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16/17 maggio elezioni universitarie

Milano: L’Alternativa Rossa per il diritto allo studio

Il 16 e il 17 maggio all’Università Statale di Milano si terranno le elezioni per rinnovare la rappresentanza studentesca in seno agli organi accademici.

Il Collettivo Pantera, struttura aderente al Csu (Coordinamento studentesco universitario), in coalizione con Démos U.C. e insieme ad alcuni Giovani comunisti, presenterà la lista Alternativa Rossa per il Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia e per i Consigli di coordinamento didattico di Filosofia, Scienze storiche e Lettere.

L’esigenza di scendere in campo anche in questa occasione è la necessaria conseguenza della situazione in cui si trova l’università pubblica, che da almeno 15 anni è vittima di continui attacchi.

Dall’autonomia universitaria alla riforma Zecchino, che ha introdotto il “3+2”, dalla riforma Moratti ai finanziamenti alle università private, i provvedimenti e le controriforme portati avanti dai governi di centrosinistra come da quelli di centrodestra si muovono sulle medesime direttrici: la privatizzazione dell’istruzione e dell’università pubblica e una crescente selezione di classe.

Contro tutto ciò, in difesa di un reale diritto allo studio, lottano il Collettivo Pantera e Alternativa Rossa.

Per questo chiediamo l’abrogazione di tutte le controriforme dell’istruzione (Moratti, Zecchino, Berlinguer), il ritorno al ciclo unico, la cancellazione di numeri chiusi e obblighi di frequenza, che penalizzano quegli studenti che devono lavorare per potersi pagare gli studi. Rivendichiamo un appello al mese per ogni esame e la cancellazione del salto d’appello, che ad oggi prevede che se uno studente viene bocciato a un esame, o se rifiuta il voto, non si possa presentare all’appello successivo.

Chiediamo che sia abolita la prima rata (614 euro l’anno scorso, 650 quest’anno), che è uguale per tutti indipendentemente dal reddito. Chiediamo una drastica riduzione della retta universitaria, fino ad arrivare alla totale gratuità dell’università, unico modo per dare a tutti la possibilità di studiare. Lo stesso vale per le spese collaterali. Non è accettabile che gli studenti debbano spendere centinaia di euro per i testi su cui studiare: i libri devono essere forniti dall’università in usufrutto e comodato d’uso gratuito, e lo studente deve pagarli solo se li danneggia irrimediabilmente o se al termine dello studio decide di comprarli. Un’altra spesa ingiustificata è quella per i trasporti: lo studente deve poter viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici. Il discorso sui trasporti si lega a quello sulle case: in un contesto di speculazioni immobiliari e affitti spropositati, lo Stato deve garantire agli studenti fuori sede degli appositi alloggi gratuiti che permettano loro di non dover viaggiare per ore per poter arrivare a lezione o a un appello.

Per poter ottenere tutto ciò è necessario un drastico aumento dei finanziamenti all’istruzione e all’università pubblica da parte dello Stato, partendo da un immediato raddoppio. A coloro che sostengono che mancano i soldi rispondiamo che si possono trovare tagliando le spese militari, che aumentano di anno in anno, i finanziamenti e le agevolazioni alla Chiesa, i finanziamenti a fondo perduto alle aziende e quelli, scandalosi, alle scuole e università private.

Sappiamo bene che le elezioni universitarie non sono uno strumento sufficiente a cambiare la situazione in università. Ciò appare evidente già dal fatto che all’interno degli organi accademici la rappresentanza studentesca è nettamente inferiore, a livello numerico, rispetto alle altre componenti (per fare un esempio, nel senato accademico su 35 membri i rappresentanti degli studenti sono 5). Le elezioni universitarie sono, inoltre, l’occasione in cui riappaiono in ateneo tutte quelle strutture prettamente elettorali che si vedono solo nelle poche settimane antecedenti il voto, e che poi scompaiono nel nulla, dopo una folle corsa alle poltrone.

Per noi le elezioni universitarie non sono questo. Noi crediamo che una lotta per il diritto allo studio, una lotta contro la selezione di classe, debba essere portata avanti giorno dopo giorno, con una presenza costante nei luoghi di studio. Solo una mobilitazione reale degli studenti, uniti ai lavoratori, può cambiare davvero lo stato delle cose. La nostra presenza all’interno degli organi accademici non è un fine, ma uno strumento in più per rilanciare una vera mobilitazione che possa compiere dei passi importanti verso un’università pubblica, laica, gratuita, di qualità. Per questo chiediamo di votare per Alternativa Rossa, ma per questo soprattutto chiediamo di aderire al Collettivo Pantera a Milano, e al Csp-Csu in tutta Italia.

 

23/04/07 

 

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