agli organi accademici.

Per gli organi superiori (Senato accademico, Consiglio d’amministrazione, Comitato pari opportunità) concorrevano cinque liste: Sinistra universitaria (Ds), Obiettivo studenti (lista riconducibile a Comunione e Liberazione) e Azione universitaria (An), oltre a Unicentro (Udc) e a Universitari per la pace, di fatto una lista civetta.

Al di là dei pochissimi voti presi dalle ultime due liste, e del limitato ma comunque nefasto 11,7% di Azione universitaria, lo scontro maggiore si è svolto fra Sinistra universitaria e Obiettivo studenti.

Quest’anno infatti la formazione diessina ha cercato, trovandola, la conquista della maggioranza. Accogliamo senza dubbio positivamente la vittoria di una lista di sinistra che dopo più di quindici anni prende il posto di Obiettivo Studenti, struttura reazionaria e clientelare. Tuttavia non mancano le critiche a una organizzazione che si presenta sulla scena universitaria solo in occasione delle elezioni, che fa riferimento al maggiore partito del governo che ha introdotto la riforma Zecchino e che ha svolto l’intera campagna elettorale prediligendo l’apoliticismo di eventi di richiamo (ci viene subito in mente il concerto della Banda Osiris, su cui peraltro musicalmente non abbiamo nulla da ridire) ad un preciso programma politico. Una lista che oltretutto si presenta quest’anno per l’ultima volta col nome Sinistra universitaria, che presto provvederà a cambiare in Studenti democratici (forse però conservando come aggiunta anche il vecchio nome, con una prodezza di opportunistica ambiguità).

Ad ogni modo, se vogliamo leggere il voto di mercoledì e giovedì, il carattere principale che emerge è la mobilitazione al voto contro Obiettivo studenti: elemento che appare sia dalla (relativamente) alta affluenza (13,59% contro il 10,88% di tre anni fa), sia dal massiccio voto politico (cioè senza preferenze personali) a S.U., vista come unica alternativa di sinistra.

Questo carattere ha avuto peso anche sul nostro risultato. Con la lista Alternativa rossa, frutto di un accordo elettorale fra Collettivo Pantera, Dèmos e alcuni Giovani comunisti, ci eravamo candidati per il Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia e per i Consigli di coordinamento didattico (Ccd) di Filosofia, Scienze storiche e Lettere. Sostanzialmente ci attestiamo poco sopra il 9%, prendendo quattro consiglieri di facoltà (su 42) e un consigliere per ognuno dei Ccd.

Un risultato positivo, seppure non clamoroso, soprattutto tenuto conto di alcuni aspetti. In primo luogo, come accennato sopra, si è fatto sentire il “voto utile”, ossia la concentrazione di voti su Sinistra universitaria (49,7%), che essendo la maggiore lista di sinistra, è stata vista dagli studenti come il principale strumento per cacciare Obiettivo studenti (36,7%). Inoltre la candidatura di Sinistra universitaria agli organi maggiori ha fatto da traino anche per quelli minori, penalizzando noi che eravamo candidati solo ai secondi.

Ma soprattutto, come scritto sullo scorso numero di FalceMartello, la nostra candidatura aveva come primo obiettivo il radicamento, attraverso il confronto con gli studenti e la diffusione delle nostre idee. In questo senso ci sentiamo di dire d’aver fatto un ottimo lavoro. Già dalla raccolta delle firme necessarie per presentare la lista ci siamo distinti dalle altre formazioni, che sono scomparse appena raggiunto il numero di firme necessario: noi lo abbiamo superato di quattro volte, usando tutto il tempo disponibile per chiedere un appoggio politico ad ogni studente. In campagna elettorale la differenza con le altre liste è stata altrettanto palese: mentre Sinistra universitaria organizzava, come detto sopra, grandi eventi propagandistici privi di spessore politico, e mentre Obiettivo studenti puntava tutto sull’immagine di una lista totalmente apolitica (cosa falsa oltre che scorretta), noi abbiamo impostato la nostra campagna proprio sull’aspetto politico, spiegando il legame fra università e società e fra condizioni di studio e condizioni di lavoro, producendo e diffondendo materiale d’approfondimento su temi specifici e aprendo su questi temi ampi confronti con gli studenti.

Importante è stata anche la solidarietà data (purtroppo solo da noi) ai lavoratori della mensa scesi in sciopero per il rinnovo del contratto. Solidarietà che, oltre a sensibilizzare gli studenti in merito alle condizione di lavoro in università, ha rinforzato lo storico legame fra il Collettivo Pantera e i lavoratori dell’università.

Siamo in ultima analisi riusciti ad accrescere il nostro peso politico all’interno dell’università, e la prossima fase sarà fondamentale per confermare questa crescita: mentre tutte le altre formazioni scompariranno dalla scena, chi per leccarsi le ferite, chi per gustarsi le poltrone, noi resteremo gli unici presenti a difendere quotidianamente il diritto allo studio.

 

23/05/07 

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