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16/17 maggio elezioni universitarie


A Parma oggi sono circa 30mila gli studenti iscritti all’Ateneo, e su tale numero si basano le percentuali per l’ottenimento dei finanziamenti statali (30% del Fondo di finanziamento ordinario, Ffo), oltre che sui “risultati” della didattica (30% del Ffo in base ai laureati in corso).

Ciò ha comportato un distacco dalle esigenze degli studenti e dei lavoratori nelle scelte dell’ateneo, spostando l’attenzione verso un atteggiamento imprenditoriale rivolto al marketing (con una spesa in pubblicità di 416mila euro nel 2006, con un incremento del 46% dall’introduzione della autonomia). In più ha causato la notevole frammentazione dei corsi tradizionali e la nascita di nuovi, in modo tale da poter raggiungere tutti i segmenti di mercato delle nuove immatricolazioni.

Ciò ha comportato un sostanziale abbassamento del livello della didattica, abbassando così il valore della laurea e trasformando molte facoltà in veri e propri diplomifici: in molte facoltà è stata addirittura eliminata la tesi per le lauree triennali in modo tale da aumentare la velocità di conseguimento del titolo. Il cerchio così si chiude: l’Università può accedere a ulteriori fondi esibendo un gran numero di laureati, compiacendo le statistiche dei politici e l’opinione pubblica sulla bontà delle “riforme” fin qui attuate. Il tutto sulle spalle della nostra formazione e della spendibilità del titolo sul mercato del lavoro!

Ora l’università è amministrata da veri e propri “manager” il cui principale obiettivo è l’equilibrio economico dell’“azienda”, che deve sopravvivere nel mercato competitivo tra gli atenei a caccia di fondi, anziché essere il luogo di diffusione dei saperi per la preparazione delle future generazioni.

Noi studenti siamo una risorsa fondamentale per l’economia cittadina e allo stesso tempo siamo fonte di speculazione: affitti carissimi e mancanza di alloggi a basso costo per gli studenti a causa di una politica comunale che privilegia la tutela degli interessi speculativi della borghesia, nessuna agevolazione sul trasporto pubblico o per le attività culturali, costo della vita elevatissimo, paragonabile a quello della Costa Azzurra. Tutto ciò aumenta il divario tra chi può ancora permettersi di studiare e chi no: l’ente che dovrebbe ridurre queste differenze, l’Azienda per il diritto allo studio universitario, quest’anno ha pagato le borse di studio solo alla metà degli idonei per mancanza di fondi regionali, offre un servizio di mensa con prezzi da hotel (6 euro circa un pranzo completo), adotta una politica di assegnazione degli alloggi, già pochi, con valutazioni sul reddito e sul merito che impediscono di fatto a molti il loro ottenimento. A Parma questo è il diritto allo studio.

Per questo il Csu si schiererà con una propria lista alle elezioni universitarie, pur sapendo che la rappresentanza studentesca all’interno degli organi accademici è irrilevante a causa della mancanza di pariteticità. Vediamo in queste elezioni la possibilità di coinvolgere quanti più studenti possibile per unificare il dissenso nei confronti della privatizzazione dell’istruzione pubblica, per aprire uno spiraglio verso il cambiamento creando un contesto politico e organizzativo a cui gli studenti possano riferirsi. In questa prospettiva, avevamo inizialmente valutato la possibilità di costituire un fronte unico con altre organizzazioni sindacali studentesche di sinistra (Sinistra studentesca universitaria e Unione degli universitari), ma le loro richieste antidemocratiche hanno reso inevitabile la presentazione di una nostra lista: “Csu-l’alternativa di sinistra”. Abbiamo raccolto il doppio delle firme necessarie per la presentazione della lista in soli tre giorni, oltre a numerosi consensi tra gli studenti, alcuni dei quali ci hanno offerto il loro aiuto e il loro entusiasmo.

Ci proponiamo per questo la costruzione di collettivi studenteschi coordinati a livello nazionale, che possano essere un’espressione organizzata degli studenti stessi, ormai considerati solamente un guadagno da sfruttare dai troppi interessi economici introdotti nell’università, che ora tanto somiglia a un bel mercatino, dove tanti offrono prodotti e belle speranze, ma solo chi se lo può permettere alla fine li compra. Data la situazione generale a Parma, le elezioni si presentano come uno sfondo ideale per portare avanti delle lotte per i nostri diritti, sulle orme delle mobilitazioni avvenute lo scorso anno in Francia e le ultime ancora in corso in Grecia. Tutto dipende da noi, nessuno ci regala niente e quello che ci appartiene ce lo dobbiamo riprendere!

 

23/04/07 

 

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