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31 marzo - Primo aprile: tutte le foto

Il dibattito all'Assemblea nazionale della mozione 2 “Per il partito di classe”

 

Si riunirà a Milano domenica 1 aprile l’assemblea nazionale dei sostenitori della seconda mozione nell’ultimo congresso del Prc, “Per il partito di classe”. Si tratta di un appuntamento importante al quale sono invitati tutti i compagni che ci hanno sostenuto nel congresso e aperto a chiunque sia interessato.

A oltre due mesi dal congresso nazionale di Rifondazione comunista, è difficile persino svolgere una critica dell’azione dell’attuale segreteria nazionale. Il congresso ha sancito la collocazione del partito all’opposizione del governo Monti, ma questa netta scelta di campo non ha prodotto alcuna riconoscibile iniziativa politica. Non esiste un piano serio di discussione e mobilitazione della militanza, né un’analisi capace di orientarci in una situazione estremamente complessa.

L’unico organismo nazionale che si è riunito dopo il congresso (il Cpn del 14-15 gennaio) oltre ad eleggere la Direzione nazionale ha prodotto il nulla, come dimostra la scarna paginetta di documento proposto dalla segreteria nazionale (i documenti sono reperibili sul sito del partito).

L’obiettivo della nostra assemblea nazionale non è però quello di riunirci per lamentarci del fatto che nel Prc le cose vanno male, dobbiamo invece assumerci la responsabilità di dare una indicazione politica e di lavoro precisa, anche in virtù del consenso significativo che abbiamo raccolto nel congresso.

Dobbiamo dare una lettura del conflitto di classe reale in corso nel nostro paese e a livello internazionale.

L’elemento che più caratterizza il quadro odierno è il distacco profondo che separa i lavoratori dalle organizzazioni della sinistra e dalle direzioni sindacali. Esiste un evidente smarrimento delle burocrazie sindacali, private dal governo Monti del loro tradizionale ruolo di mediatori sociali. La Cgil parla di tavoli, di consenso, di riforme condivise, mentre il governo procede come un treno e dopo avere massacrato le pensioni senza che nessuno organizzasse una seria opposizione si appresta ora a scassinare quanto resta del contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori.

Sulla scia aperta dalla Fiat si sviluppa a macchia d’olio una campagna di espulsione della Fiom dalle fabbriche, con la negazione dei diritti sindacali di assemblea, di riconoscimento dei delegati, del tesseramento, ecc. Una campagna che ricorda le purghe anticomuniste degli anni cinquanta, quando migliaia di quadri operai vennero espulsi dalle fabbriche nel tentativo di sottomettere i lavoratori ed espellere ogni forma di conflitto. Allora lo sbocco non fu la pace sociale, ma le esplosioni di lotte degli anni ’60 e ’70, non dobbiamo abbandonarci alle letture pessimiste che caratterizzano le burocrazie smarrite, ma che non servono niente a chi deve organizzare la resistenza nei luoghi di lavoro. Al tempo stesso siamo consapevoli che questa resistenza, che è la premessa dei futuri contrattacchi, va costruita con un lavoro certosino e paziente, aggrappandosi a tutti i punti di resistenza, lavorando per rafforzarli e collegarli, formando quei quadri e quei riferimenti indispensabili per attraversare questa fase.

In un quadro di debolezza e frammentazione obiettiva delle forze della sinistra la risposta è mantenere la barra dritta e soprattutto calarsi fino in fondo nelle condizioni reali della nostra classe, sapere attraversare passo a passo con i nostri referenti naturali tutte le asprezze di questa epoca. I dibattiti ansiosi sulla legge elettorale, le combinazioni tra gruppi dirigenti che hanno perso radicamento e credibilità sono giochi a somma zero che non costruiscono nulla e ci rigettano nel pantano di un centrosinistra più che mai schiacciato sul governo Monti.

Questo quadro va rotto, la situazione europea ci mostra la grande destabilizzazione politica generata dalla crisi e dalla completa subordinazione delle forze “riformiste” ai dettami della Bce. Partiti della sinistra alternativa che parevano sul punto di sparire sono in forte ripresa anche sul piano elettorale; è il caso di Izquierda unida in Spagna, che ha raddoppiato i propri voti, del Pcf in Francia o delle forze di sinistra in Grecia, dove si voterà in aprile e i sondaggi segnalano un tracollo dei socialisti e una forte crescita delle forze alla sua sinistra.

Esiste una profonda crisi di legittimazione del sistema e una ricerca di alternative che dobbiamo sapere interpretare anche nel nostro paese.

Di tutto questo discuteremo a Milano, siete tutti attesi per dare il vostro contributo!

Assemblea nazionale della seconda mozione

Domenica 1 aprile, ore 9.30 - 16


Casa della cultura

Via Borgogna 3, Milano

(MM1 fermata San Babila)

info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Potrete seguire in streaming video in diretta i lavori dell'assemblea nazionale Cliccando qui

 

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